Cobas, per…

megafono

COBAS, per

  • Il diritto all’autodeterminazione dell’individuo e dei popoli;
  • Una casa per tutti;
  • la scuola e l’università pubblica ed accessibile a tutti;
  • la difesa e il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro di tutti i lavoratori, dei settori popolari e degli strati sociali più deboli ed emarginati;

  • l’egualitarismo e la solidarietà tra i lavoratori e nei settori popolari contro ogni forma di razzismo e di discriminazione etnica, sessuale e religiosa;

  • la difesa e l’ampliamento delle libertà individuali e collettive di opinione e di organizzazione;

  • il superamento delle logiche di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, contro il dominio del profitto e della mercificazione generalizzata della società;

  • l’indipendenza da istituzioni, dai partiti, dalle organizzazioni padronali e governative;

  • il rifiuto del sindacalismo di mestiere e di ogni forma di privilegio e di clientelismo tipica del sindacalismo di professione.

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Il 23 Ottobre è SCIOPERO GENERALE: le rivendicazioni

Sciopero-23-ottobre-2009

Confederazione Cobas, Cub e SdL hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore di tutti i lavoratori pubblici e privati per il 23 ottobre.

Le organizzazioni di base ritengono indispensabile una forte risposta:

  • alla valanga di licenziamenti in corso;
  • ai massicci tagli alla scuola pubblica con l’espulsione in massa dei precari;
  • alla chiusura di aziende, alla ipotesi di gabbie salariali e all’attacco al contratto nazionale che, nella ritrovata unità dei sindacati concertativi, lascia solo il sindacalismo di base a difenderne il carattere unitario e solidaristico;
  • al tentativo in corso di rendere i lavoratori subordinati ai destini delle aziende;
  • alla xenofobia e al razzismo che il governo sta spargendo a piene mani.

Generalizzare ed unificare le lotte in corso nella scuola, nelle fabbriche, nelle aziende e negli uffici, sono quindi gli obbiettivi immediati dello sciopero generale che si preannuncia già grande e partecipato.
La articolata piattaforma dello sciopero rappresenta un ampio ed esauriente programma sul quale costruire mobilitazione, lotta, organizzazione e consenso, fornendo un alternativo e concreto strumento in mano ai lavoratori/trici, richiedendo:

  • il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario;
  • Il ritiro della riforma Brunetta;
  • aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti/e aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita;
  • cassa integrazione almeno all’80% del salario e reddito per i lavoratori ” atipici”, con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati/e;
  • abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza;
  • sostegno delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, del riassetto idrogeologico e contro il nucleare,
  • la privatizzazione dell’acqua e l’incenerimento dei rifiuti;
  • messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti, rifiutando la riduzione delle sanzioni per chi causa morti del lavoro, gravi infortuni, malattie professionali;
  • contro i tagli di posti, classi e orari nella scuola pubblica e contro la legge Aprea;
  • assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi;
  • investimenti in un milione di alloggi popolari, tramite utilizzo di case sfitte e ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare, blocco degli sfratti, canone sociale per i bassi redditi;
  • diritto di uscita immediata per gli iscritti/e ai fondi-pensione chiusi;
  • contro l’aumento dell’età pensionabile per le lavoratrici della P.A.;
  • ritiro della riforma Brunetta;
  • difesa del diritto di sciopero;
  • fine del monopolio oligarchico di Cgil-Cisl-Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali,
  • contro la pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare;
  • pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori, rappresentanza elettiva democratica sui posti di lavoro e a livello regionale/nazionale.

Per Info:

CUB:  Pierpaolo Leonardi – Walter Montagnoli info 06762821 022666289

Confederazione Cobas: Piero Bernocchi info 0670452452

SdL intercategoriale:  Fabrizio Tomaselli info 0659640004

cobas_cub_sdl

Assemblea mondiale degli abitanti

Appoggiamo la convocazione di una Assemblea mondiale degli abitanti per l’anno 2011. ed invitiamo tutti ad aderire all’appello per la sua organizzazione

Per maggiori informazione e per sottoscrivere l’appello, visita:

http://ita.habitants.org/

SCIOPERO GENERALE Venerdì 23 Ottobre 2009

Lettera aperta alle lavoratrici e ai lavoratori della Pubblica Amministrazione

Venerdì 23 Ottobre il sindacalismo di base ha indetto uno sciopero generale

Molti di voi obietteranno che gli scioperi andrebbero fatti tutti insieme per essere più efficaci e raggiungere qualche obiettivo.

Ma il 9 Ottobre scorso il Governo ha approvato il decreto legge Brunetta (quello che taglieggia il nostro salario accessorio e divide il personale in buoni, cattivi, e cattivissimi, spalancando le porte al licenziamento per quel 25% del personale che conseguirà una valutazione negativa per un biennio) e da parte di Cisl, Uil, Ugl e sindacati autonomi non si sono levate critiche rispetto a questo ulteriore attacco gravissimo, mentre la Cgil si limita a qualche sterile mugugno.

La finanziaria 2010 prevede per i rinnovi contrattuali in scadenza a dicembre 2009 solo l’indennità di vacanza contrattuale, ovvero 12 euro lordi, a partire da aprile 2010.

Il Governo regala soldi alle banche e avvia, attraverso lo scudo fiscale, un vergognoso condono per evasori e falsificatori di bilanci.

Per questo il 23 Ottobre è una occasione da non perdere per difendere i nostri diritti, i nostri salari ed i servizi pubblici.

Fai la cosa giusta e partecipa allo sciopero del 23 Ottobre!

Manifestazione nazionale a Roma, piazza della Repubblica ore 10

Mandiamo Brunetta a casa!!!

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Leqqi tutte le rivendicazioni

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COBAS Pubblico Impiego - aderente alla Confederazione COBAS

viale Manzoni 55 – 00185 ROMA Tel.. 0677591926 Fax 0677206060

email: info@pubblicoimpiego.cobas.it sito: www.pubblicoimpiego.cobas.it


NO AL RAZZISMO ! Manifestazione nazionale Roma 17 Ottobre 2009

Il devastante decreto Brunetta

Il devastante decreto legislativo di attuazione della legge 4 marzo 2009 n.15 (decreto Brunetta)

Il decreto legislativo, approvato dal Consiglio dei Ministri venerdì 9 ottobre e presentato pomposamente in conferenza stampa da Brunetta con la compagnia di Berlusconi è un attacco senza precedenti, ai lavoratori, ai loro salari, ai servizi pubblici. E’ il secondo durissimo colpo, dopo la pessima riforma del modello contrattuale, che ha triennalizzato i contratti di lavoro e ha determinato un nuovo sistema di recupero salariale dell’inflazione peggiore di quello della cosiddetta inflazione programmata, aumentando l’emergenza salariale tra i lavoratori.

L’attacco al lavoro pubblico è uno dei pilastri su cui si sorregge questo governo ed ecco così spiegata la grande veemenza con la quale il Ministro Brunetta in 15 mesi ha concluso l’iter di approvazione di questo decreto legge che tra gli obiettivi si prefigge anche la normalizzazione sindacale nel Pubblico impiego, distruggendo ogni forma di rappresentatività del sindacalismo di base e alternativo.

Questo decreto di fatto sancisce il furto del salario accessorio, l’azzeramento della contrattazione collettiva, l’inasprimento delle sanzioni disciplinari, la modifica/accorpamento dei comparti pubblici.
Le disposizioni del decreto “…assicurano…l’incentivazione della qualità della prestazione lavorativa, la selettività e la concorsualità nelle progressioni di carriera, il riconoscimento di meriti e demeriti, la selettività e la valorizzazione delle capacità e dei risultati…l’incremento dell’efficienza del lavoro pubblico ed il contrasto alla scarsa produttività e all’assenteismo…” insomma sono un inno alla meritocrazia, l’atto finale della campagna che da anni viene svolta contro il lavoro pubblico e i “fannulloni”.

Vediamone gli aspetti salienti:

  • Scende trionfalmente in campo la MISURAZIONE, VALUTAZIONE E TRASPARENZA DELLA PERFORMANCE con obiettivi programmati su base triennale, con gli indicatori per la misurazione e la valutazione della performance dell’amministrazione nonché gli obiettivi assegnati al personale  dirigenziale e non. Viene istituita la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Funzione pubblica e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il compito di indirizzare, coordinare e sovrintendere alle funzioni di valutazione, alla misurazione della performance, nonché di gestione e valutazione del personale. Ogni amministrazione, singolarmente o in forma associata, si dota di un Organismo indipendente di valutazione della performance.
  • In ogni amministrazione, l’Organismo indipendente, sulla base dei livelli di performance attribuiti ai valutati compila una graduatoria delle valutazioni individuali del personale dirigenziale e di quello non dirigenziale.

Con questa graduatoria:

a)     il venticinque per cento del personale è collocato nella fascia di merito alta, alla quale corrisponde l’attribuzione del cinquanta per cento delle risorse destinate al salario accessorio collegato alla performance individuale;

b)     il cinquanta per cento è collocato nella fascia di merito intermedia, alla quale corrisponde l’attribuzione del cinquanta per cento delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato alla performance individuale;

c)     il restante venticinque per cento è collocato nella fascia di merito bassa, alla quale non corrisponde l’attribuzione di alcun trattamento accessorio collegato alla performance individuale.

d)     Sono previste deroghe alla percentuale del venticinque per cento in misura non superiore a cinque punti percentuali in aumento o in diminuzione, con corrispondente variazione compensativa delle percentuali.

In soldoni questa cosiddetta Autorità Indipendente per la Valutazione avrà il compito di distribuire il salario accessorio che non sarà più oggetto di contrattazione, ma sarà disciplinato per legge attraverso un meccanismo per cui solo il 25% dei lavoratori potrà prendere il massimo della produttività (oggi sono il 90%), metà del personale avrà solo il 50%, il 25% nulla.

Di fatto il fantomatico Organismo indipendente di valutazione della performance  darà gli indicatori ai Dirigenti per effettuare le singole valutazioni, i quali avranno, quindi, piena autonomia nella gestione delle risorse umane, nel rispetto dei profili professionali e nella distribuzione del salario accessorio conseguente Niente di oggettivo per la valutazione della produttività, si spenderanno soldi e risorse umane per la valutazione (poco oggettiva) del personale, senza far funzionare e rilanciare i servizi pubblici!

  • Vengono istituiti nuovi strumenti per premiare il merito e le professionalità :

a)     il bonus annuale delle eccellenze assegnato al personale collocato nella fascia di merito alta per non più del 5%;

b)     il premio annuale per l’innovazione pari al bonus annuale di eccellenza per ciascun dipendente premiato;

c)     le progressioni economiche attribuite in modo selettivo, ad una quota limitata di dipendenti, in relazione ed ai risultati individuali e collettivi rilevati dal sistema di valutazione;

d)     le progressioni di carriera dal 1° gennaio 2010, coprono i posti disponibili nella dotazione organica e, quindi, le progressioni fra le aree avvengono tramite concorso pubblico, ferma restando la possibilità per l’amministrazione di destinare al personale interno, in possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno, una riserva di posti comunque non superiore al 50 per cento di quelli messi a concorso.

Sia per le progressioni economiche e di carriera la collocazione nella fascia di merito alta per tre anni consecutivi, ovvero per cinque annualità anche non consecutive, costituisce titolo prioritario ai fini dell’attribuzione delle progressioni.

e)     l’attribuzione di incarichi e responsabilità, sempre tenendo conto dei sistemi di valutazione e misurazione;

f)       l’accesso a percorsi di alta formazione e di crescita professionale, in ambito nazionale e internazionale;

g)     premio di efficienza destinato, in misura fino a due terzi, a premiare, secondo criteri generali definiti dalla contrattazione collettiva integrativa, il personale proficuamente coinvolto e per la parte residua ad incrementare le somme disponibili per la contrattazione stessa;

h)     Comitato dei garanti che darà il parere su tutti i provvedimenti adottati.

  • MOBILITA’. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante cessione del contratto di lavoro di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento o agevolando processi di mobilità, anche volontaria, da parte delle amministrazioni che presentano carenze di organico.
  • Dalle materie relative alle relazioni sindacali vengono escluse dalla contrattazione collettiva quelle attinenti all’organizzazione degli uffici e del lavoro ovvero viene a mancare una grossa fetta di contrattazione delle RSU di posto di lavoro e delle amministrazioni in generale.
  • Gli “incrementi” economici possono essere erogati in via provvisoria,  salvo conguaglio all’atto della stipulazione dei contratti nazionali di lavoro e in ogni caso a decorrere dal mese di aprile dell’anno successivo alla scadenza del contratto nazionale di lavoro, qualora lo stesso non sia ancora stato rinnovato è riconosciuta ai dipendenti, nella misura e con le modalità stabilite dai contratti nazionali, e comunque entro i limiti previsti dalla legge finanziaria, una copertura economica che costituisce un’anticipazione dei benefici complessivi che saranno attribuiti all’atto del rinnovo contrattuale.
  • Nascono 4 nuovi comparti nella Pubblica Amministrazione, facendo un gran calderone tra settori e competenze estremamente diverse, per impedire tra l’altro la presenza e la rappresentanza delle organizzazioni sindacali di base ai tavoli di trattativa nazionale.
  • Sono prorogati gli organismi di rappresentanza del personale (RSU) anche se le relative elezioni siano state già indette. Le elezioni relative al rinnovo dei predetti organismi di rappresentanza si svolgeranno, con riferimento ai nuovi comparti di contrattazione, entro il 30 novembre 2010.
  • Codice disciplinare più severo. Le norme già inserite negli ultimi contratti nazionali in tema di licenziamento per “giusta causa o per giustificato motivo” sono travalicate dal decreto Brunetta in quanto, si applica comunque la sanzione disciplinare del licenziamento nei seguenti casi:

a)     falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza, ovvero giustificazione dell’assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa;

b)     assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, superiore a tre nell’arco di un biennio o comunque per più di sette giorni nel corso degli ultimi dieci anni o mancata ripresa del servizio, in caso di assenza ingiustificata, entro il termine fissato dall’amministrazione;

c)     ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall’amministrazione per motivate esigenze di servizio;

d)     falsità documentali o dichiarative in occasione dell’instaurazione del rapporto di lavoro ovvero di progressioni di carriera;

e)     reiterazione nell’ambiente di lavoro di gravi condotte aggressive o ingiuriose o comunque lesive della dignità personale altrui;

f)       condanna penale definitiva, in relazione alla quale è prevista l’interdizione perpetua dai pubblici uffici ovvero l’estinzione,  del rapporto di lavoro.

Il licenziamento in sede disciplinare è disposto, altresì, nel caso di prestazione lavorativa, riferibile ad un arco temporale non inferiore al biennio, per la quale l’amministrazione formula una valutazione del personale di insufficiente rendimento. Si affaccia il rischio che chi non percepirà la produttività per più anni potrà essere licenziato per “prolungato insufficiente rendimento”.

Siamo di fronte al peggior tsunami legislativo che i lavoratori pubblici abbiano mai sopportato, un progetto di pratica cancellazione della contrattazione sindacale e di sua sostituzione con provvedimenti legislativi, in un quadro in cui le risorse finanziarie da destinare al personale sono schiacciate tra vincoli sempre più asfissianti di bilancio e leggi finalizzate a ridurre drasticamente la spesa pubblica. Ma non solo il salario accessorio esce dalla contrattazione collettiva, anche l’organizzazione del lavoro e degli uffici sarà disciplinata direttamente per legge, quindi fine del potere di contrattazione, e perfino di concertazione.

Il cerchio, insomma, sta per chiudersi, con la conseguenza che a rimetterci saranno i servizi pubblici (privatizzati e con costi sempre in aumento a carico dei cittadini) e saranno i lavoratori, che si vedranno tagliare i loro salari già bassi e saranno istigati a mettersi gli uni contro gli altri per i pochi aumenti previsti per una piccola minoranza del personale. Così i “fannulloni” sono serviti!

Nessun lavoratore della PA potrà evitare i negativi contraccolpi di questa legge fortemente voluta non solo dal Governo e dal suo Ministro Brunetta ma anche da sindacati servili come Cisl, Uil e Ugl, sindacati che in questo ultimo anno e mezzo hanno permesso al Governo di:
triennalizzare i contratti (così, perdiamo ancora più salario);
umiliarci con 40 euro lordi di aumenti contrattuali mensili;
riumiliarci con l’indennità di vacanza contrattuale (8 euro al mese) al posto degli arretrati.

Il Governo, con la scusa dell’efficienza e della meritocrazia, effettua a man bassa tagli al salario (non solo riferito alla produttività, ma anche alle progressioni economiche dosate col contagocce) e tagli di personale (tra pensionamenti senza turnover e mancate stabilizzazioni dei precari, sono ormai decine di migliaia i posti di lavoro persi recentemente).
Avevamo ragione a dire che l’obiettivo di Brunetta è taglieggiare i lavoratori distruggendo i servizi pubblici, altro che le chiacchiere sulla trasparenza.

Contrasteremo in tutte le maniere possibili il de profundis dei diritti dei lavoratori pubblici e lo smantellamento dei servizi e della pubblica amministrazione.

La prima giornata di lotta cui chiamiamo tutti i lavoratori

è lo SCIOPERO GENERALE di VENERDI’ 23 OTTOBRE
indetto da Confederazione COBAS, Cub e SdL

con la manifestazione nazionale a

Roma,  piazza della Repubblica ore 10

PARTECIPIAMO IN MASSA!

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Scarica il volantino

Lorsignori si devono dimettere tutti !!

“Verità e potere non coincidono mai…”
(R. Saviano)

In un momento drammatico della storia del nostro paese Piazza del POPOLO a Roma si è riempita di FARABUTTI per la libertà di informazione e contro IL REGIME .

Tutto il centro di Roma è stato rabbiosamente gioiosamente e pacificamente occupato. Mentre 2 cortei di precari attraversavano la città per difendere la scuola pubblica la dignità il diritto al lavoro e rigettare in faccia alla Gelmini e ai suoi compari il più grande licenziamento di massa della storia d’Italia (150.000 in tre anni !). E’ stata una giornata meravigliosa che ha dimostrato che “ribellarsi è giusto” e opporsi è possibile all’ascesa definitiva e alla stabilizzazione del REGIME .

Ma quella piazza , e l’Italia intera , avrebbe potuto festeggiare LA CADUTA DEL GOVERNO B. se , poche ore prima , in Parlamento non si fosse consumato un DELITTO POLITICO da parte della finta-opposizione . Per ben due volte , prima sulla INCOSTITUZIONALITA’ dello “SCUDO FISCALE “ (condono tombale a evasori mafiosi e criminali….) , poi nel VOTO FINALE , il Pd e la banda CASINI-Cuffaro salvavano il governo con le loro ASSENZE . E’ un fatto politico di inaudita gravità e rilevanza . Tutti possono capire che “la caduta del governo” su un atto del genere e pochi giorni prima del pronunciamento della Corte Costituzionale sulla liceità del LODO-ALFANO apriva di fatto scenari nuovi per tutto il paese .

AL POPOLO DI SINISTRA E DI CENTRO-SINISTRA :

Cari compagni/e amici fratelli , una sola parola d’ordine ci deve unire TUTTI in questo momento : “ COLORO CHE NON ERANO IN AULA AL MOMENTO DEI DUE VOTI FONDAMENTALI SI DEVONO DIMETTERE TUTTI ! “

Non c’è se, né ma. Mentre si compiva un altro incommensurabile scandalo di REGIME con un RICICLAGGIO DI STATO di danaro-sporco , l’opposizione parlamentare era assente-complice-connivente .Tranne , come è apparso a tutti evidente , l’ITALIA DEI VALORI .Signori che “guadagnano” ( per tre giorni e poco più di “lavoro” -?- alla settimana…) 16.000 euro al mese per “rappresentare il popolo di centro sinistra e, giocoforza , di sinistra “, si sono “assentati” mentre un governo di FARABUTTI mafiosi razzisti piduisti ladri e delinquenti ( e sono i fatti che lo dimostrano !…) non solo assolveva evasori mafiosi e ladri di stato ( amici e amici degli amici!) ma li ricompensava facendogli “pulire” IL BOTTINO con un misero 5% d’ammenda – Ricordiamo che in Inghilterra e in America , per un’operazione del genere , comunque indegna, si paga il 44% e il 50%….-

Questi signori sono gli stessi che hanno chiamati FANNULLONI ( e COGLIONI e FARABUTTI !….) noi che abbiamo sempre pagato alla fonte e nell’ordine del 27% , sono quelli che licenziano in massa nella scuola come neanche IL FASCISMO aveva fatto, quelli che dicono che non c’è LA CRISI mentre fioccano licenziamenti di massa e la cassa- integrazione è a livelli mai visti e ci sono milioni che non arrivano a fine mese ,sono quelli che rilanciano la cementificazione di massa e vogliono fare IL PONTE SULLO STRETTO proprio mentre a Messina si muore perché il territorio di questo paese , l’assetto idrogeologico , è devastato da anni di malgoverno delle classi dirigenti che si sono succedute in tutti questi anni ,sono quelli che rilanciano il nucleare mentre è evidente che non hanno rispettato Kyoto …proprio mentre a MESSINA si è visto cos’è l’effetto serra e cosa sono i fenomeni estremi già in atto e in aumento …

I PARLAMENTARI ASSENTI SI DEVONO DIMETTERE !

N. B. pubblica! Diffondi ! fai circolare!

Gaetano Stella Cobas Regione Toscana

3/10 a ROMA per la LIBERTA’ di informazione e contro il REGIME

3 OTTOBRE ORE 16 Piazza del POPOLO – ROMA

Manifestazione – Per la LIBERTA’ di informazione, di espressione e di stampa…
Per la LIBERTA’… contro il REGIME:

  • Che sta cercando di soffocare gli ultimi spazi di democrazia;
  • Che LICENZIA 150.000 persone in 3 anni nella scuola.
  • Che nega LA CRISI mentre dilaga la cassa integrazione la disoccupazione e i licenziamenti diventano di massa .
  • Che con IL CONDONO FISCALE TOTALE dimostra in modo inequivocabile di essere , non solo piduista e razzista ma anche MAFIOSO E CLASSISTA..

TUTTI A ROMA QUINDI !

(Alle 14,30 da Piazza della Repubblica ci sarà anche il corteo dei PRECARI che lottano per il posto di lavoro)

PER LE DIMISSIONI DEL GOVERNO del Sig. B. E DELLA SUA BANDA


A tutto il movimento : Continuiamo a salire sui TETTI DEL POTERE !

Gaetano Stella – Cobas Regione Toscana

Brunetta in Regione

Torniamo, grazie ad una precisa lettera che alleghiamo in fondo, sui soldi tolti dall’amministrazione a moltissimi dipendenti per “colpa di Brunetta”.

Di Brunetta, da quando è ministro, si è detto tutto. Quel che ancora non si è detto lo dice lui stesso ai giornali … e si comprende ancora meglio la natura del personaggio.

Il suo obiettivo, da ministro, è la sostanziale liquidazione della Pubblica Amministrazione come soggetto erogatore di servizi che dovrebbero, il condizionale in Italia è d’obbligo, essere universali.

La Regione Toscana ha denunciato con forza questo tentativo di liquidazione, ha preso in ogni sede le distanze dalle penalizzazioni introdotte per i dipendenti pubblici.

Lo ha fatto, in virtù del ruolo di vice-presidente ed assessore del personale, Gelli: un intervento meritorio che ha avuto un solo, ma sostanziale, limite: la Regione Toscana è stata tra le prime e le poche istituzioni ad applicare integralmente Brunetta.

Gelli, evidententemente, non è riuscito ad essere profeta in patria: mentre molte amministrazioni aspettavano la codificazione definitiva delle misure Brunetta la direzione generale dell’Organizzazione, ha applicato in casi di assenza per malattia, permessi retribuiti, assemblee, permessi sindacali ed assenze assimilabili la decurtazione del salario accessorio.

Ciò che è stato tolto alle lavoratrici ed ai lavoratori della Regione Toscana per il famosa comma 5, oggi abrogato, è stato tolto in virtù di una scelta precisa effettuata dalla Direzione Organizzazione. Scelta che tante altre amministrazioni non hanno fatto.

SOLDI TOLTI INGIUSTAMENTE PER COLPA LORO, NON SOLO DI BRUNETTA!

Si è scelto di applicare nel modo più restrittivo possibile tutte le norme discriminatorie del lavoro pubblico, si è continuato a falcidiare le già scarse retribuzioni esercitando anche l’arbitrio e l’arroganza del silenzio, senza dire, senza spiegare, senza rispondere. E’ un comportamento che ingenera incomprensioni profonde fra i lavoratori e chi gestisce l’organizzazione del loro lavoro. Questo è il vero “clima” organizzativo. E’ una tempesta organizzativa. Gelli ha più volte promesso interventi, cambi di rotta ecc., ma la macchina continua imperterrita con comportamenti lesivi degli interessi dei lavoratori, nell’indifferenza dei responsabili a tutti i livelli.

E’ paradossale che ad essere stati implacabili applicatori di Brunetta siano amministratori del CENTROSINISTRA tutto.

Il nostro punto di vista è chiaro: la Direzione generale Organizzazione si è trasformata in un retrovirus: trasmette il concetto di organizzazione in senso avverso a quanto avviene normalmente.

La Regione Toscana è un bene comune di chi ci vive, ci transita, ci lavora, è chiamato ad amministrarla. Per questo non può essere lasciata nelle mani di una burocrazia superpagata.

La fine legislatura deve indicare la strada per rendere usufruibile questo bene comune, riducendo al minimo le pastoie burocratiche, liberando il lavoro cognitivo dalla catena gerarchica, costruendo una visione d’insieme delle varie politiche regionali, operando risparmi motivati e non tagli sulla spesa pubblica.

Questo il comunicato cobas, di seguito la lettera inviata dalla collega e a cui ci associamo pienamente. Una delle tante lettere a cui, ci viene ripetutamente detto, la Direzione Organizzazione non risponde.

Buongiorno, mi chiamo………….. e lavoro alla D.G. Politiche Terriroriali ed ambientali, Vi scrivo poichè nella busta paga del mese di luglio mi sono stati decurtati 3 giorni dall’indennità di area direttiva relativamente alla richiesta di congedo parentale.

Ritengo che tutto ciò sia in contrasto con quanto previsto dall’art. 17 comma 23 del decreto in oggetto, che prevede fra l’altro l’abrogazione del comma 5 dell’art. 71 del decreto legge 25/6/2008 n. 112 “gli effetti di tale abrogazione concernono le assenze effettuate successivamente alla data di entrata in vigore del presente articolo.”.

In data 31/7/2009 ho trasmesso all’Amministrazione del Personale richiesta di chiarimenti in merito alle decurtazioni di cui sopra e di applicazione della medesima norma anche per la produttività.

Credevo infatti che successivamente all’entra in vigore del decreto n. 78 le assenze (congedi parentali, malattia del figlio ecc) non fossero più oggetto di decurtazione dalla produttività, anche alla luce di quella dichiarazione congiunta che avevo letto nel contratto collettivo nazionale che qualcuno di voi aveva gentilmente trasmesso per mail.

Vi informo che ad oggi non avendo avuto alcun riscontro da parte dell’Amministrazione alla mia richiesta ho telefonato all’ufficio del Personale dove mi è stato riferito che probabilmente la mia “interpretazione” non era corretta e che prossimamente vi sarà una circolare.

Penso che questo problema riguardi molti colleghi e colleghe che non sanno che gli verranno decurtati i soldi dalla produttività o meglio lo scopriranno solo nel mese di marzo. Ritengo che sia un diritto del lavoratore sapere in anticipo quali sono le voci dallo stipendio o delle indennità che in caso di assenza gli saranno decurtati e che vanno ad incidere in modo sostanziale sul bilancio familiare.

Tavolo regionale per la difesa della scuola statale

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