” 9 METRI QUADRI ” – Se un lavoratore vale meno della sua stanza

( di Riccardo Ciaccheri )
(Nov. 2007)

9metri_quadri.gifUn racconto “lavorobiografico”, proprio come dice un dipendente regionale, che, da geometra, è costretto a riciclarsi nell’area informatica, settore ambientale.
Il racconto tocca importanti aspetti sociali, quali l’impoverimento delle famiglie e la drammatica deriva delle pubbliche amministrazioni verso l’esternalizzazione dei propri compiti e servizi, fino alla sconvolgente constatazione della totale mancanza di rispetto umano e professionale nei confronti della base.
Una storia probabilmente simile a tantissime altre che attendono di essere narrate.
Ci auguriamo che si possa aprire una seria e rigorosa riflessione sul fallimento della dottrina e della pratica manageriale in un ente di governo come la regione.
L’autore, coordinatore aziendale Cobas Regione Toscana, è stato coinvolto in un assurdo provvedimento di mobilità coatta ; provvedimento poi ritirato dopo una lunga lotta Cobas.

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In memoria di Marco Fornaciari,
e Roberto Rossi

9 metri quadri: un bagno d’autogrill, un “moderno” ripostiglio.

L’ho misurato in questi giorni il mio ufficio, e, per l’esattezza ho ricavato: 9,90 metri quadri; una scrivania, un mobiletto, un attaccapanni.

Avevo anche una sedia per gli ospiti, ma a qualcuno ha fatto comodo e tutto sommato è meglio così.

Il termostato è in comune con l’ufficio accanto.

Io sono un tipo caloroso e piuttosto rompicoglioni. Per fortuna Lauro è un uomo colto, intelligente e mite e non ha mai sentito il bisogno di dirmi se è caloroso o freddoloso.

Fino ad un anno addietro n’avevo una ventina di metri quadri, ma non mi sentivo per niente tranquillo.

Mi chiamo Riccardo, ho 42 anni, sposato, due figli e un diploma di geometra; lavoro in Regione Toscana dal 1986 (di ruolo dal 1990).

Ho “schedato” interi paesi dell’Appennino per la prevenzione antisismica, spingendomi fino alla Sicilia in aiuto dei paesi terremotati nel 1990, sono intervenuto poi in alta Versilia nel ‘96 dopo una disastrosa alluvione.

Non posso non pensare a Marco, un tecnico della mia squadra, che in quei giorni finì la sua giovane vita in un burrone.

Quando, per fortuna, non ci sono le emergenze, la Regione fa “alta programmazione” e dei geometri non sa che farsene, tanto da aver tentato negli ultimi anni addirittura la chiusura degli uffici del Genio Civile.

Sono e saranno anni di frustrazioni, staticità di carriere, depauperamento delle professioni e di riconversioni.

A me venne in aiuto internet; fu vera folgorazione.

Era il 1997, anche i dipendenti comuni, dopo gli informatici, furono connessi con la grande ragnatela.

Avevo tempo, non mi vergogno a dirlo, e cominciai ad esplorare, o meglio a navigare; scoprii che lì, chi già c’era, non se la menava e si poteva imparare…semplicemente chiedendo.

Per me era straordinario vedere che il sapere era in condivisione e che anche il software era spesso a disposizione in modo libero.

Cominciai a fare delle paginette grazie a quei programmi chiamati “shareware” o “freeware” ( guai se non ci fossero stati quelli…perché di software specifico con licenza non sarebbe arrivato quasi niente nel mio ufficio ).

Beh, le prime pagine web non erano niente di ché, forse anche quelle dopo, ma funzionavano.

Si sparse la voce, proprio così, ed alcuni colleghi “illuminati” venivano da me chiedendo di “mettere su internet” i loro lavori: studi, relazioni, convegni.

Ci presi gusto e, nel 1998 realizzai la prima versione web dello “stato dell’ambiente in Toscana“.

Un intero volume di 300 pagine, zeppo di dati e valutazioni molto rilevanti sull’ambiente era stato trasferito su internet, facendo raggiungere all’amministrazione anche gli utenti che non erano negli indirizzari tradizionali dei suoi uffici ( di solito i Comuni, gli amici e i conoscenti ).

Mi resi conto poi che la Regione Toscana forse era stata una delle prime in Italia a fare una cosa del genere.

Da geometra mi ritrovai informatico senza neanche accorgermene e più che altro senza uno straccio di formazione professionale, salvo quell’autodidattica ( W internet ).

Nel frattempo ero stato fagocitato dal DottorD, il nuovo dirigente dell’ufficio cartografico, insieme alla materia di cui ormai mi occupavo in modo totale ma atipico.

Internet, oggetto ancora ai più sconosciuto nel mio dipartimento, trovò un padrone perché suonava bene con DottorD, oppure no… forse con cartografia :-) .

Non ebbi soddisfazioni “istituzionali”, ma non le cercavo e poi c’ero abituato. Vivevo un momento positivo: finalmente potevo iniziare un lavoro e vederne la fine; sembra poco, ma, per quelli come me, non era affatto così e poi il tutto andava a favore dell’ambiente.

Ero di nuovo scoglionato quando nei primi del 2000 Angiolo, che aveva partecipato ai fantomatici corsi Qualinsieme, venne da me con un progetto in testa.

Feci fatica a credere che quei corsi avessero motivato un mio pari (basso) livello e che questi mi proponesse di riprendere in mano un mio utopistico progetto ormai già arenato da almeno 1 anno.

Si voleva rimettere in piedi, dal basso, le vecchie e scarne pagine dell’Ambiente sul sito regionale.

Dopo feci ancora più fatica a credere che un altro dirigente avesse accolto il progetto e costituito un gruppo di lavoro.

I gruppi di lavoro erano una forma storica e democratica di responsabilizzazione e partecipazione al lavoro, indipendente dal livello d’inquadramento dei singoli (ognuno mette quello che può dare) ed usati per la maggiore in Regione Toscana fino al nefasto avvento della dirigenza.

Mi raccontava pochi anni fa un collega danese che le loro istituzioni li avevano invece appena rispolverati, ovviamente con ottimi risultati.

Il promotore del progetto bloccò un precocissimo colpo di mano di chi nel gruppo non era evidentemente entrato con lo spirito giusto e voleva fare del progetto un proprio trofeo.

Quando, una volta tanto, i “fannulloni” cercano buoni motivi di riscatto, l’arrembantismo dirigenziale entra subdolamente in azione, subodorando €€€€€.

Il gruppo era però una specie di esercito di Pirro e, per qualcuno, un’area di sosta.

Le defaillances non tardarono ad arrivare, oppure erano già sulla carta.

Dei 7 incaricati, un paio erano come quei numeri che quando li aggiungi o li sottrai “il risultato non cambia”, un altro partì dopo poco per opere di volontariato in paesi tropicali, il promotore, già scoglionato dopo il golpe, si ritirò alle prime avversità. Io mi sentivo il più coglione di tutti perché c’ero cascato per la seconda volta.

Per fortuna furono gettate buone basi e si andò lo stesso avanti.

Mancavano totalmente ordini e direttive, salvo un primordiale input dell’allora assessore all’ambiente, e quindi l’avvio fu regolato secondo le coscienze individuali ( di lavoratori pubblici s’ intende :-) ) e alimentato dagli entusiasmi residui.

Esistevano allora dei singolari standard (o vincoli progettuali) per il web in Regione Toscana: le ditte esterne operavano indisturbate in zone franche (domini internet), producendo, per quei tempi,veri e propri fuochi d’artificio; i pionieri web interni invece erano sottoposti a rigidi controlli sulle sfumature di colore e le rotondità dei caratteri.

La Pirro Internet Regional Limited Agency (PIRLA) non ebbe modo di montarsi la testa e…questo forse determinò la riuscita del nostro progetto.

Ad un certo punto tutto si bloccò.

L’architettura del sito era pronta, le velleità narcisistiche d’alcuni dirigenti erano state annientate, rimaneva da riempire il contenitore.

Intanto l’internauta tedesco poteva avere il suo flashante Wilkommen in Toskana.

Un’altra ammenda sul grigio di sfondo e questa volta avrei mandato tutto affanculo.

L’ambiente aveva lì schierati i suoi elementi naturali. L’acqua, l’aria, la terra…non aspettavano altro che essere raccontati.

Su internet avevo visto persone appassionarsi vivamente e discutere in lunghe catene su argomenti ben più leggeri.

Aprimmo anche noi il nostro forum e invitammo tutti i colleghi, ma proprio tutti, dal coordinatore ( ora megaDirettore ), ai dattilografi.

C’è poco da fare, ambiente o non ambiente, internet è ancora oggi considerato lavoro extra per certi uffici e se non te lo mettono nel mansionario, pochi ci si appassionano; ci sono poi le diffidenze, alcuni cassetti con le serrature difficili e altre cose per me ancora oggi poco comprensibili.

Barbara, una giovane consulente esterna, aveva evidentemente un mandato speciale e riuscì finalmente a sbloccare la situazione ( e le serrature :-) ).

Alla fine del 2002 arrivò la VII Conferenza sullo Stato dell’Ambiente e si fece una gran corsa per arrivarci col sito finito; non c’era migliore occasione per presentare il nuovo sito Ambiente e Territorio della Amministrazione Regionale Toscana .

Accadde però che tutti se n’erano  dimenticati e il poster home-made preparato all’ultimo tuffo fu affisso nel guardaroba; nemmeno avessimo realizzato un sito di moda :-) .

Rimasi molto sorpreso quando nel 2003 una commissione che esaminava le mie velleità di carriera mi fece i complimenti per quel sito.

La sorpresa svanì il giorno dopo, quando constatai che m’avevano riservato l’ultimo posto in una graduatoria d’idonei per la  D ( categoria distante poche palanche dalla mia ancora attualissima C ).

In questi giorni un giudice del lavoro ha sancito che tutti gli altri idonei come me, vadano a cercare qualche altro modo per rimanere agganciati al costo della vita.

E’ già da qualche anno che ci hanno sganciati; tutti gli anni se ne perde un pezzetto ( di vita ).

Quest’anno per la mia famiglia è toccato alle ferie; poco male, tanto il sole non fa per niente bene alla pelle.

Ai miei figli, che non hanno capito questo strano cambio d’abitudini, ho saputo solo farfugliare qualcosa perché loro sapevano che le cose andavano male quando c’era Berlusconi.

In questo periodo ho scoperto per caso che il mio datore di lavoro si preoccupa del tenore di vita dei propri dipendenti; una bella cosa davvero … da estendere subito a tutti i datori di lavoro, dico io.

Mi chiedo: se chi lavora in un ente pubblico ha “un grave deterioramento delle condizioni economiche familiari” e quindi “difficoltà a continuare a far fronte alle ordinarie esigenze di vita e di relazione”,  chi non lavora che cosa ha ?

In ogni caso i datori di lavoro dovrebbero  aggiornare i requisiti per accedere ai contributi straordinari. Oggi purtroppo serve molto di meno della morte del coniuge o di una grave malattia per trovarsi in certe condizioni, anche se si è dipendenti pubblici.
Basta uno stipendio da poco più di mille euro, un affitto e un part-time come quello di Lucia e ti ritrovi di diritto nella “fascia grigia”; quella fetta di popolazione troppo “ricca” per gli alloggi popolari e troppo povera per comprarsi una casa ( oltre il periodo bamboccionico intendo ); e io devo pure ringraziare il comune di Firenze che, per le famiglie grigie come la mia, ha previsto un bando per un’abitazione a canone “calmierato”.
In definitiva devo tutto a due simpatiche ereditiere, che, con il loro sfratto, portato subito in esecuzione da un giudice giusto, mi hanno, loro malgrado, permesso di ottenerla.

Il mio nuovo padron di casa sarà una S.p.A., a cui per 70 metri quadri, basteranno 600 euro al mese (di partenza).

“Un terno al lotto di questi tempi” mi hanno detto tutti.

Se le simpatiche signore riscuotevano per intero lo stipendio di mia moglie, la Firenze Affitto S.p.A almeno ci lascerà 150 Euro per la mensa scolastica dei nostri figli.

Nel 2004 Barbara è stata candidata “donna web dell’anno”.

Nel 2006 Ambiente e Territorio online ha avuto quasi 10 milioni di pagine visitate; solo gli internauti tedeschi hanno cliccato di più la Toskana.

Al sito del turismo gli abbiamo fatto però il cul :-) con i kilobites .

Studenti e studiosi, avidi di sapere, avevano scaricato interi ipertesti con i loro grafici, dati e poi tante cartografie, sull’ambiente e il territorio della Toscana ovviamente. Magari anche qualche ipercrucco non ne ha disdegnato per una bella vacanza ed ha senz’altro scaricato qualche utile carta messa a disposizione online dalla Regione Toscana con anni di lavoro dei miei colleghi del Cartografico.

Gli ipercrucchi però saranno forse i primi a perdere la strada ( una volta tanto ) quando il DottorD, che non ha mai rinunciato ai suoi trofei, impacchettando gli effetti personali verso una meritata pensio-rottamazione dirigenziale, 150mila euro subito, il resto a rate, c’infilerà dentro qualche pezzetto di quel cartografico regionale e se lo porterà in una nuova agenzia esterna …ooops consorzio, dove, si dice, lo attende in periodo natalizio o subito post, una poltrona da Amministratore Unico.

Circa tre anni fa i miei colleghi chiesero anche la mia firma in fondo ad una specie di Tumulto dei Ciompi; ma si sa, di firme se ne sprecano tante e anche le proteste c’è modo di farle rientrare.

Io mi ricordo veramente poco degli insegnamenti scolastici, ma i Ciompi mi sono sempre rimasti simpatici e, oggi che mi sono messo a scrivere queste pagine, sono ricorso appunto ad internet per rinfrescarmi la memoria.

Adesso, dopo aver divagato tanto, come faccio a tornare alle statistiche d’accesso al sito e… a raccontare che anche il Presidente è rimasto al palo, con il suo sitoimmagine ed il proprio giornale ?

Andate a vedervele da soli…è meglio :-) credo proprio di aver preso un abbaglio.

Quelle del sito Ambiente e Territorio cercatele però dove le ho messe io, perché sul nuovo progetto editoriale “Regione Toscana – Official Web Site” se le sono completamente dimenticate.

Il progetto editoriale “di un sito ufficiale” della Regione Toscana nasce a fine 2006 e ovviamente prende completamente in contropiede quelli come me.

Si scoprì che il Presidente aveva avocato a se tutta l’attività di comunicazione: una voce finalmente forte e chiara, un’immagine coerente della Toscana.
Chi poteva dargli torto quando tuonava che internet è comunicazione e che la comunicazione è importante ? oppure anche quando lanciava reprimende contro la frammentarietà dell’attuale sito internet. Io certamente No.

Bisognerebbe però chiedersi perché si era arrivati a questo ? Perché si era permesso d’esternalizzare tanti servizi internet ? Perché invece non si era permesso al personale interno di lavorare con motivazione e crescere professionalmente, com’era normale ?

Non importa il perché; perché nel progetto editoriale del nuovo sito non c’è scritto e poi il presidente lo vuole pronto per il 31 dicembre e quindi chissenefrega dei perché e dei percome.

C’è scritto invece che la comunicazione deve essere seguita da chi lo fa di professione.

I Pirla certo, erano solo dipendenti pubblici raccattati e qualcuno con qualche attitudine alla comunicazione, ma tutto qui.

I professionisti della comunicazione, prima di professare…cosa cazzo facevano ? Erano nati professionisti forse?

Intanto la Toscana da comprare e vendere aveva già la sua bella porta d’accesso.

Una fondazione, con tanto di presidente, vicepresidente, direttore, consiglio d’Amministrazione, revisori, sindaco, sindaco supplente, identificandosi con l’ingegno di Leonardo da Vinci, aveva creato il “Portale della Toscana “. Onestamente non so se il grande Leonardo avrebbe gradito l’accostamento.

Un modello certamente da riproporre per il nuovo sito regionale.

Mia mamma a pranzo faceva le bracioline alla milanese..uhmm buone, e a cena le rimetteva in salsa. Lei però sapeva gestire al meglio le magre economie della famiglia e ci faceva anche contenti. Non ci sono proprio più le mamme di una volta :-) .

Il Presidente di tutti noi toscani ci dice da un po’ di tempo che sta tagliando gli sprechi nella nostra bellissima regione; ci devo credere al nostro Presidente, che a volte si fa chiamare anche governatore, sia perché sono un suo dipendente, sia perché sono un toscocittadino.

Il comico Beppe Grillo affermerebbe che il nostro Presidente è invece un mio dipendente; ma io sono ancora alla vecchia maniera e questi ribaltoni ancora non mi convincono molto.

L’agenzia per le attività d’informazione della Giunta toscana, nata ad aprile scorso, deve essere proprio l’ultima (col nome agenzia) prima della mannaia; ne sono davvero convinto.

Ce ne sarebbe una anche per il Consiglio, ma, proprio perché mi avete sopportato fin qui, ho deciso di risparmiarvela.
In ogni caso le due sono interdipendenti: non si poteva certo fare l’una senza fare l’altra.

Sarebbe come se ad un ministro fosse assegnato un portavoce o anche un portaborse e ad un parlamentare No.

Un direttore non tardò molto ad arrivare, anzi era gia lì, e un gruppetto di colleghi regionali diventarono giornalisti a tutti gli effetti con un loro contratto specifico a se stante, che ben li separa, anche sotto l’aspetto economico dal personale regionale.

Lì sorprendentemente anche uno dei Pirla fu chiamato in causa.

Intorno a febbraio di quest’anno il megaDirettore aveva segnalato il mio nome all’ufficio personale, che stava cercando “redattori web” per l’Agenzia.

Lauro, che oltre a dividere il termostato con me, si era sempre occupato di cartografia, si ritrovò di schianto redattore web.

Seguirono ricerche, telefonate, consultazioni sindacali, interpretazioni di tutti i tipi.
Scoprimmo che ufficialmente cercavano 12 redattori esperti fra i dipendenti regionali per la redazione web del nuovo sito presso l’Agenzia e che i nostri nomi erano stati passati dai relativi dirigenti ai megaDirettori Generali; nel mio caso dal DottorD.

Dopo l’esame di maturità, soltanto in questi giorni ho ripreso la penna in mano seriamente per scrivere queste pagine.

Alla redazione dei testi per il sito ci pensava Barbara; io invece, da buon geometra, progettavo i contenitori per metterceli dentro e facevo altre cosette.

Come potevano sapere che io nel luglio del 1984 scazzai completamente il compito di topografia e salvai la mia maturità grazie al tema d’italiano ?

Mi pare che il titolo fosse “La necessità di essere giudicati… il candidato descriva…” e altre menate varie.

Non riuscivo bene a capacitarmi e allora incominciai a pensare che per quelli dell’agenzia i redattori web dovessero essere qualche altra cosa, oppure che servisse davvero quello che avevo fatto fino ad oggi e quindi non si badava tanto alle etichette.
Bene, quasi quasi l’orgoglio mi montava dentro.

Agli inizi di marzo uscii stordito e inebetito da una riunione con il direttore dell’Agenzia ed autorevoli esponenti dell’ufficio personale.

Ero lì per sapere come avrebbero sfruttato e riconosciuto la mia professionalità. Il direttore dell’agenzia non mi disse quello che c’era da fare, ma soltanto che c’era da farlo di corsa, anche attraverso i turni.

I pochi soldi previsti per questi turni non erano nemmeno roba scontata, in quanto da contrattare con i sindacati.

Rimboccarsi le maniche senza chiedere; pareva una mission perfetta per dei lavoratori co.co.co; ma la mia Regione evidentemente aveva superato il budget o forse aveva prevalso il più semplice buon senso.

Un paio di settimane fa i Cobas sono riusciti temporaneamente a bloccare la mobilità coatta verso l’agenzia per il sottoscritto e altri 4.

I trasferimenti forzati del personale non erano mai avvenuti prima in Regione Toscana.

Ancora una volta mi sfuggiva il senso di questo morboso interesse nei miei confronti.

Non avevo messo in conto i miei 9 metri quadri.

11 Risposte

  1. L’ho letto. E’ bello e interessante. Si legge bene.

  2. …bellino!
    anche io ho fatto il tema: “La necessità di essere giudicati… il
    candidato descriva…”!!!
    il sito dell’ambiente in effetti era il top a fine ‘90 inizio ‘00 ; io lo
    consultavo spesso prima d’entrare in regione.
    in bocca al lupo

  3. grande riccardo!

  4. Bravo Riccardo ! Prima di tutto per il “racconto”…evidentemente il “tema” della maturità non fu “casuale”…poi perchè , dopo tanto tempo che non comunichiamo , noto con piacere che riesci ogni volta a trovare il modo di
    VOLARE più in alto nonostante tutto …e poi perchè hai dedicato il tuo “racconto” a Marco Fornaciari al quale io sono rimasto legato da grande affetto….
    Caro Riccardo , in Francia, per “preparare la RIVOLUZIONE” dell’89 , si diffuse la pratica dei “cahier de doleance”…forse noi dovremmo fare come tu di fatto ci proponi , diffondere la pratica del ” racconto” ….magari con il tuo stesso “stile”… tra il serio e il faceto…
    Ti saluto cordialmente ….saluti anche a Lauro che io ricordo sempre con grande piacere e affetto… ciao Gaetano

  5. Non so se mi ricordo di te, ma tu ricordi Marco. E per me questo significa molto. Io credo molto alle coincidenze: oggi, come candidata COBAS in Provincia di Pisa, so di aver preso un bel pò di voti…e Gaetano mi parla di questo sito e del tuo racconto. Penso proprio che mi terrò in contatto…Ciao e grazie. Lucia, di Marco.

  6. Riccardo, non puoi lasciarmi così, ho letto d’un fiato le tue parole, mi sembrava di essere lì al tavolo del popolo e ….. MANDAMI IL RESTO.
    E’ un ordine …!!
    Scherzi a parte, grazie, sei bravo a scrivere, avvincente

  7. Grande Riccardo, complimenti davvero!
    Con stile semplice e asciutto hai colto nel segno. Hai evidenziato uno dei più grossi buchi neri dell’organizzazione del lavoro in Regione Toscana. La tua storia è simile a tantissime altre che attendono di essere narrate. Mi auguro che si possa aprire una seria e rigorosa riflessione sul fallimento della dottrina e della pratica manageriale in un ente di governo come la regione. Fallimento dovuto alla mancata corresponsabilizzazione dei protagonisti del lavoro (i dipendenti), anche con l’istituzione dei gruppi di lavoro, come accenni nel racconto. I nostri “megamanager” non comprendono il fattore umano come proagonista dello sviluppo. Lo comprendono invece come “risorsa”. Espressione che evoca estraneità della persona al progetto organizzativo. Le persone non sono petrolio o gas naturale (da sfruttare e sfinire), ma protagonosti dello sviluppo. Risorse poi a buon mercato come le categorie B e C nel nostro ente ce ne sono parecchie.
    Anch’io, come te, ho subìto l’umiliazione delle forche caudine del concorso interno del 2003 che mi ha “svalorizzato…”. Penso spesso allo “spreco” in regione anche in questo senso. Tante ferrari utilizzate come 500 e tante 500 pagate come ferrari. Penso a chi dopo una vita di lavoro esce, più o meno, così com’è entrato, senza un passaggio di livello nella carriera! Penso a chi, ancora più sfortunato, fa da anni lo stesso mio lavoro, tutelato da un contratto a tempo indeterminato, con un contratto a termine. Penso a chi lavora in regione da precario pur essendo in graduatorie valide di concorsi pubblici, penso che…sia venuto il tempo di dismettere la guerra fra poveri e utilizzare l’unico potere dei senza potere: l’unità.
    Precari, idonei interni, idonei esterni, umiliati, offesi della regione, delle agenzie… uniamoci!

    con estremo affetto,
    antonio masi

    P.s.
    forse non lo sai, ma non è stato il giudice del lavoro che ha sancito di andare con gli altri idonei a cercare un modo diverso di rimanere aggangiati al costo della vita. Lui lo repinge ma non lo trova infondato il ricorso, e rimanda altrove la soluzione: là dove non si vuole né si è voluta trrovarla finora!!
    Fra l’altro le spese legali non sono da pagare …(intelligenti pauca)
    (agli intelligenti poche parole).

  8. Calmo, distaccato, illuminante, non dimesso
    grazie Ricca

  9. Ho letto il tuo “racconto” e sono rimasta con lo stesso umore (credo) che avrai avuto tu nello scriverlo, un fondo terribile di amarezza, salvata appena dall’ironia. Sembra che la tua sorte sia proprio quella dei dipendenti pubblici quando sono intelligenti
    e anche (purtroppo) sensibili. Avevo due amici così, dipendenti delle FF.SS. e la loro storia potrebbe ricalcare la tua. Di uno ho perso le tracce; credo che allora si salvasse attraverso una forte vena musicale e di follia.
    L’altro so che è andato in pensione a circa 40 anni per una patologia al pancreas, e dopo aver denunciato la mensa delle Ferrovie, ma il vero motivo era l’organizzazione burocratica che lo distruggeva. Ora vive pensionato a soli 50 anni ed ha sposato una ragazza del Panama. Si è salvato così anche lui. Che posso dirti, se non che spero tu riesca a trovare una salvezza di qualche tipo? L’intelligenza accompagnata dalla sensibilità non è un aiuto nell’ambiente dei poteri politico-burocratici, perchè il tipo di forza che questi ambienti richiedono è la stessa della quale sono costituiti, cioè l’Arroganza del Potere (le maiuscole hanno significato fondante) che si traduce in un servilismo di varie forme, fra le quali spicca ‘”ammanigliamento” fra gli stessi ambienti politico-burocratici.
    E’ un animale autoriproducentesi che usa l’intelligenza-sensibilità altrui, ma fintanto non la ritenga pericolosa per la propria sopravvivenza.
    A quel punto i personaggi intelligenti e sensibili (e non meramente politici…) sono vittime che si cerca di allontanare rendendoli innoqui e inattivi, fondamentalmente disconoscendo e rinnegando il frutto della loro intelligenza. E’ la tipica ottusità degli ambienti del “pubblico servizio”.
    Mi chiedo se sarà mai possibile un cambiamento di rotta… che sarebbe non dico necessario, ma indispensabile per l’evoluzione della specie umana!
    Purtroppo il potere così come lo vedo io è un mostro senza volto, un’ Idra dalle sette teste e ci vorranno generazioni di Ercoli (forse) per metterlo seriamente anche solo in discussione. Riconosco che in questo senso sono una catastrofista. Però ho fiducia nelle capacità individuali dell’essere umano a trovare una salvezza e così a tenere duro, perchè le generazioni future arrivino a qualcosa di meglio di quanto abbia fatto la nostra (almeno la mia). Scusa questa lunga pippa da vecchia zia, ma del resto non sono nient’altro.

    Ciao, un gran bacione a te e alla tua famiglia

  10. Possibile che nessuno ancora l’abbia colto ?

    Questo racconto è una vera bomba.

    Seppur intriso com’è di amarissima ironia, c’è abbastanza polvere da sparo, da far saltare in aria l’intera “caserma”.

    Ho visitato il sito di cui si parla e letto di statistiche con numeri grandi.

    Un’azienda seria, con numeri così, ci avrebbe fatto fortuna (forse)…invece qui ?

    Mi sorprendono un po’ i Cobas; oppure ancora non hanno programmato il timer ?

    In questo “racconto” traspare l’enorme dignità di questo lavoratore e del suo lavoro.
    Gli faccio i miei complimenti, esprimendogli pure la mia solidarietà (se ne ha bisogno).

    Pietro

  11. Bravo!
    Ti capisco, collega.
    Oggi la logica é così: o hai una fottuta laurea da appendere al muro o non sei nessuno.
    Abbiamo riempito gli uffici pubblici di pseudo-dirigenti laureati e non abbiamo pensato a creare anche nel pubblico i “quadri”, lasciando all’ingrigimento della loro condizione una moltitudine di bravi tecnici diplomati che “spalano merda” per questi “dirigenti”.
    Outsourcing o terzializzazione questo é oggi di moda, in tendenza inversa al resto del mondo e raccattando un modello fallito americano che solo noi italiani ancora adottiamo. Resta solo da ereditare anche il loro modello sanitario e poi il bel paese é completamente impanato e fritto.
    Ma bisogna dar da mangiare al popolo delle partite IVA: se lo stato chiudesse i rubinetti tutti questi studi di scienziati come potrebbero campare. Quest’ultima invece é un eredità del Berlusca…..
    Hai tutta la mia stima e comprensione.
    Auguri di Cuore.

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