Riportiamo di seguito integralmente il comunicato di Tonarelli (CGIL Funzione Pubblica) a nome di CGIL-CISL-UIL. Seguirà nostra risposta nella lista comunicati sindacali e su questo blog
STOP alle furbate dei COBAS
Venerdì scorso, presso la sala mensa di Novoli, si è tenuta un’assemblea sindacale, indetta dai COBAS in orario di lavoro.
TUTTO REGOLARE? ASSOLUTAMENTE NO!
Questi i fatti:
In un comunicato del 3 aprile scorso, il Cobas indice l’assemblea con un nutrito ordine del giorno.
Nessuno gli dà peso, poiché indire un’assemblea non è in suo potere, dal momento che ciò spetta, o alla RSU, o alle sigle sindacali rappresentative a norma di legge, cioè firmatarie dei contratti nazionali.
Il Cobas non è sigla sindacale rappresentativa, almeno non dal punto di vista giuridico, che è quello che qui conta.
Sia chiaro che nessuno gli impedisce di esserlo, è una sua libera scelta: non firma i contratti nazionali, quindi non beneficia dei diritti sindacali che da questi derivano. Semplice.
Uno allora si aspetta che funzioni così: il Cobas si oppone al contratto nazionale e dignitosamente rinuncia ai benefici che da esso derivano. Insomma, sarebbe una scelta rispettabile, da “Homini”. Sarebbe. Il problema è che lorsignori avanzano pretese senza pagare dazio: il contratto nazionale non piace, ma i permessi, le ore di assemblea eccetera, farebbero un gran comodo.
Qual è allora la soluzione dei nostri furbetti della sala mensa? Spacciarsi per essere, loro, la RSU al completo. Così, da un lato hanno convocato l’assemblea solo come Cobas, richiedendola però, formalmente, a nome della RSU.
E questa è una bugia bella e buona. La RSU non ha mai autorizzato nessuno a convocare quell’assemblea, e nemmeno lo ha fatto il suo coordinamento. Insomma è una presa in giro, più o meno come le firme false dei genitori quando si faceva “forca” a scuola.
Quella assemblea è stata convocata in modo scorretto, aggirando e piegando le regole al proprio tornaconto, in spregio alle altre forze sindacali ed alla RSU. Che è un’istituzione di tutti i lavoratori, non una proprietà privata del Cobas.
Insomma: la RSU e tutti i delegati di CGIL, CISL e UIL non disconoscono la legittimità formale dell’assemblea del 18 aprile. Ma solo per evitare noie ai lavoratori che vi possono aver partecipato, non per fare un piacere ai furbetti che l’hanno indetta.
Sia anche chiaro che questa è l’ultima volta.
Da domani chi vorrà fare il furbo, lo farà assumendosene la piena responsabilità, una buona volta.
FP CGIL FPS CISL FPL UIL
Tonarelli Barbagli Galgani
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Agli “Homini” rappresentativi
Bel discorso, non so se più forcaiolo o corporativo, la prossima volta verrete con i bastoni e l’olio di ricino ad impedire il dibattito e il confronto dei lavoratori, perché è questo che vi brucia no?
Giampiero degli Innocenti – COBAS REGIONE TOSCANA
Questa presa di posizione è contemporaneamente un pò servile, un pò idiota, e un pò FASCISTA.
Tutti sanno, a questo punto , che il Cobas è il SECONDO sindacato alla Regione Toscana ,per
consensi liberamente espressi .
Tutti sanno altresì che il Cobas non “usufruisce” dei diritti sindacali e che questo fatto è una evidente violazione dei principi minimi della “democrazia” ( sindacale e non solo! ) .
Qualunque organizzazione dei lavoratori , pur nel dissenso, dovrebbe battersi perchè “chi la pensa diversamente” ( è un principio Costituzionale e “liberale” ) possa esprimere il proprio pensiero e organizzare il proprio dissenso .
Invece no ! LORSIGNORI , che da anni praticano la “sintesi a priori” in separate stanze con l’amministrazione “amica” (come hanno fatto anche con il “governo amico”..e si è visto come è andata a finire….) si appellano , per continuare a “negare” al Cobas i diritti sindacali al
fatto che questi non firmano i contratti ….E arrivano pure a “minacciare”…E’ come dire che per avere i diritti devi essere d’accordo per forza con la controparte e non devi fare opposizione .
Siamo alla pura “follia”.
Ma questo modo di “ragionare” non è una cosa un pò servile… un pò idiota , visto che i lavoratori nella storia per lottare contro le ingiustizie sono stati costretti a “forme di lotta” …e anche un pò FASCISTA ?
Tutti possono giudicare .
Le regole sono anche quelle che quando dei dipendenti, che hanno votato Cobas con una percentuale di voti così elevata (secondi dopo la CGIL), richiede un’assemblea per un confronto non debba essere tacciata da “sigla sindacale non rappresentativa”.
Certo nei luoghi di potere decisionale ci siete solo voi della TRIADE, della CASTA privilegiata. Eppure un sindacato facente parte dell’RSU “DEVE” avere il diritto di dire la propria. O la cosa vi brucia troppo?
Se le elezioni sono andate come sono andate … se i lavoratori non si riconoscono più in voi come un tempo … domandatevi almeno il perché …. Senza tacciare di irregolarità il dialogo che si presuppone sia alla base di ogni democrazia. Le minacce non pagano.
Scusa ma proprio non mi è piaciuta la mail minacciosa che avete scritto.
Sig. Tonarelli
Da quale delirio proviene la tua tanto invocata democrazia sindacale.
La tua democrazia è così evoluta che per i comunicati usi uno strumento accessibile solo a pochi eletti “ Comunicati Sindacali” così diventa per noi furbetti impossibile risponderti ed avere come si usa dire, un “botta e risposta” .
Il modo così spocchiosa e provocatorio del Sig. Tonarelli, fa pensare, e ci chiediamo dove voglia arrivare, oltre al fatto che sarebbe opportuno lo spiegasse a tutti i lavoratori.
Ma andiamo oltre e proviamo ad entrare nel merito.
Ci sono state ben 4 RSU, e tu non c’eri, dove noi cobas abbiamo chiesto al Coordinatore di fare un’assemblea con i lavoratori per spiegare la situazione sul rinnovo del contratto decentrato, prima che venga approvato così come vuole proprio la democrazia sindacale.
Forse prima di scrivere il comunicato avresti dovuto sentire il Coordinatore, che prima si è rifugiato in un “si” , poi in un “no”, poi ancora in un “non so”.
Forse al il Sig. Tonarelli è dispiaciuto che noi Cobas in assemblea abbiamo spiegato la nostra.
Insomma pare di capire che la democrazia sindacale giusta per il Sig. Tonarelli è solo quella che fa lui; complimenti, complimenti vivissimi.
Altro elemento democratico del tuo comunicato “ Sia anche chiaro che questa è l’ultima volta” .
Così però si passa alle minacce, e ammettilo le minacce non sono molto democratiche!
Caro Sig. Tonarelli prima di dare del furbetto agli altri prova a rispondere ad alcune domande:
1- In questi anni le categorie B e C sono state le più compresse mentre le D e P.O. hanno tenuto – ogni volta in trattativa diventa sempre più difficile ed estenuante discutere di eventuali benefici, mentre è tutto così facile e semplice far passare i benefici per i De le P.O. ?
2- Quando i lavoratori si vedranno restituire i soldi tolti con le trasferte?
3- Spiega ai lavoratori come voi intendete organizzare le progressioni verticali e orizzontali?
4- Spiega ai lavoratori che significa per voi della Cgil riconoscimento della professionalità?
5- E ancora.. la certezza di carriera?
Bene visto che parli di furbate, ripeto rispondi senza nasconderti dietro ai deliri ma nei fatti, non a me, nè ai Cobas, ma piuttosto ai lavoratori… se ti riesce.
Daniele Cinquini – RSU Cobas – URTAT di Lucca
cgil cisl uil
ovvero
Medio Evo sindacale puro
I tre porcelloni si comportano come quei signorotti medievali che, per diritto acquisito, nei secoli dei secoli, potevano esercitare il famigerato ius primae noctis, cioè tromb… la donna che andava in sposa a un malcapitato servo della gleba. Il tutto nella prima notte di nozze e per una volta e basta. Questi Homini veri, pretendono di tromb…ci tutti, senza distinzione di sesso, e reiterate volte!
Firmato
Nando il collega della porta accando
Nel novembre scorso Marco Bini mando il riepilogo dei delegati RSU con la P.O. per sigla che allego.
Avete aggiornato la situazione nella nuova RSU?
COMUNICATO COBAS NOVEMBRE 2007
In questi anni di presenza cobas nella RSU ci siamo spesso chiesti i motivi di alcuni atteggiamenti di delegate/i eletti in altre sigle sindacali.
Ci riesce difficile comprendere la loro acquiescenza nei confronti dell’amministrazione regionale.
Eppure, in privato, quasi tutti si lamentano di come l’ente è condotto, della modestia assoluta della dirigenza.
Quindi, con l’obiettivo di capire, abbiamo provato a cercare i motivi di questi comportamenti.
Una fonte di osservazione è il personale di categoria D eletto nella RSU nelle ultime due tornate elettorali.
Nelle ELEZIONI RSU 2004 sono stati eletti 18 delegate/i di categoria D, 10 hanno la PO
Questa la ripartizione per sigla:
CGIL 9 eletti 6 PO
COBAS 4 eletti 0 PO
UIL 2 eletti 2 PO
CISL 2 eletto 1 PO
CSA 1 eletto 1 PO
Nelle ELEZIONI RSU 2001 sono stati eletti 23 delegate/i di categoria D, 13 hanno la PO
Questa la ripartizione per sigla:
CGIL 9 eletti 7 PO
COBAS 6 eletti 0 PO
UIL 3 eletti 2 PO
CISL 3 eletti 2 PO
CSA 2 eletti 2 PO
Facendo il totale delle ultime due elezioni, abbiamo 41 delegate/i di categoria D, 23 hanno la PO
Questa la ripartizione per sigla:
CGIL 13 PO
UIL 4 PO
CSA 3 PO
CISL 3 PO
COBAS 0 PO
Che dite, siamo sulla strada giusta per spiegare l’acquiescenza? O abbiamo bisogno delle percentuali?
E’ incredibile che vengano a fare lezioni di democrazia gente come questa:
Dal “Tirreno” del 23.04.2008
PIOMBINO. Polemica per la decisione di Fim, Fiom e Uilm nazionali, di autorizzare le aziende a prelevare – con la formula del cosiddetto silenzio assenso – 30 euro dalla busta paga dei lavoratori non tesserati. Denaro destinato a confluire nelle casse dei sindacati.
Alcuni operai delle fabbriche locali si sono rivolti al Tirreno per segnalare la cosa. «Nei giorni scorsi – spiegano – è stata distribuita una lettera in cui sta scritto che, dopo la firma del contratto nazionale, i vertici sindacali chiedevano un contributo di trenta euro a chi non è iscritto alle tre organizzazioni di categoria. Questo perché usufruirà dell’aumento salariale del contratto. Chi non voleva adeguarsi – aggiunge il gruppo – avrebbe dovuto manifestarlo e il prelievo dalla busta non ci sarebbe stato. Altrimenti, gli uffici paga delle aziende sarebbero stati autorizzati a trattenere la somma per poi versarla a Fim, Fiom e Uilm».
Non tutti sostengono d’aver avuto la lettera. Ma questo a parte, i lavoratori trovano poco corretta, non tanto la richiesta del denaro quanto la formula adottata.”
Forse per poter fare un’assemblea potremmo offrirgli “un contributo”?