Premio Macho P.A. 2008

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8 MARZO 2008

E PER IL PREMIO “MACHO P.A. 2008″,THE WINNER IS…

LA D.G. SVILUPPO ECONOMICO!!!

… applausi, fischi, standing ovation …

Ebbene sì, il prestigioso premio tocca quest’anno alla D.G. Sviluppo Economico che, con pazienza, tenacia e abnegazione, superando tutti gli ostacoli che si frapponevano tra lei e la vittoria, è, dal giorno 8 marzo (ma guarda la coincidenza), almeno per quel che riguarda la dirigenza, finalmente e totalmente WOMEN FREE!!!

E si sa che gli ostacoli non sono mai pochi per chi vuol veramente togliersi dai piedi le donne sul posto di lavoro! E’ necessario attendere con pazienza il pensionamento delle poche dirigenti donne residue, favorire magnanimamente l’esodo ad altri uffici delle audaci che si ostinerebbero a restare dove sono, resistendo al contempo a qualsiasi tentazione o pressione, esterna o interna, diretta, ad esempio, ad incoraggiare l’utilizzo delle graduatorie di qualche concorso per dirigenti (ma nella quale si annidano – che disgusto! – alcune donne) o dell’istituto della nomina diretta a dirigente a personale interno (tra il quale, per quanto si faccia di tutto per ignorarla, si corre sempre il rischio di incappare in qualche donna con le competenze giuste per il posto vacante, accidenti).

Adesso i dirigenti dello Sviluppo Economico potranno godersi in meritata tranquillità le loro riunioni di staff women free (in un ambiente deliziosamente men friendly), dove potranno finalmente regolare in modo prettamente maschile (gare di rutti? Chi la fa più lontano? Chi ce l’ha più lungo? Chi maltratta di più i collaboratori? Le possibilità sono sterminate!) qualsiasi questione.

Complimenti all’attuale dirigenza della D.G.. Ma non si deve assolutamente dimenticare che un successo così travolgente è stato reso possibile solo da un lungo e costante lavoro, svolto anche da coloro che hanno diretto la D.G. in precedenza.

E vivissimi complimenti anche all’assessora Susanna Cenni, la quale, titolare della deleguccia “pari opportunità uomo-donna” (oltre che di quelle assai più sostanziose “agricoltura e foreste” e “caccia e pesca”), è evidentemente così intenta ad occuparsi delle pari opportunità uomo-donna sul territorio toscano, da non accorgersi che proprio nella dirigenza della sua D.G. di riferimento il rapporto uomini/donne è di 20 a 0 (pari ad una percentuale di donne dello 0,00000 %).

Così sì che l’amministrazione regionale toscana può essere veramente di esempio alla società civile della regione: mostrandole qual’ è veramente il posto delle donne (a lavorare sì, perché sono intelligenti, preparate e competenti, ma che non si parli assolutamente di far dirigere loro qualcosa: insomma, al massimo, che facciano gli “angeli delle P.O.”!).

3 Risposte

  1. E’ vero, le donne allo SE sono state molto scarse a livello di dirigenza, ed ora – a quanto ho capito – nen ve ne è nessuna. Bene far notare tutto questo, sollecitando maggiore attenzione alle qualità che molte funzionarie possiedono (lo so perchè le conosco).
    Ma per onestà devo dire che nessuno ha fatto pressioni perchè io me ne andassi, è stata una mia libera scelta. E devo anche dire che dal 2000 in poi ho avuto allo SE molte opportunità di sviluppo professionale e riconoscimenti che non ho in alcun modo sollecitato (chi mi conosce sa che scrivo il vero).
    Un salutone a tutti i colleghi della Regione

    Luisa Michel

  2. il signor presidente Claudio Martini, e con lui tutto il PD, spesso predica bene e razzola male sui vari argomenti come stipendi, riforme, costi della politica e ora anche sulle quote rosa. Bisogna svegliarci!!!

  3. non sembra che la cosa desti molte preoccupazioni, nè tanto meno indignazione. intanto i dirigenti vengono presi da fuori. saranno sicuramente persone competenti, ma è umiliante non avere nemmeno la prospettiva di mettersi in gioco con un concorso e alla lunga (ma forse non tanto) anche molto demotivante. Altro che meritocrazia e aumento della produttività!

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