Riconoscimento del Cobas come organizzazione sindacale….

Alla “sinistra dell’Unione” in Toscana

Agli assessori ed ai gruppi consiliari di

PRC, PCdI, Verdi

 

Siamo i 10 delegate/i RSU (su 30 complessivi) del Cobas Regione Toscana.

Da lungo tempo stiamo denunciando una situazione di apartheid sindacale in Regione Toscana.

Noi sosteniamo che la Regione Toscana si comporta, in materia di relazioni sindacali, come il peggior padroncino: sceglie i sindacati con cui trattare per ottenere consenso alle proprie scelte – come è successo nella recente ristrutturazione aziendale contrabbandata come legge di stabilizzazione del precariato.

E’ un gioco vecchio quanto il cucco, la logica padronale è chiara: parlo con i sindacati che mi fanno sponda, una mano lava l’altra…

Un meccanismo perverso che in Regione alimenta piccole carriere e privilegi.

L’amministrazione regionale, anche formalmente, fa finta che il Cobas sia invisibile. Non contano i risultati di tre consecutive elezioni RSU dove siamo sempre stati il secondo sindacato.

Niente permessi, niente diritti, un’agibilità sindacale ridotta al minimo “non vietabile” che impedisce la riproduzione dell’esperienza sindacale.

Normale? Consueto? Può essere, e questo la dice lunga sullo stato della democrazia nel paese ai tempi del centro sinistra.

Però si può anche fare qualche piccola cosa. E’ l’esempio del Comune di Firenze dove, in un’analoga situazione (per rappresentanza), ad un organizzazione a noi simile (RdB) sono stati giustamente concessi i diritti sindacali che altre sigle hanno per investitura.

Una soluzione che noi abbiamo sollecitato anche in questa legislatura e che non è stata sostenuta neppure da voi.

Peraltro, anche al recente intervento del 13 settembre, in cui chiedevamo una presa di posizione delle forze di sinistra dell’Unione la vostra risposta è stata un silenzio assordante.

Oggi, in virtù di quanto praticato nei nostri confronti, è la RSU tutta a lamentar di non essere informata di quanto viene trattato in segrete stanze.

La Regione organizza leggi e seminari sulla partecipazione, ma al proprio interno si rifiuta di convocare la conferenza generale di organizzazione. Un occasione per ridefinire democrazia poteri, salari, regole di funzionamento e sistema lavoro nell’ente Regione.

Voi condividete una responsabilità di governo in Toscana.

Quello che fa la Regione assume valore d’indirizzo per tutta la società toscana.

Il degrado delle relazioni sindacali, il rifiuto del confronto verso le rappresentanze elette, la concezione del sindacato come laccio da cui liberarsi, non fa parte del vostro bagaglio politico.

Perché continuate a tacere?

 

Confidando in una vostra risposta, vi salutiamo

 

21 settembre 2007 delegate/i RSU del Cobas regione Toscana

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