EMERGENZA SALARIALE nel pubblico impiego

Riceviamo da Cobas Pubblico Impiego e pubblichiamo:  

EMERGENZA SALARIALE NEL PUBBLICO IMPIEGO

Ormai lo dicono tutti: i salari in Italia sono troppo bassi. Lo dice la Banca d’Italia e la Confindustria, lo dice l’IRES (Centro Ricerche Economiche Sociali della Cgil) che, scoprendo l’acqua calda, denuncia che tra il 2002 e il 2006 ogni retribuzione in Italia ha perso potere d’acquisto per circa 2 mila euro.  Ma soprattutto questa situazione la vivono sulla propria pelle tutti quei dipendenti pubblici che non arrivano alla quarta settimana del mese…
Una crisi salariale ulteriormente acuita dal cronico ritardo con cui vengono rinnovati i contratti pubblici: del settore pubblico è stato sottoscritto solo il contratto dei ministeriali, mentre agenzie fiscali, enti locali e parastato attendono ancora la sottoscrizione dei contratti scaduti oramai da 23 mesi!. E l’intesa di maggio sottoscritta da Governo e CGIL, CISL e UIL, cui i rinnovi contrattuali di comparto faranno riferimento, prevede  aumenti pari a circa 60 euro netti (sic!), liquida 13 mesi di arretrati (tutto il 2006 e il mese di gennaio 2007) con 11 euro al mese di indennità di vacanza contrattuale, e, dulcis in fundo, prevede la triennalizzazione dei rinnovi contrattuali.

Ma l’elemento più sconcertante è che l’emergenza salariale diviene il pretesto da parte della Confindustria per rilanciare la solita ricetta, incontrando subito la disponibilità di CGIL, CISL e UIL: svuotamento del contratto collettivo nazionale e potenziamento del secondo livello di contrattazione (ovvero ancora meno soldi al salario contrattato nazionalmente a vantaggio della produttività). Insomma l’emergenza salariale per Confindustria e per CGIl, CISL e UIL, non si risolve agganciando la retribuzione al costo reale della vita, ma impoverendo ulteriormente i rinnovi contrattuali nazionali!!!

Ma come stanno realmente le cose?

Se oggi la stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti (pubblici e privati) non arriva a fine mese questo avviene non certamente a causa del contratto nazionale, ma, al contrario, perchè gli accordi sindacali del 1992-1993 (la c.d. concertazione) hanno cancellato la scala mobile, cioè l’adeguamento automatico dei salari al costo reale della vita, ingabbiando i rinnovi contrattuali al meccanismo truffaldino dell’inflazione programmata che è meno della metà dell’inflazione reale.

Se realmente tutti questi signori (Confindustria, Banca d’Italia e CGIL, CISL e UIL) hanno a cuore (ma quando mai?) la sorte economica dei lavoratori, c’è solo una strada da percorrere: riconoscere il fallimento della concertazione e reintrodurre un meccanismo che riallinei i salari al costo della vita.

E tutto ciò mentre  si riempiono le tasche dei dirigenti, e l’attuale governo discute se porre o meno il limite di 274.000 euro annui (ovvero 20.000 euro mensili!) come tetto alle retribuzioni dei dirigenti. E’ giunto il momento di risollevare la testa proprio a partire dai rinnovi contrattuali nel settore pubblico riaprendo la partita per i rinnovi dei contratti nazionali che si pongano l’obiettivo di andare oltre gli accordi siglati da CGIL, CISL e UIL.
La strada da percorrere è il rifiuto dei contratti al ribasso propostici dai sindacati di governo e nello stesso tempo costruire in ogni ente/ufficio/amministrazione delle piattaforme rivendicative e contrattuali alternative con gli obiettivi della difesa del contratto nazionale, della salvaguardia del potere di acquisto dei salari e l’allargamento del potere contrattuale.

Contro salari di fame e precarietà, rompiamo la gabbia della concertazione!

6 Risposte

  1. Vorrei capire!
    Qualcuno può spiegare il perchè della diminuzione mensile delle buste paga?
    Tenendo conto che tutte le voci non sono cambiate il netto (già decurtato del prestito che ho in corso) da gennaio 2007 ad oggi è di seguito riportato (preciso che sono inquadrata al livello B3/07 idonea al concorso “bufala” per il livello C).
    Gennaio 2007 Euro 1.041
    Febbraio 2007 Euro 1.057
    Marzo 2007 Euro 2.044 (premio prod.lordo 1.678)
    Aprile 2007 Euro 1.031
    Maggio 2007 Euro 1.034
    Giugno 2007 Euro 1.116 (premio prod. lordo 144,51)
    Luglio 2007 Euro 2.341 (acco. pr.pr.lordo1.519,91)
    Agosto 2007 Euro 1.010
    Settem. 2007 Euro 1.015
    Novem. 2007 Euro 1.007
    Dicem. 2007 Euro 2.142 (13′ lorda 1526)
    Gennaio 2008 Euro 978 (-58,73 per sciopero)
    Febbraio 2008 Euro 1.011

    Ma la cosa sorprendente è che tra la busta paga di questo mese (febbraio 2008) e del mese scorso (aggiungendo allo stipendio gli Euro dello sciopero) ho una diminuzione di 25 Euro.
    Vorrei capire queste cifre!
    Oltre all’essere “sottopagati” stiamo subendo una riduzione sostanziale del già “magro” stipendio, mentre il costo dei generi di necessità primaria continuano ad aumentare.
    Vorrei anche capire: perchè gli stipendi dei nostri dirigenti da 5.000.000 di vecchie lire sono passati a 5.000 Euro mentre lo stipendio di noi poveri mortali non è passato da 1.957.569 (riportato in lire sulla mia busta paga) a 1.957 Euro???? E così vale per tutti!
    Scusate lo sfogo ma è proprio la disperazione di non sapere come arrivare alla fine del mese che mi fa notare questi “ammanchi”, capisco che forse, ad alcuni, sembrano piccoli spiccioli .. ma per me non lo sono.
    Ciao Katia

  2. SCIOPERO DELLA SPESA: LOTTA DURA SENZA PAURA!

    Salari bassi, troppo bassi, per far fronte ad un caro prezzi che cresce ogni giorno a dismisura: pane, pasta, latte, frutta e verdura tra un pò li troveremo in vendita non più nei supermercati, ma direttamente da Bulgari!
    Rincari del tutto ingiustificati se è vero, come è vero, che le materie prime vengono pagate pochissimo, ma poi sul mercato i prodotti che ne derivano vanno alle stelle. Non si spiega, ad esempio, come alla stabilità, negli ultimi anni, dei prezzi del frumento, si sia arrivati a far pagare il pane 3 euro al chilo rispetto ai 50 centesimi di pochi mesi or sono.
    Per non parlare, poi, del caro bolletta!Benzina, gasolio, luce, gas: ormai è una continua gara al rialzo!
    Non tocca qui a noi dire di fonti di energia alternativa, di recessione, di globalizzazione, di liberismo spinto oppure se sia meglio che al governo vada la destra, la sinistra o il centro!
    A “noi” interessa soltanto la vita di tutti i giorni!
    A “noi” interessano soluzioni concrete, rapide ed efficaci!
    A “noi” interessa arrivare “dignitosamente” a fine mese!
    Ma chi pecora fa… il lupo se la mangia!E allora… su la testa!

    E’ giunto il momento di far sentire la nostra voce contro l’aumento del costo della vita! Occorre difendersi, far sentire il peso e la forza dell’Esercito delle “BUSTE PAGA”!
    “NOI” NON POSSIAMO AUMENTARCI DA SOLI LO STIPENDIO!
    “NOI” NON POSSIAMO REAGIRE AL CARO VITA AUMENTANDO LA RETRIBUZIONE DELLE NOSTRE PRESTAZIONI!
    “NOI” NON POSSIAMO EVADERE IL FISCO!

    Ma anche “Noi”, nel nostro piccolo, possiamo e dobbiamo fare qualcosa:
    LO SCIOPERO DELLA SPESA!
    Uno sciopero fermo, costante, lento come una goccia d’acqua, ma capace di scavare anche la roccia più resistente!
    Da questo spazio lanciamo un appello:
    1.NON FACCIAMOCI MANCARE LE COSE ESSENZIALI!
    2.RIDUCIAMO O TAGLIAMO ADDIRITTURA IL SUPERFLUO!
    3.LIMITIAMO I CONSUMI DI UN MONDO CHE PRODUCE “TROPPA SPAZZATURA”!
    4.E POI… RICHIEDIAMO “SEMPRE” LO SCONTRINO!

  3. STIPENDI DA FAME NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE!

    Come risolvere il problema salariale?
    Dove reperire i fondi per equiparare la retribuzione del pubblico impiego alla busta paga dei travet “europei”?

    Siamo sì entrati in Europa, ma lo stipendio di un impiegato ed il suo potere d’acquisto è stato dimezzato dall’entrata in vigore dell’EURO!
    * Un pubblico dipendente che prima guadagnava 2.400.000 LIRE, oggi percepisce una busta paga di 1.200 Euro!

    * Un chilo di pane che prima costava appena 500 LIRE, oggi costa 3 EURO!

    Con l’EURO si è registrato un caro prezzi incontrollato, ingiustificato ed in continua escalation: il costo della vita è raddoppiato se non triplicato o addirittura quadruplicato, come in moltissimi casi!

    Alcune categorie, quelle delle “buste paga”, si sono impoverite, ma “altre” si sono arricchite!

    Non se ne può davvero più!

    I rinnovi contrattuali – proposti dalle organizzazioni sindacali di concerto con i vari governi che di volta in volta si susseguono alla guida del Paese – sono a dir poco “ridicoli”!

    Ma come ridare dignità ai dipendenti della Pubblica Amministrazione senza mettere le mani in tasca agli italiani e senza incidere negativamente sul bilancio dello Stato?

    Ecco la nostra proposta per portare lo stipendio di un dipendente pubblico (posizione economica di riferimento B3) dagli attuali 1.200,00 euro ad una retribuzione di 1.700,00 euro al passo con il costo della vita e secondo gli standard comunitari:
    abrogazione di una delle due Camere parlamentari;
    abrogazione delle Prefetture;
    abrogazione delle Province;
    abrogazione di enti ed uffici obsoleti;
    abrogazione di commissioni e sottocommissioni;
    abrogazione dei sottosegretari nei ministeri;
    abrogazione delle consulenze esterne;
    abrogazione del lavoro straordinario;
    abrogazione delle indennità “speciali”;
    abrogazione di distacchi e comandi;
    abrogazione delle spese di rappresentanza;
    stipendi uguali per “tutti” i lavoratori in “tutta” la Pubblica Amm.ne;
    mobilità inter-compartimentale;
    riduzione della tassazione della busta paga;
    tetto di 5.000,00 € per stipendi/pensioni delle più alte cariche.
    Aiutaci a mettere a punto questo programma, migliorando, ampliando, modificando i “nostri 15 punti”!

    Basta subire! …sù la testa!

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    POLITICI PIU’ RICCHI D’EUROPA E… STIPENDI DA FAME PER OPERAI E IMPIEGATI: è questa l’Italia che vuoi?
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    E’ tempo di abolire gli “onorevoli” stipendi!

    E’ tempo di abolire i faraonici assegni mensili dei dirigenti statali che non “sanno” dirigere proprio un bel nulla!

    E’ tempo di abolire le disuguaglianze di trattamento economico nell’ambito della pubblica amministrazione!

    Ci sono impiegati dello stato che a parità di qualifica percepiscono stipendi con escursioni economiche che vanno dai 300euro ai 3.000euro al mese, dettate soltanto dalla… sede di servizio!

    E’ UNA VERGOGNA!!!!!

    Il 13 dicembre 2007 è stata presentata alla Camera, dai parlamentari della maggioranza, la proposta di legge n° 3306: un provvedimento che riguardava “l’introduzione di un limite massimo per le retribuzioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, dei magistrati e per il trattamento economico dei parlamentari nazionali ed europei”!

    Il PD ha ignorato questo atto parlamentare, quando poteva approvarlo, ricordandosene solo in campagna elettorale!

    …ma come si poteva pretendere un tale impegno da chi è indaffarato ogni mese a disfarsi di un extra di 5mila euro!

    Caro Valter, gli italiani sono felici di sapere che la “tua” beneficenza (i nostri soldi!!!) finisca in… Africa!

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  5. FATTI NON PAROLE!

    Il fallimento dell’Alitalia alle porte, montagne d’immondizia per le strade, la mozzarella alla diossina, la mucca pazza, il vino doc alterato, le morti bianche, la precarizzazione nel mondo lavoro, i salari più bassi d’Europa, la violenza senza limiti né controlli, scandali che si susseguono l’uno dopo l’altro: ecco solo alcuni sintomi di una società gravemente malata, seriamente malata!
    Si ha, oggigiorno, l’impressione di vivere un’avventura simile a quella di “Titanic”:
    mentre il transatlantico affondava, la gente continuava indifferente a festeggiare! Ma la peggior disgrazia che ci possa capitare è la rassegnazione, l’indifferenza, il… farci l’abitudine! Le grandi idee, i cosiddetti ideali di giustizia, democrazia, libertà, solidarietà e senso di appartenenza ai valori della patria e della cristianità, sembrano chimere di quei pochi cittadini rimasti ancora “cittadini” e che non si piegano ad un sistema che vuole trasformarli in sudditi: alla democrazia di oggi, a questa democrazia, basta una croce sulla scheda elettorale, al resto, a tutto il resto, ci pensano poi… “loro”! Sempre LORO, soltanto LORO! E’ tramontato il “miracolo italiano”, adesso ci dicono che sarà una stagione di… “lacrime e sangue”! E si riprende a vivere, o meglio a sopravvivere, ancora una volta nella speranza tanto illusoria, quanto ingannevole, di andare di nuovo al voto – incazzati neri – e con la voglia di… cambiare ancora “cavallo”, sperando che sia quello “vincente”, sperando che con una ics su questo o quell’altro simbolo si possa davvero cambiare… tutto! Cosa fare in questa situazione? La tentazione sarebbe quella di lasciarsi andare al pessimismo, di rinchiudersi nel proprio orticello e badare ai fatti propri, ma questa terribile sensazione va respinta con tutte le nostre forze. E’ arrivato il momento di reagire, di mettersi in gioco seriamente ed in prima persona, di raccogliere la sfida affinché il bene prevalga sul male, l’onesto abbia la meglio sul furfante! Ma in che modo possiamo agire? Non facendoci l’abitudine! Non facendo l’abitudine a stipendi da fame! Non facendo l’abitudine alle ingiustizie della CASTA! Non facendo l’abitudine ai privilegi della CASTA! Non facendo l’abitudine alle brutture che da anni sono sotto i nostri occhi ed al fatto che nessuno fa niente per risolverle! Ma in che modo possiamo agire? Scegliendo di fare ognuno di noi, nel suo piccolo, il “proprio dovere” con coscienza! Partecipando in prima persona alla vita politica e civile delle nostre città, non dando più deleghe in bianco!
    Da qui dobbiamo ripartire! Senza troppa teoria! Senza troppe chiacchiere, ma con fatti concreti: tutto il resto seguirà.

    BASTA SUBIRE!

    BASTA STIPENDI DA FAME IN ITALIA!

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  6. I sindacati devono difendere i deboli! e favorire la meritocrazia!

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