“Non sulle nostre teste” La protesta dei colleghi dell’ARSIA

Riceviamo dalla collega Katia Troisi e volentieri di seguito ampliifichiamo la protesta dei colleghi dell’ARSIA:

“NON SULLE NOSTRE TESTE”

La rabbia è tanta … e scusate se il mio scritto non è perfetto..


Questa mattina, in previsione del rientro del Direttore Maria Grazie Mammuccini,ho appeso questi cartelli (non sulle nostre teste) lungo tutto il percorso che la suddetta persona compie quando viene in ufficio.

Questo per farle capire che aria si sta respirando, qui nella sede, da quando abbiamo appreso il passaggio da ARSIA ad ARAT …. Con la dismissione per tutti noi del contratto dal ruolo unico regionale e relativa immissione nel contratto di impiegati agricoli!!!

A prescindere che ci sembra un abuso di potere, ribadiamo che non siamo dipendenti della Regione di serie “Z”.

Riteniamo che è un nostro diritto il mantenimento nel ruolo unico regionale non un’optional.

Ritengo, per altro, che lorsignori ci hanno “volutamente” portato a conoscenza della cosa, solo perché venivano meno le garanzie per le poltrone dei dirigenti presenti ad oggi all’ARSIA.

La cosa non è andata giù e quindi da parte di alcuni dirigenti è trapelata la notizia … “…noi eravamo a conoscenza di queste manovre”!!!

Ma scherziamo!

Useremo ogni mezzo per far valere i nostri diritti e chiediamo l’appoggio di tutti i colleghi della Regione …

Questi sono i primi tasselli per uno smantellamento del personale dal ruolo Unico regionale.

Oggi tocca a noi domani a qualche altro settore.

Sono riusciti in questi ultimi venti anno a frammentarci … a separarci … ognuno con il suo piccolo orticello da coltivare!

Va avanti solo chi è più servizievole, accondiscendente e servile! … so che i soldi fanno comodo a tutti … ma esiste anche un limite alla decenza.

Il ringraziamento per queste frammentazioni, per queste guerre tra poveri, va per prima cosa ai nostri cari “Sindacati Confederali” che hanno sempre firmato ogni proposta da parte di questa Amministrazione …. Abbiamo assistito così, accettando e subendo ogni cosa. Ci siamo accontentati delle briciole che ci elargivano … solo il COBAS ha tentato sempre di opporsi a questa politica ….

Questo gioco di poltrone lo facessero tra di loro ma non sulle nostre teste!

Proprio ora (sono le 15.00) mi hanno comunicato che i fogli che avevo attaccato sono stati tolti perché non firmati…..

Li ho riattaccati e ho firmato con il mio nome e cognome.

L’IPOCRISIA NON HA VERAMENTE LIMITI

Troisi Katia

“NON SULLE NOSTRE TESTE

La rabbia è tanta … e scusate se il mio scritto non è perfetto..

Questa mattina, in previsione del rientro del Direttore Maria Grazie Mammuccini,ho appeso questi cartelli (non sulle nostre teste) lungo tutto il percorso che la suddetta persona compie quando viene in ufficio.

Questo per farle capire che aria si sta respirando, qui nella sede, da quando abbiamo appreso il passaggio da ARSIA ad ARAT …. Con la dismissione per tutti noi del contratto dal ruolo unico regionale e relativa immissione nel contratto di impiegati agricoli!!!

A prescindere che ci sembra un abuso di potere, ribadiamo che non siamo dipendenti della Regione di serie “Z”.

Riteniamo che è un nostro diritto il mantenimento nel ruolo unico regionale non un’optional.

Ritengo, per altro, che lorsignori ci hanno “volutamente” portato a conoscenza della cosa, solo perché venivano meno le garanzie per le poltrone dei dirigenti presenti ad oggi all’ARSIA.

La cosa non è andata giù e quindi da parte di alcuni dirigenti è trapelata la notizia … “…noi eravamo a conoscenza di queste manovre”!!!

Ma scherziamo!

Useremo ogni mezzo per far valere i nostri diritti e chiediamo l’appoggio di tutti i colleghi della Regione …

Questi sono i primi tasselli per uno smantellamento del personale dal ruolo Unico regionale.

Oggi tocca a noi domani a qualche altro settore.

Sono riusciti in questi ultimi venti anno a frammentarci … a separarci … ognuno con il suo piccolo orticello da coltivare!

Va avanti solo chi è più servizievole, accondiscendente e servile! … so che i soldi fanno comodo a tutti … ma esiste anche un limite alla decenza.

Il ringraziamento per queste frammentazioni, per queste guerre tra poveri, va per prima cosa ai nostri cari “Sindacati Confederali” che hanno sempre firmato ogni proposta da parte di questa Amministrazione …. Abbiamo assistito così, accettando e subendo ogni cosa. Ci siamo accontentati delle briciole che ci elargivano … solo il COBAS ha tentato sempre di opporsi a questa politica ….

Questo gioco di poltrone lo facessero tra di loro ma non sulle nostre teste!

Proprio ora (sono le 15.00)  mi hanno comunicato che i fogli che avevo attaccato sono stati tolti perché non firmati…..

Li ho riattaccati e ho firmato con il mio nome e cognome.

L’IPOCRISIA NON HA VERAMENTE LIMITI

Troisi Katia

Lascia un Commento