I Cobas sulle incredibili condanne di Firenze

Comunicato-stampa

COME NELLA GRECIA DEI COLONNELLI

Quelli/e come noi che da decenni lottano per un modo migliore e cercano di opporsi, purtroppo con ben scarso successo, ad uno Stato e a governi che hanno portato l’Italia ad un livello di degrado inaudito e vergognoso, ne hanno viste di tutti i colori e dovrebbero essere attrezzati ad ogni sorpresa. E invece la sentenza di ieri del tribunale di Firenze supera in indegnità e follia repressiva ogni precedente del dopoguerra nazionale. Non era mai successo in Italia che, in un processo politico, la sentenza colpisse gli imputati con un numero di anni di galera più che doppio delle richieste, già demenziali, del PM: e non era mai accaduto che per resistenza a pubblico ufficiale (seppur aggravata: ma da che?) si arrivasse a pene che superano quelle per tanti omicidi (senza contare l’elenco di impunità che i compagni del MAT giustamente fanno). Per enormità questa sentenza supera di gran lunga persino la già intollerabile conclusione del processo a Genova.
Dunque, l’unica macchina statuale che funziona a pieno regime è quella repressiva, ormai incarognita, appunto, a livelli da Grecia dei colonnelli. La nostra risposta deve essere all’altezza di tale enormità.
Di certo i compagni toscani dovranno essere in primissima fila a Cosenza e al centro dei temi della nostra importantissima mobilitazione di sabato.
Ma non basta.
Dobbiamo fare qualcosa di davvero notevole a Firenze: e ci vanno coinvolti proprio tutti, a partire da tutti/e i compagni/e di strada degli ultimi anni, da Genova in poi, da tutti quelli che hanno affermato di credere che un altro mondo sia possibile e indispensabile (e al più presto, aggiungerei per questa povera Italia, visto il grado di barbarie e di devastazione politica e morale che ci viene quotidianamente messo sotto gli occhi dalla casta dominante).Piero Bernocchi portavoce nazionale Cobas della scuola

LA REALTA’ SUPERA SEMPRE LA FANTASIA

A FIRENZE COME NELLA GRECIA DEI COLONNELLI

13 CONDANNE A SETTE ANNI PER RESISTENZA!

Il Tribunale di Firenze ha deciso di abolire ogni unità di misura ed ha condannato a sette anni di reclusione i tredici imputati per gli incidenti al Consolato USA del 13 maggio 1999 in occasione dello sciopero/manifestazione indetto dal sindacalismo di base contro la partecipazione dell’Italia alla guerra nei Balcani.

Sette anni per aver preso un sacco di legnate a mani nude. Sette anni a conferma che nella società contemporanea non c’è più misura. Nello sfruttamento come nelle sentenze dei tribunali. Sette anni vengono dati per omicidio (con le attenuanti). Cinque per banda armata. Qualche manciata di mesi per stupro, nulla per gli omicidi sul lavoro. Non parliamo della signora Dini e dei suoi traffici internazionali finiti con una pena abbondantemente sotto l’indulto.

Questi giudici ci fanno tornare in mente i colonnelli greci e lo Shakespeare di “Misura per misura”: viviamo la nostra contemporaneità nella svalutazione dei valori, dunque il dramma è quanto mai attuale..

La Magistratura interpreta la crisi verticale della rappresentanza politica, quella società dello spettacolo andata in onda anche pochi giorni fa al Senato, e della sua incapacità di controllare spinte e conflitti sociali.

Non si deve manifestare, tanto meno contro la guerra. E poi, se al governo c’è il centrosinistra è ancora più grave, viene meno ogni “giustificazione politica”.

E’ il trend giudiziario di Genova e di Cosenza. E’ l’altra faccia del delirio securitario che vuole incarcerare tutti i romeni che scappano dalla Romania a causa dei “nostri” imprenditori arrivati a sfruttare la forza lavoro locale per 80 euro al mese.

A Firenze c’è la mano precisa dei DS in questa sentenza. Dopo aver riesumato le ordinanze (1933) del Podestà per deportare i lavavetri, hanno dichiarato la guerra ai poveri colpevoli di avere cattiva incidenza sul turismo – come se Firenze non fosse una città internazionale e cosmopolita. Ed ora indicano nelle case occupate, nei richiedenti asilo che esodano dalle guerre il prossimo nemico da colpire.

La città va affidata a guardie pretoriane che devono esercitare il controllo assoluto non solo sui movimenti, ma sui corpi e sulle menti, perchè cresce la marea dei senza reddito, senza casa, senza cittadinanza e che devono rimanere anche senza voce.

Queste sentenze vogliono sancire lo slittamento del conflitto sociale all’interno della normativa penale. Imputate/i capri espiatori, diversificati per provenienza ed estrazione, per poter esercitare su di loro una giustizia altrettanto diversificata. Per sperimentare la tenuta di “nuovi” reati, quali devastazione e saccheggio, mantenendo i “vecchi” resistenza e danneggiamento.

Daremo vita ad una campagna nazionale su questa sentenza capace di coinvolgere tutto quanto si muove nella società italiana per garantire la libertà di movimento e la demolizione di questa e delle altre sentenze.

RICORDIAMO I FATTI

Il 13 maggio 1999 lo sciopero delle organizzazioni di base fu un grande successo (a Firenze 3.000 in piazza). Lo sciopero dimostrò la possibilità di lottare contro la guerra NATO nei Balcani, guerra sostenuta dal governo di allora, guidato da D’Alema, e definita da CGIL-CISL-UIL “una contingente necessità”. A corteo concluso davanti al Consolato Americano partirono, senza preavviso, durissime cariche poliziesche: candelotti sparati ad altezza d’uomo, 5 manifestanti costretti alle cure ospedaliere, mentre tanti altri contusi evitarono gli ospedali. L’atteggiamento delle forze dell’ordine fu conseguente alla circolare D’Alema-Iervolino (”perché non vengano tollerate manifestazioni contro basi militari e sedi governative”). Un paese in guerra adegua il comportamento della propria polizia alla situazione bellica. Un video mostrò l’esatta dinamica delle cariche – video ripetutamente fatto vedere dalla trasmissione “Striscia la notizia”, anche, strumentalmente, nei confronti de!
l centrosinistra al governo.

Già le richieste del pubblico ministero apparivano SURREALI: dai 4 ai 5 anni per “resistenza a pubblico ufficiale.

La sentenza dimostra che ancora una volta la realtà supera la fantasia!

Movimento Antagonista Toscano – Confederazione Cobas

Una Risposta

  1. Quello che è successo ieri a Firenze ha dell’incredibile: nella sordida
    Italia degli omicidi bianchi giornalieri di cui mai nessuno viene
    chiamato a rispondere, dei condoni facili, della depenalizzazione del
    falso in bilancio, della politica collusa con la criminalità
    organizzata, della corruzione generalizzata, della speculazione edilizia
    lasciata in mano a mafiosi come Salvatore Ligresti (cui viene lasciata
    mano libera a Milano e a Firenze) o personaggi altrettanto corrotti come
    Caltagirone (lasciato “lavorare” da quella osannata testa di Walter) si
    condannano tredici manifestanti a sette anni di galera!
    Temo che non siano impazziti, come tutto farebbe pensare. Credo che
    queste caricature di giudici e i farabutti che li sostengono vogliono
    accreditarsi come difensori dell’onorabilità e sicurezza americana e
    _*vogliono mandare un messaggio forte e chiaro:
    non si può manifestare di fronte al consolato USA*_!
    Io c’ero, e posso testimoniare che non era successo niente o pochissimo
    e che l’unica cosa indecente era stata una reazione spropositata della
    polizia, che aveva pestato i manifestanti con gli sfollagente impugnati
    al contrario! (Che “aprono” la testa della persone, come ho potuto
    constatare di persona quando ho soccorso un manifestante che grondava
    sangue per un taglio per cui sono serviti quattro-cinque punti!).
    Sull’attacco sconsiderato e criminaloide da parte della polizia (_ma
    sono pubblici ufficiali o hooligans_?) c’è oltretutto un illuminante
    video di “Striscia la notizia”.
    _*E’ uno spudorato attacco alle libertà democratiche, credo
    difficilmente sostenibile anche in rapporto alla legislazione vigente.*_
    Credo che si debba reagire e in modo deciso, trovando le forme e le
    occasioni per dare la maggiore visibilità possibile ad un
    ingiustificabile comportamento fascista,
    E’ DAVVERO COSI’ DIFFICILE DI QUESTI TEMPI ORGANIZZARE UNA
    MANIFESTAZIONE CONTRO UN SIMILE ATTACCO ALLE LIBERTA’ DEMOCRATICHE (CON
    UN PERCORSO CHE COMPRENDA IL CONSOLATO AMERICANO, OVVIAMENTE)?
    Possono essere portati di fronte al CSM i magistrati che si sono resi
    responsabili di uno simile schifo (questa possibilità andrebbe fatta
    seriamente valutare da un legale)?
    Scusate il tono super incazzato
    Antonio Pettena

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