Parliamo di clima organizzativo…..

Parlare di CLIMA oggigiorno è  molto di moda, per i seri problemi che tutti, bene o male, conosciamo e con i quali dobbiamo convivere e confrontarsi, per la nostra e le future generazioni.

Ma il CLIMA che ieri, all’assemblea organizzata dai COBAS RSU-Regione Toscana in via Alderotti presso la DG Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà, è stato affrontato, era di ben altra natura.

Clima Organizzativo suona bene, e a pronunciarlo, ti riempie la bocca, ti fa sentire bene; eppure, dentro l’Ente Regione Toscana è lui l’unico “assenteista” riconosciuto.

Ieri appunto, durante l’assemblea, si sono susseguiti vari interventi di colleghi presenti; tutti ricchi di contenuti preziosi e proposte interessanti, segno evidente che, se stimolate le persone dimostrano un bisogno vero e concreto di confrontarsi, di avere un “contatto intellettuale” con chi condivide il proprio stesso ufficio, corridoio, edificio.

Clima Organizzativo; qualcuno più famoso certamente di me potrebbe esclamare “..ma che belle parole!”, ma davvero in Regione sono solo belle parole, davvero questo termine non dovrebbe servire a far fare bella figura a qualcuno o a giustificare la spesa sostenuta per incaricare una società (che magari nemmeno sa cosa sia Regione Toscana) a propinare ai dipendenti un questionario di valutazione;

Clima Organizzativo a mio avviso dovrebbe essere un qualcosa che tutti i giorni, come si arriva sul posto di lavoro, si accende come si accende il proprio computer oppure la luce della stanza!

Clima Organizzativo non deve discendere dal lavoro di verifica fatto con un test astratto dalla ditta XY, ma deve essere parte della “vita lavorativa”, è il dirigente che, in quanto tale, con coscienza di essere umano deve creare il clima organizzativo all’interno della sua struttura.
Se dirigenti lo si è con la “D maiuscola” , il Clima Organizzativo lo si crea girando per le stanze dei propri collaboratori, soffermandosi a parlare di lavoro e non solo di quello, instaurando una relazione basata sulla stima e rispetto professionale, ma fondata sul rispetto dell’individuo in quanto tale. Allora immaginate l’ente come un enorme puzzle, in cui i tasselli sono le varie strutture, partendo dall’alto fino a tutto il personale del comparto che fa parte del puzzle, e se ogni pezzetto portasse con se la sua parte di Clima Organizzativo ecco che si estenderebbe a tutto l’ente il valore di questa parola.

UTOPIA?
Forse, ma certo non possiamo nemmeno subire un sistema
! che qualcuno sta cercando di trasformare in una sorta di neo-feudalesimo di bassa lega dove i rapporti tra le persone tendenzialmente vengono ignorati o peggio si cerca di mettere gli uni contro gli altri, e dove la classe dirigente tende ad accentrarsi poteri che consentano solo a pochi eletti di avere un futuro di carriera e di riconoscimento economico.

Ha ragione il collega Gaetano Stella quando dice che abbiamo perso l’importanza della relazione tra gli individui, è vero, anche noi dovremmo “girare” di più per le stanze per instaurare quelle relazioni che sono insite nell’indole dell’uomo che da quando mondo è mondo, è fatto per stare insieme ai suoi simili e ha il dono della parola per comunicare con gli altri.

Il Clima Organizzativo così come è ora sembra un malato agonizzante.
Io come referente informatico (anche se meno coinvolto dall’arrivo della ditta che cura l’assistenza) grazie al mio lavoro del tutto trasversale all’attività della mia DG, sono in contatto con colleghi/e di ogni settore e generalmente il clima che si respira è pesante, direi in ogni ordine di livello (escludendo una parte delle PO e ovviamente tutto quello che poi sta sopra!).
Una cosa però mi colpisce ogni volta di più: vedere comunque come le persone, ricche della loro professionalità e del loro senso di responsabilità, continuino a svolgere al meglio il loro lavoro, dentro un sistema che, incancrenito da una dirigenza spesso incapace e impegnata solo a compiacere se stessa, cerca di togliere diritti e dignità a chi non gli è in qualche modo a servizio.
Ritengo inoltre assurdo come, invece di “oliare”questi ingranaggi perché tutto funzioni ancora meglio,  si continui invece a penalizzare chi è il vero motore della macchina regionale.

Galardi, direttore generale della DG Organizzazione, ieri era presente ed ha ascoltato (credo!!) quanto si è detto;
…..che possa essere il segno di qualcosa che sta cambiando?
Ce lo auguriamo tutti.

Intanto oggi, un’altra giornata di morti bianche, sembra un clamoroso bollettino di guerra; in Regione Toscana possiamo dire che è piuttosto difficile morire per un incidente sul lavoro, anche se ogni giorno muore un pezzetto della nostra dignità di lavoratori.
Non permettiamo che venga fatta strage della nostra dignità, c’è tanto di buono dentro gli uffici del nostro ente, e allora diamoci da fare perché i nostri capi ne riprendano coscienza!

Un affettuoso saluto a tutti e un augurio sincero per le prossime Festività!

Massimo Panzani – COBAS RSU

Lascia una Risposta