Condividendola totalmente, pubblichiamo di seguito la lettera aperta della collega Isabella al quotidiano La Repubblica :
“Alla redazione di Repubblica
Sono una dipendente della Regione Toscana e sono veramente seccata di questi ricorrenti articoli infamanti la nostra categoria di lavoratori.
L’articolo sui dipendenti regionali della Toscana, campioni di “assenteismo” si basa su uno studio di 45 pagine commissionato dalla regione Lazio per una svolta che risani i bilanci di quella regione in debito di 10,5 miliardi al 31.12. 2005 (fonte: studio citato pg.5).
Lo studio evidenzia le criticità e propone 4 esperimenti pilota per risanare la situazione della Regione Lazio.
1. coinvolgere l’opinione pubblica in un sistema di valutazione dell’operato della regione, quindi massima trasparenza su obiettivi, mansioni, orari, stipendi del personale anche dirigenziale;
2. responsabilizzazione della dirigenza apicale con riduzione drastica dell’organico dirigenziale (12,9% sul personale in servizio – la Toscana è IV con il 6,8 %)
3. riduzione del tasso di assenze del personale,
4. premio di rendimento collegato alla valutazione espressa dai cittadini utenti.
Di tutto lo studio, l’unico dato che Repubblica trova interessante per fare notizia è quello sull’assenteismo dei dipendenti della Toscana e se nelle pieghe dell’articolo c’è un accenno alla dirigenza – che dovrebbe dirigere e motivare…anche il personale – e alla enorme spesa della RT per le consulenze, il titolo e il risalto maggiore è fatto in modo che ci si scagli contro i dipendenti regionali per tutto quello che non funziona in RT.
Ho letto tutto lo studio (www.pietroichino.it) che su altri punti pubblica tabelle comparative tra le varie regioni ( ad esempio la Toscana ha il triste primato della spesa per incarichi e consulenze in percentuale rispetto alla spesa complessiva del personale – il 17% – in Lombardia 8% e anche nel rapporto dirigenti/organico in Lombardia il 6,1% in Puglia il 3,2% la Toscana ha una percentuale superiore con il 6,8%), ma questo fa poco “notizia”.
Fino a quando Repubblica non pubblicherà anche una ricerca sui dirigenti: quanto guadagnano, quante ore lavorano in ufficio ( non hanno un obbligo orario), quanto costano di “benefit” (giornali cellulari corsi e missioni varie) e a fronte di tutto questo chiedersi come mai non riescono a gestire neppure i casi di “assenteismo abusivo” con gli strumenti che hanno (visite fiscali per esempio) e una sugli incarichi di consulenza non comprerò più Repubblica e inviterò i miei colleghi ed amici a fare altrettanto.
Isabella Sileoni”
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I dirigenti vanno in pensione con le regalie della rottamazione e poi ricevono incarichi di consulenza da altri enti. Questo è il vero problema della Regione Toscana.
E poi quelli in servizio:Nastasi ha preso incarichi dall’APET per fargli la parte organizzativa,mentre era dirigente dell’organizzazione in regione.Più che di guadagno si tratta di confisca di soldi pubblici.