Eravamo stati facili profeti nell’affermare che la LR 27/2007 non avrebbe risolto il problema del precariato in Regione e che la motivazione della legge non stava nel precariato, bensì nella riduzione secca di posti di lavoro (per ogni lavoratore che esce con la rottamazione mezzo ne entra).
Questa ristrutturazione aziendale avveniva dopo anni di perdita di posti di lavoro in Regione (blocco delle assunzioni e del turn over). Anni in cui l’amministrazione ha dato vita alle più singolare forme di lavoro (tempi determinati “a vita”, co.co.co, borse di studio e stage utilizzati come lavoro subordinato).
Il paradosso è che chi ha creato il lavoro precario è stato chiamato a risolverlo! Un paradosso che è diventato un paradigma in Regione. Chi crea problemi assume un potere: quello di conoscerli e di candidarsi a risolverli, è questa la chiave di alcune carriere.
La LR 27/2007 si è limitata a stabilizzare chi era in possesso dei requisiti previsti dalla Finanziaria 2007. Non ha risolto il problema del precariato in Regione e non ha preso in considerazione le Agenzie istituite dalla Regione Toscana. Un non senso logico e giuridico che lascia senza indicazioni tutto il personale precario utilizzato abbondantemente in questi anni.
I tempi determinati stabilizzati, ai sensi della legge finanziaria, sono stati 147 (non sono nuovi posti di lavoro ma posti di cui viene cambiata la natura contrattuale sono posti a tempo determinato che divengono a tempo indeterminato); nessuna misura è stata prevista per il personale a tempo determinato che non possiede i requisiti della finanziaria, per i co.co.co e per i borsisti.
Oggi gli uffici regionali “scoprono” di avere molte altre figure precarie al proprio interno e di non avere soluzioni. Come abbiamo denunciato ripetutamente: alta programmazione sì, ma del precariato.
Questo dimostra di come la LR 27 sia stata un’occasione sprecata. Una legge prevede misure ed interventi straordinari sul personale. Era quindi l’occasione per definire un impianto ed una strategia di uscita definitiva dal precariato e, al tempo stesso, di soluzione di problemi storici (una riqualificazione generale del personale con progressioni verticali a partire da chi ha già l’idoneità per la categoria superiore ed una dotazione organica che rispecchi l’evoluzione professionale avvenuta).
La Regione Toscana poteva legare l’assunzione del precariato alla rottamazione della dirigenza, trasformando i lauti posti di lavoro dei dirigenti in 2/3 posti di categoria C.
Quale miglior risparmio sul bilancio? Quale migliore spinta al lavoro sostituendo l’inerzia dirigenziale con il lavoro vivo e cognitivo di generazioni più giovani?
Tutto questo non è stato fatto ed oggi si continua a ZOPPICARE A VISTA.
USCIRE DAL PRECARIATO UNA VOLTA PER TUTTE!
Questa è l’azione che deve intraprendere la Regione, ente di governo, per dare un’indicazione a tutta la società toscana. Questo significa adottare solleciti provvedimenti che prevedano tempi e modalità certe per un processo di stabilizzazione generale.
Cobas regione Toscana
Leggi anche (sul sito del Governo) : “Dossier su “Linee di indirizzo sui contratti di lavoro a tempo determinato nella PA“
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