Casa: Il bando ERP 2008, le domande, le questioni, le esigenze

Riprendiamo dall’Unione Inquilini e di seguito amplifichiamo:

Il bando ERP 2008, le domande, le questioni, le esigenze

Dalla sperimentazione sul campo di oltre 300 domande assistite dalla consulenza UI emerge una modifica drastica delle situazione registrata con il bando 2004 con un impatto critico nella stessa compilazione delle domande.

1. Composizione etnica:
esattamente il 50% “italiani” e il 50% “migranti” (di questi il 12% con cittadinanza italiana, il resto con regolare permesso di soggiorno).
Si fa presente che migranti senza permesso di soggiorno sono esclusi dalla possibilità di presentare domanda ERP.

2. Condizioni soggettive:
diminuiscono le domande di sfrattati (ammessi con relativo punteggio solo quelle per finita locazione);
prevalgono i soggetti colpiti duramente dal caro-casa;
non fanno domanda i soggetti in morosità e chi supera i cosiddetti limiti di reddito;
fortissima la percentuale di soggetti in sovraffollamento (oltre il 25%), quasi tutti migranti e quelli senza fissa dimora (esclusivamente cittadini italiani residenti a Firenze, la gran parte uomini, per lo più separati o divorziati);
tra i migranti sono prevalenti i nuclei di 3-4 persone; ma non trascurabile quelli più numerosi (provenienti soprattutto dal Maghreb) che denunciano un fortissimo sovraffollamento per alloggi piccolissimi e con canoni esosi.
tra gli “indigeni” la composizione è articolata, anziani sfrattati per finita locazione, persone sole con canoni esosi, giovani coppie in coabitazione con i genitori, persone senza fissa dimora derivata da problemi economici (dissesti) o famigliari (separazione e divorzio);

3. Problemi nella compilazione delle domande:
in molti casi si rischia l’esclusione dalla graduatoria per “reddito inattendibile” (discrepanze tra livello di reddito e livello del canone, che frequentemente assorbirebbe anche il 90% del reddito famigliare. L’autocertificazione cerca di spiegare la discrepanza indicando dei lavori saltuari, di fatto “al nero”;
estremamente complicata la documentazione per i “senza fissa dimora”, residenti “formalmente” in un alloggio (spesso nemmeno,ma nella “nota e inesistente” Via Lastrucci), abitanti in altro alloggio, spesso ospiti ma senza alcun attestato; tale condizione non è inserita in alcuna casella del bando.

4. Questione punteggi:
ancora una volta solo con lo sfratto si arriva ai cosiddetti punteggi “utili” – 8-9 punti;
una famiglia numerosa con basso reddito e sovraffollamento può al massimo arrivare a 8 punti (2 per nucleo numeroso, 2 per reddito complessivo diviso per n. di componenti, 1 per canone, 3 per sovraffollamento) ma in genere non supera i 6 punti;
lo sfratto per morosità non da nessun punteggio;
lo stato di disoccupazione o cassa integrazione non da nessun punteggio.

Proposte urgenti:

la Regione Toscana entro il mese di gennaio 2009 deve modificare i requisiti per l’accesso e i punteggi (Legge regionale toscana 96/1996 – tab. A e B):

innalzare in modo equo i limiti di reddito dell’accesso con una maggiore deduzione per ogni componente del nucleo famigliare (quoziente famigliare) oltre i due e per le persone a carico;
attribuire allo sfratto per morosità un punteggio identico a quello per finita locazione (sul modello delle leggi regionali del Lazio e della Lombardia);
attribuire un identico punteggio alla condizione di senza fissa dimora, certificata da apposita istruttoria del Comune;
attribuire un punteggio differenziato (da 1 a 3 punti) al rapporto tra canone e reddito (ora al massimo 1 punto);
attribuire un punteggio allo stato di disoccupazione o cassa integrazione aggiuntivo a quello del livello di reddito .
attribuire punti 0,50 fino a punti 3 per ogni anno di permanenza in situazione di disagio abitativo (sfratto, grave sovraffollamento, antigienicità, condizione di senza fissa dimora).

La modifica di questa parte della legge regionale 96/1996 deve dar luogo a nuovi bandi o ai bandi integrativi dove sono stati attivati i bandi ERP 2008.
In questo modo entro il mese di giugno 2009 si arriverà ad una maggior corrispondenza tra il bisogno abitativo reale e la formazione delle graduatorie; la platea dei richiedenti aumenterà moltissimo e diventerà una massa di pressione per il rilancio con misure efficaci dell’edilizia residenziale pubblica a canone sociale, per una forte pressione anche sul Parlamento e sul Governo, per una Finanziaria 2010 che non tagli ma incrementi il sostegno alla locazione e blocchi la tendenza espressa nel cosiddetto Piano Casa del Governo alla liquidazione delle edilizia residenziale pubblica a canone sociale sostituita da un housing sociale che altro non è che sostegno pubblico, fiscale e urbanistico, alla grande impresa immobiliare.

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