Cobas, per…

megafono

COBAS, per

  • Il diritto all’autodeterminazione dell’individuo e dei popoli;
  • Una casa per tutti;
  • la scuola e l’università pubblica ed accessibile a tutti;
  • la difesa e il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro di tutti i lavoratori, dei settori popolari e degli strati sociali più deboli ed emarginati;

  • l’egualitarismo e la solidarietà tra i lavoratori e nei settori popolari contro ogni forma di razzismo e di discriminazione etnica, sessuale e religiosa;

  • la difesa e l’ampliamento delle libertà individuali e collettive di opinione e di organizzazione;

  • il superamento delle logiche di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, contro il dominio del profitto e della mercificazione generalizzata della società;

  • l’indipendenza da istituzioni, dai partiti, dalle organizzazioni padronali e governative;

  • il rifiuto del sindacalismo di mestiere e di ogni forma di privilegio e di clientelismo tipica del sindacalismo di professione.

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Bagnasco..il Papa…i valori e…il Sig. P2

Il presidente della Cei , il Cardinale Bagnasco , ha detto:” La stoffa umana di un leader, il suo stile e i valori di cui riempie concretamente la sua vita non sono indifferenti. Non possono esserlo. Per questo noi continuiamo a coltivare la richiesta di un presidente che con sobrietà sappia essere specchio , il meno deforme , dell’anima del paese”. E il Papa : “ La rinuncia alla proprietà privata , la libertà dalle cose materiali , la sobrietà e la semplicità sono insegnamenti essenziali anche oggi che indicano una strada anche per noi tutti…”.

La(e) domanda è : ma il cardinale e il Papa vivono, come noi , a BERLUSCONIA ? O il REGIME RAISET più servi vari , che da tempo confeziona giornalier-mente L’IRREALTA’-reale ha colpito anche le alte sfere della Chiesa-istituzione ?

La(le) domanda è lecita se il FINANCIAL TIMES arriva a dire che il Sig.p2 “è un pericolo in primo luogo per l’Italia ed un esempio deleterio per tutti” e El Pais parla di “escalation di IMPUNITA’ MORALE”.

Il colmo della tragicommedia è che lo STALINISMO e la Chiesa- istituzione hanno avuto in comune la teoria , e la pratica , della doppia- verità . Così che mentre Veronica Lario , di fronte alla candidatura delle veline , parlava di “ciarpame senza pudore”, e , per evidente esperienza vissuta , accusava il Sig.p2 di “frequentare le minorenni” e diceva che “il nostro pres.” (?) “è malato” , Franceschini e c. (democristiani ed ex comunisti (?)) dicevano che quella posta all’attenzione del paese era “una questione privata” e il vaticano taceva . Ora l’uno parla dell’educazione dei figli e l’altro parla di valori. Come se finora il sigp2 non avesse usufruito dell’appoggio della Chiesa-istituzione( C.L. e non solo!…) e il Pd non fosse stato prima complice della legittimazione del Sigp2 e ora di una finta- opposizione . TOTO’ direbbe : “ma mi faccino il piacere!….”.

Ora , dopo l’inchiesta di D’Avanzo , tutti sanno (dovrebbero sapere!) che S. B. sul caso NOEMI ha MENTITO SPUDORATAMENTE . Come ha mentito il fido Gonfalonieri , che alla festa del Milan aveva accanto la ragazza….ma lui non sapeva chi era…(?)..

Quali sono i valori di cui parlano Bagnasco e il papa ?

La religione del danaro e dell’arricchimento senza limiti ? L’iscrizione alla P2 di Licio Gelli ,associazione eversiva ? Le mazzette a Craxi per costruire il secondo polo TV che poi…ha inglobato anche il primo RAI costruendo RAISET REGIME unificato ? L’ospitalità al mafioso Mangano … poi chiamato EROE ? La corruzione dei giudici del processo Mondadori attraverso Previti ? Le leggi ad personam…compresa quella sul falso in bilancio fatta giusto in tempo per “salvarsi” ? L’occupazione delle frequenze di Europa7 con rete 4 ? IL LODO-ALFANO per rendersi IMPUNIBILE…come la sentenza di Milano ha dimostrato..con l’assurdo del CORROTTO MILLS condannato..e del CORRUTTORE accertato che fa (?) il pres. del cons. ? Il fatto che ha definito la magistratura “metastasi ? Il fatto che attraverso diecine di prezzolati avvocati fatti parlamentari e ministri si è costruito ripetutamente PRESCRIZIONI (che non sono ASSOLUZIONI !) ? Il fatto che ha ripetutamente attaccato tutti gli altri poteri dello stato e che, come ha dichiarato, li vuole tutti subordinare al suo comando…a cominciare dal Parlamento dei capponi ? Il fatto che con le sue televisioni ha diffuso per anni telespazzatura consumismo cultura dell’usa e getta…per poi (come politico ?) proporre inceneritori grandi opere ecc? Il fatto di avere dato soldi agli amici con l’ALITALIA alle banche alla Marcegaglia e ai suoi amici padroni che per questo battono le mani quando chiama i parlamentari capponi ? Il fatto di avere tolto il tetto per gli stipendi ai manager ….mentre offriva la bellezza di 400 euro a chi campa con 6 mila l’anno ? Il fatto di avere tolto l’ICI anche ai ricchi e medioricchi ? La caccia organizzata prima ai rom e rumeni…poi ai migranti mandati a MORIRE con i RESPINGIMENTI assassini ? Le ronde ? I medici spioni ? Gli armati nelle strade ? L’avere detto che la Englaro , dopo 17 anni di giacenza in un letto immobile poteva partorire ? …. QUALI VALORI signori del Vaticano ? Quali ?

Quelli propinati all’Italia intera per anni ? Quelli che hanno sempre al centro l’USO DEL CORPO DELLE DONNE ?

LA BARBARIE –

La BARBARIE avanza ci sommerge si fa sostanza

È l’immagine che conduce la danza

Che nella SOCIETA’ DELLO SPETTACOLO è violenza

Nega l’alterità la presenza la differenza

Mutila corpi menti coscienza

CORPI DI DONNE

Televisionati spogliati velinati

CORPI DI DONNE

Reinventati siliconati adattati

CORPI DI DONNE

Spottizzati mercificati disumanati

CORPI DI DONNE

Usati violentati stuprati

CORPI DI DONNE

Levigati uniformati diserotizzati

CORPI DI DONNE

Negati sfruttati strumentalizzati

CORPI DI DONNE

Stereotipati alienati RAISETTIZZATI

CORPI DI DONNE

Moneta generale

Nella società del “sultano” e del capitale…..

Gaetano Stella cobas reg. tos.

N. B. su www.ilcorpodelledonne.com c’è un documentario bellissimo su cosa ha fatto la TV del corpo delle donne… vedetelo e fatelo vedere !

Chi condivide diffonda

La parola d’ordine è una sola:   BERLUSCONI-DIMISSIONI…per indegnità politica e morale…

Presidio al Consiglio Regionale per una legge regionale sull’immigrazione – Mercoledì 27 maggio ore 11.00

Mercoledì 27 maggio ore 11.00 presidio per appoggiare la legge regionale sull’immigrazione e contro l’ostruzionismo del PDL

Cobas ATAF: alle fermate gli stipendi d’oro dei supermanager Ataf

Ecco la rassegna stampa di una recentissima iniziativa dei compagni Cobas Ataf in vista del grande sciopero del 28 maggio.

Informativa sui concorsi interni

L’amministrazione regionale si rende conto della necessità di effettuare corsi concorso dalla categoria C alla D rapidamente, ovvero decretando i bandi entro pochi giorni; l’amministrazione accetta per questi passaggi la logica di ammettere ai corsi concorso un numero di dipendenti doppio rispetto ai posti messi a concorso, che porterà ad accedere ai corsi ca. 180 dipendenti suddivisi in 9 profili professionali per la Giunta (9 graduatorie che usciranno da un’unica preselezione) e un numero ancora imprecisato per il Consiglio (avremo le prime graduatorie suddivise tra i due ruoli, che brutto risultato!). Questa operazione non copre ancora i numeri che Gelli si era impegnato a mettere a selezione interna. Infatti l’impegno minimale era per trecento posti complessivi e ancora se tutti i selezionati copriranno i posti saremo sempre sotto di 30 posti fra progressioni da B a C e da C a D. E’ la prima volta che dopo anni di attesa, e dopo accordi su numeri contenuti si ottiene ancora meno del minimo atteso, e cosa ancor più grave in un momento dove da tutte le parti si paventa un intervento di Brunetta che impedirà a brevissimo la possibilità di effettuare selezioni interne per i passaggi di categoria. Siamo inoltre avviliti dal fatto che l’amministrazione non abbia messo contestualmente in essere una nuova selezione per i passaggi da categoria B a categoria C che almeno potesse recuperare i posti non coperti con la prima selezione che ha costituito una graduatoria di soli 89 dipendenti a fronte di almeno 140 attesi.

Siamo stufi di un tavolo negoziale in cui le problematiche dei lavoratori peggio remunerati vengono costantemente ignorate.

Per concludere, non ci convince neppure il sistema di preselezione che verrà attivato per la concorsualità da C a D in quanto attraverso un’unica prova composta da 70 domande chiuse (di cui 40 comuni e 30 da scegliere in base al profilo per il quale si vorrà concorrere) porterà a costituire 9 graduatorie (per la Giunta e imprecisate per il Consiglio) separate con numero di posti messi a selezione variabile. Siamo perplessi, avevamo chiesto una graduatoria finale unica trattandosi di una prova unica. Da questo scenario le opportunità di ciascun partecipante rischiano di essere diversificate fortemente in base al rapporto tra posti messi a concorso e numero dei partecipanti per ciascun profilo.

Oggi la RSU si riunisce. Chiediamo una presa di posizione comune ed un intervento risolutivo per chiudere questa vicenda.

Marco Bini

X COBAS Regione Toscana

Sbatti i Cobas in prima pagina

  1. Esprimo a Rinaldini la mia solidarietà.
  2. Il fatto che sui fatti di Torino siano state prodotte fotografie e non sequenze TV fanno pensare a un’imboscata premeditata.Non si doveva capire l’andamento reale dei fatti ? Per poter avvalorare una tesi pre-costituita. Lo Slai-Cobas non è “I COBAS”. Quasi nessuno l’ha detto e molti non hanno riportato le tesi sostenute dallo Slai sui fatti. Tutti però hanno sbattuto i Cobas in prima pagina e hanno addirittura rispolverato il terrorismo. Un esempio concreto di come funziona il REGIME e la criminalizzazione del dissenso.
  3. La questione FIAT – Marchionne incontra tutti, gira il mondo, manon parla con i lavoratori Fiat, con i sindacati e non spiega a nessuno quello che sta pattuendo sulla pelle dei lavoratori . Anche dei contribuenti italiani . Visto che la Fiat da sempre “privatizza gli utili e socializza le perdite”.
  4. Molti , in queste ore , hanno capito che a “pagare” l’operazione Marchionne saranno gli operai italiani , quelli di Pomigliano di Termini Imprese e, probabilmente, quelli di Mirafiori. Gli Italiani, quindi , e quelli MERIDIONALI in primis . Per questo quelli dello Slai , da anni rappresentativi a Pomigliano, alcuni dei quali hanno subito, con un accordo dei confederali , la deportazione a Nola in un reparto confino , come negli anni 50, sono incazzati.
  5. IL GOVERNO , che per bocca del presidente pedofilo e piduista…., ha detto che la crisi è “psicologica” e che “è colpa dei media” e in via di superamento…e non chiede niente a Marchionne e alla Fiat.
  6. L’OCSE intanto dice che tra i paesi OCSE i salari italiani sono al 23esimo posto e sono del 17% inferiori alla media. Come dicono tutti i giornali. Che però dimenticano di dire , compreso Il Manifesto e l’incazzato Loris Campetti , che è questo il risultato della linea della concertazione e dei rinnovi contrattuali a inflazione programmata praticata da CGIL-CISL-UIL (contestata dai COBAS nel lontano 92-93 nelle piazze…) e da tutti i governi che si sono succeduti , compreso il Prodi – Bertinotti. Così come non dicono che in questi anni ben DIECI punti di PIL si sono spostati dai salari ai profitti e alle rendite . Se poi si aggiunge che ORA in Italia il 10% possiede circa il 50% della ricchezza che l’evasione-elusione è di 270 miliardi di euro l’anno , che i lavoratori dipendenti hanno sempre pagato alla fonte circa il 27-30% di tasse mentre GLI SPECULATORI pagano il 12,5%…il quadro è chiaro….e a questo bisogna aggiungere che la cassaintegrazione dilaga e che i licenziamenti sono diventati normalità…si capisce cos’è la questione sociale..
  7. CISL-UIL-UGL hanno firmato il passaggio dalla CONCERTAZIONE alla COMPLICITA’, cioè un accordo che a priori peggiora i lugli 92-93…e si sono rifiutati di far votare quest’accordo; hanno firmato un accordo che attacca il diritto di sciopero….la domanda è : CISL-UIL e UGL difendono i lavoratori , compresi quelli della FIAT o i padroni i governi e la propria istituzionalizzazione e trasformazione in sindacati corporativi ?
  8. LA LOTTA ALLA FIAT – e questo devono capirlo tutti quelli che stanno variamente dalla parte dei lavoratori – deve vedere L’UNITA’ DAL BASSO, perché deve fallire il chiaro obiettivo dei padroni e dei loro giornali e TV a mettere gli uni contro gi altri. Gli obiettivi sono: nessun posto di lavoro vada perduto , basta con la cassaintegrazione, riduzione dell’orario e redistribuzione del lavoro a parità di salario (salario europeo massimo!), e RICONVERSIONE PRODUTTIVA…perché i 6 milioni di auto di cui parla Marchionne è pura follia…
  9. A PROPOSITO DI TERRORISTI E TEPPISTI…Calderoli è un razzista-nazista responsabile della morte di oltre dieci persone per una maglietta …è inoltre responsabile dei respingimenti di queste ore che significano morte violenze e stupri… è responsabile della legge-porca che ci ha TOLTO IL DIRITTO A SCEGLIERE GLI ELETTI…Calderoli è peggio di un terrorista; D’Alema non è un teppista è un carrierista che ha portato al fallimento la sinistra e il mov.op. ….è peggio di un teppista…è un fallito incosciente che si ostina a stare ancora in pista ; Cicchitto è un piduista socialista (?) berlusconista; la Marcegaglia che non vuole il conflitto sociale non sa cos’è la democrazia…Ci dica signora , ci dica: i 50 e più miliardi, considerando solo i regali governativi, avuti in questi anni a cosa sono serviti ?A delocalizzare? A finanziarizzare? Ci dica cosa han fatto LORSIGNORI dei nostri soldi…si vergogni signora si vergogni…assieme a tutte le classi dirigenti economiche politiche mediali e, spesso sindacali .Siete voi il cancro della nazione – (solo considerando quelli che su Repubblica hanno concionato contro i COBAS !).

Gaetano Stella

cobas regione toscana

NB a tutti i lavoratori :fate girare questa e –mail…costruiamo

informazione contro informazione e lotte…contro le classi dirigenti tutte…

L’attacco di Brunetta alla P.A., ecco lo schema del decreto legislativo

Con l’approvazione dello schema di decreto legislativo in attuazione della legge n. 15 del 04-03-09 l’attacco alla Pubblica Amministrazione da parte del Ministro Brunetta, insieme all’intero Governo, diventa sempre più feroce, andando ancora di più ad “intaccare” il salario e la democrazia sindacale a danno dei lavoratori pubblici.

Vengono tagliate tout court quote consistenti di salario, viene ratificato lo svuotamento del Contratto Nazionale attraverso la regolamentazione per legge di fondamentali materie contrattuali a partire dal salario accessorio, l’organizzazione degli uffici, la ristrutturazione/smantellamento delle Amministrazioni.

Il Governo decide inoltre la modifica dei Comparti di contrattazione del Pubblico Impiego, privilegiando centralmente il rapporto con i sindacati confederali e arriva alla provocatoria decisione di impedire lo svolgimento delle elezioni delle RSU nel Pubblico Impiego con l’alibi di doverlo adeguare al nuovo modello contrattuale, sottoscritto da poco dai reggicoda Cisl – Uil e sindacati autonomi.

Di fronte a questa devastante attacco urge una diffusa mobilitazione dei lavoratori!

Cobas Pubblico Impiego

Un contratto con due soli temi

Sono passati mesi da quando abbiamo rifiutato di sottoscrivere il contratto decentrato integrativo, spiegando a tutti i motivi di questa contrarietà.

Sono passati mesi nei quali abbiamo con doverosa attenzione osservato quanto ci accadeva intorno cercando di capire se le nostre valutazioni su come era andata a finire l’ultima contrattazione aziendale fossero sbagliate, pessimistiche o non aderenti alla realtà.

Siamo convinti che la maggior parte dei lavoratori si senta come tanti di noi travolta da un turbinio di accadimenti, da tranvate continue, da offese costanti, da personaggi insipienti, da dirigenti scadenti, da direttori perversi e da politici insipienti.

Ma alla fine, torniamo in noi e ci chiediamo: stiamo peggio? Stiamo migliorando? Ci sembra di vedere una qualche prospettiva futura o futuribile?

Di certo non risponderemo a queste inutili domande, purtroppo ogni giorno ciascuno di noi è costretto a farlo e a vivere da solo la propria frustrazione.

Vorremmo insieme a tutti riflettere soltanto su due elementi di quella contrattazione, che pur essendosi conclusa nell’estate, ci sembra lontana un secolo per i modi, i toni, i risultati.

Ma forse è lo specchio vero di quello che oggi devono diventare le relazioni tra i soggetti che operano nei luoghi di lavoro. Inutile piangere sui diritti negati, sulla democrazia calpestata, sulla rappresentanza negata, sulle regole cancellate, questo è quanto capita in tutta Italia e sbaglia chi pensa che nel nostro luogo di lavoro possa accadere qualcosa di diverso.

La feroce indifferenza del potere centrale è la medesima, subdola, meschina, indifferenza di questo nostro ente.

Dicevamo che volevamo riflettere su due temi: si tratta di due oggetti della contrattazione decentrata. Perché proprio questi ? Perché in tutti questi mesi che sono trascorsi dalla sottoscrizione degli accordi parziali e poi da quella del contratto definitivo sono gli unici due temi della contrattazione decentrata sui quali la nostra amministrazione si è mossa per renderli operativi.

I due temi sono:

  • 1) il riaccorpamento delle posizioni organizzative su tre livelli economici e conseguente innalzamento della retribuzione di circa 90 p.o. di ca. 2500 euro: unico tema già attuato.
  • 2) il tentativo maldestro, grottesco e punitivo di introdurre le modifiche del sistema produttività che questi signori definiscono “premiante” attraverso l’attivazione della cosiddetta “premialità aggiuntiva d’eccellenza” da attribuire solo al 30% del personale delle categorie privo di p.o.

Tentativo maldestro e manifestamente illecito in quanto introduce forme e criteri di attribuzione quando il periodo di riferimento è quasi a scadenza.
Si faranno le conferenze di servizio per spiegarlo ai dipendenti (non sappiamo ancora chi lo spiegherà visto che la maggior parte dei dirigenti si dichiara, come sempre, incapace e disinteressata) alla fine del mese di Novembre, e si applicherà retroattivamente dal 1/7/2008 fino al 31/12/2008, confermando la nostra assoluta certezza che questo equivarrà a mettere il borsello in mano ai dirigenti di settore, di area e di direzione e dire loro: “scegliete a chi dare il soldo, fate voi, sulla base delle vostre impressioni, simpatie, parentele, appartenenze, prestazioni..”.

In questi tempi di magra ne vedremo di tutte e di più.. A questo proposito vi alleghiamo, per chi ha lo stomaco di leggerla, la circolare che Galardi ha inviato ai dirigenti tutti.

Ecco, vi abbiamo parlato di questi due argomenti perché vorremmo fosse chiaro a tutti che sono gli unici due di quella tornata contrattuale che stanno andando “magnificamente” in porto.

Gli altri temi?  Silenzio….
Tempi previsti o prevedibili?  Buio profondo.
Numeri?  Aleatorietà assoluta.

Ad esempio: quando verranno fatti i passaggi economici? Cosa impedisce la loro attivazione da subito? Quanti ne rimarranno fuori? Quando verranno fatte le ormai “mitiche” progressioni verticali (concorsi interni), quanti posti verranno effettivamente destinati agli interni? Quanti B e C percepiranno la “mitica” indennità di particolari responsabilità (al massimo 418 euro lordi l’anno) e soprattutto, chi ne rimarrà escluso?

Ma attenti, se vi dicono: ” è tutta colpa di Brunetta.”, non ci cascate,chiedete a Gelli, a Galardi, a tutti quelli che hanno sottoscritto in nostro nome quel contratto..

Cobas R.T.

Appello de La Sapienza in mobilitazione verso lo sciopero generale del 12 dicembre

Alle lavoratrici e ai lavoratori,
agli studenti medi,
ai precari,
ai migranti,
ai movimenti di lotta per l’abitare e in difesa dei beni comuni,
ai sindacati che promuovono lo sciopero

L’appello che vi rivolgiamo parla di una sfida che non riguarda solo noi, ma riguarda tutte e tutti. Il 12 dicembre ci attende una giornata di grande importanza il cui esito potrà segnare gli equilibri politici e sociali di questo paese: lo sciopero generale in primo luogo indetto dalla Fiom e dalla Cgil funzione pubblica, poi dalla Cgil tutta, infine dai sindacati di base (Cobas, Sdl, Cub), sarà una grande occasione di conflitto per chi non vuole subire l’arroganza di questo governo e per chi non vuole pagare sulla propria pelle la crisi di sistema che investe l’economia globale. L’indizione di questo sciopero generale è anche il frutto, vale la pena ricordarlo, della grande potenza dell’Onda, del movimento che da inizio settembre ha visto milioni di persone, tra studenti, insegnanti, ricercatori, docenti, bambini, mobilitarsi contro la definitiva dismissione della scuola e dell’università pubbliche.
È stata proprio l’Onda, infatti, ad imporre una discontinuità politica e sociale nel paese: laddove tutto sembrava sconfitto con la tornata elettorale di aprile, una nuova generazione ha imposto dal basso una battuta d’arresto nella macchina di consenso del Governo. Attraverso lo slogan “Noi la crisi non la paghiamo” gli studenti hanno lanciato un segnale a tutti i soggetti sociali che nel mondo del lavoro e nelle esistenze concrete stanno subendo le ricadute di una dinamica recessiva di portata epocale. Il “Noi” dello slogan non è corporativo e non parla solo degli studenti: “Noi” sono tutti coloro che la crisi non l’hanno prodotta e che dunque non intendono pagarla. Che la paghino le imprese e le banche, questo il sottotesto dello slogan! Non siamo disposti a pagare questa crisi né possiamo accettare le scarne proposte del Governo, contenute nel pacchetto anti-crisi.

La potenza dell’Onda è stata capace, dunque, di parlare alla società tutta e di trasformare tanto lo sciopero generale dei sindacati di base del 17 ottobre, quanto lo sciopero generale della scuola del 30 ottobre, in qualcosa di straordinario e di diverso dalle cose di sempre. Proprio l’autonomia del movimento studentesco ha reso possibile un’estensione senza pari delle mobilitazioni e una grande radicalità nei contenuti e nelle pratiche di lotta. Il 14 novembre, poi, rimarrà senz’altro nella memoria di tutti, come una delle più grandi manifestazioni di piazza auto-organizzata dagli studenti universitari e medi: più di 300.000 persone, infatti, hanno assediato Montecitorio e Palazzo Chigi, mettendo in scena materialmente l’isolamento sociale oltre che politico del Governo e della maggioranza.

A partire da queste considerazioni vorremmo dire alcune cose importanti in merito alla giornata del 12, giornata in cui pensiamo che lo sciopero generale debba quanto più possibile essere generalizzato dall’Onda e non solo. La premessa è che sarebbe stato auspicabile un corteo unitario di tutte le forze sindacali, ma conosciamo bene le differenze anche radicali delle piattaforme e non riteniamo che queste differenze possano essere ridotte a questioni di poco conto.

Per stringere davvero ed in maniera efficace una forte alleanza sociale non possiamo accontentarci semplicemente di scendere in piazza nella stessa giornata. Dobbiamo trovare una convergenza su alcuni contenuti che oggi appaiono decisivi e sui quali vogliamo assolutamente vincere, mantenendo sempre le proprie specificità, differenze e le proprie piattaforme di lotta, ma estraendo da queste delle rivendicazioni comuni a partire da quattro temi fondamentali: Scuola, Università, Precarietà e difesa dei territori e dei beni comuni. Per quanto riguarda noi, ci teniamo a mettere in chiaro gli elementi rivendicativi che più ci hanno caratterizzato e che in particolare ci caratterizzano in vista del 12. In primo luogo il rifiuto netto della legge 133, della legge 169 e del Dl 180 in via di approvazione, Dl che non cambia di nulla l’esigenza e la necessità di lottare contro il Governo e in particolare contro la Ministra Gelmini e di ribadire il nostro sforzo nel senso dell’autoriforma dell’università.
In secondo luogo è per noi fondamentale ribadire la nostra ostilità nei confronti delle leggi bipartisan che hanno consentito in questi anni il processo di precarizzazione del lavoro, dal pacchetto Treu, alla legge 30. A maggior ragione vale la pena ribadirlo laddove, a partire dal mese di gennaio, 400.000 precari non saranno riassunti. Precari e lavoratori per cui deve essere assolutamente garantito e tutelato il diritto di sciopero. In terzo luogo riteniamo decisivo estendere ed allargare la battaglia per un nuovo welfare che parli di reddito diretto e indiretto (casa, servizi, cultura, diritto alla studio) per studenti, disoccupati e precari, nonché di salario minimo intercategoriale per tutti i lavoratori e lavoratrici.
Infine il rifiuto delle privatizzazioni della sapere e della ricerca, e della devastazione ambientale e dei territori, al fine di difendere la totalità dei beni comuni. Vogliamo più finanziamenti all’università e scuola, che allo stato attuale sono indirizzati alla costruzione delle grandi opere pubbliche e alle spese militari. Su questi punti vorremmo, in questi giorni che ci separano dal 12, avviare una discussione proficua e non pregiudiziale.

Per quanto riguarda il 12, invece, pensiamo che sia naturale per l’Onda mantenere lo stesso stile assunto durante i precedenti scioperi generali: un corteo autonomo che sappia però interloquire con tutti i lavoratori e attraversare, materialmente e non solo simbolicamente, le manifestazioni sindacali. Questo non toglie che è nostro interesse parlare con quei tanti lavoratori che pur essendo iscritti alla Cgil vedono nell’Onda e nella sue rivendicazioni un’opportunità di cambiamento radicale valido per tutti.
Oltre a parlare con i lavoratori è nostro interesse, però, attraversare la città e paralizzarne il traffico, così come abbiamo fatto in questi mesi, generalizzando tanto lo sciopero del 17, quanto quello del 30 ottobre. Invitiamo inoltre, tutti i movimenti cittadini e regionali, dai movimenti per l’abitare a quelli a difesa dei beni comuni, le reti migranti, i lavoratori precari, le esperienze dell’autogestione, tutti coloro che guardano con favore alla novità dell’Onda e che non sempre sono rappresentati dalle compagini sindacali, a convergere in piazzale Aldo Moro e muoversi in corteo con noi.

Con la convinzione che l’Onda diventerà ancora una mareggiata

Generalizziamo lo sciopero del 12 dicembre!

Giovedì 4 dicembre 2008

Sapienza in mobilitazione

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Aggiornamento: Tavola rotonda – Giovedì 11/12

Tutte le manifestazioni dello sciopero generale nazionale Cobas-Cub-Sdl del 12 dicembre 2008

Regionali :

ROMA P.della Repubblica ore 10
MILANO P. Cairoli ore 9.30
TORINO P. Vittorio ore 9.00
GENOVA P.de Ferrari ore 9.30
VENEZIA-MESTRE P.le Staz. Ferroviaria Mestre ore 9.00
FIRENZE P.S.Marco ore 9.30dopo il corteo alla Facoltà di Lettere avrà luogo lo spettacolo Blues di Banlieue di e con A. Masi, liberamente tratto da Bleus de chauffe di Nan Aurousseau.
La performance teatrale sarà adattata per l’occasione.

NAPOLI P.Mancini ore 9.30
PALERMO P.Croci ore 9.30
CAGLIARI P. Garibaldi ore 10

Provinciali :

BRESCIA P.Garibaldi ore 9.00
LIVORNO P.Cavour ore 9
PISA P.S.Antonio ore 9
POTENZA Largo Pignatari ore 9.30
BARI Sede Confindustria V.Amendola ore 9
BRINDISI P.Mercato della Commenda ore 9

Impazza lo sciopero…s’impenna il Blog… onda anomala di accessi !!

visite_9_12_08

A leggere i grafici degli accessi di oggi al nostro blog, pare ci sia una grande attesa per lo sciopero del 12.

Solo oggi abbiamo registrato, alle ore 21,00, un’onda anomala di ben 2855 accessi.

Guardate poi con quali parole chiave la gente ci raggiunge tramite i motori di ricerca:

termini_motori_ricerca_9_12_08

Questi numeri sono un buon auspicio…il resto dobbiamo farlo noi !!

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  • aggiornamento 9/12 ore 23.59 : gli accessi giornalieri sono stati 3166

  • aggiornamento 10/12 ore 23:59: gli accessi giornalieri sono stati 3870

  • aggiornamento 11/12 ore 23:59: gli accessi giornalieri sono stati 9217

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Ri-tornello per lo sciopero del 12 dicembre

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HANNO FATTO LA GUERRA AI “BAMBINI” !

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HANNO FATTO LA GUERRA AI “BAMBINI” !
22 GIORNI : 1340 PALESTINESI “UCCISI” – 5.300 FERITI – 65% CIVILI – 418 BAMBINI – 128 DONNE – 113 ANZIANI …. Almeno 4.000 CASE DISTRUTTE..
TRA I FERITI “I BAMBINI” SONO 1500…
Ma nel DESERTO dell’immane distruzione il conteggio della morte è “solo” all’inizio.
I CIVILI ISRAELIANI MORTI SONO 3…. Con una diecina di soldati fanno 13 morti israeliani ….
Dopo 22 giorni all’inferno a GAZA è arivato “il cessate il fuoco unilaterale” . La soldataglia , quei coraggiosi-vigliacchi che dall’alto di F16 elicotteri Apache e altre “moderne macchine da guerra” hanno dispensato missili bombe fosforo bianco Drime ed altro ai bambini alle donne ai vecchi ai diciottenni alle case alle scuole (anche dell’ONU ! ) alle moschee alle Università alle ambulanze agli ospedali….ai viveri… senza tregua senza pietà senza remore , è uscita dagli abitacoli dei carrarmati e dei tank e “soddisfatta” ha fatto con le mani il segno “V” in segno di vittoria . L’armata superarmata ha “vinto” contro UN POPOLO INERME . Non c’era “nessun contrasto”.
I missili di HAMAS erano (sono!) uno specchietto per le allodole . Sono serviti per “giustificare l’ingiustificabile” e per “parlare” di “autodifesa” con i servizievoli media “embedded” mondiali-occidentali .
HANNO FATTO LA GUERRA AI “BAMBINI”! E cantano vittoria . E per la signora LIVNI i morti sono solo “UN PRODOTTO DELLE CIRCOSTANZE “.
Non hanno vergogna . Disumanati , hanno perso il senso dell’umano e del limite .
A loro tutti dedico l’immagine TREMENDA del bambino “esausto”, trovato tra le macerie dopo tre giorni , che accarezza e custodisce la madre morta ( ma lui non lo sa!) …e raccoglie resti di pane e pomodori e li pone accanto alla bocca…perché lui crede che la mamma “sta dormendo”… E’ solo una delle tante immagini che Vittorio Arrigoni che , in questi giorni di dolore e sofferenza di rabbia e di impotenza , ci ha “aiutato a vivere ” ( lui che era in mezzo alla morte!) dalle colonne del manifesto con l’empatia la condivisione la gratuità e l’amore per la vita…e il racconto…e LA VERITA’ . Non è UN GENOCIDIO ? Cos’è ? un bagno di sangue ? una punizione collettiva ? una strage di massa ?…ma quando si colpisce e si impedisce da anni la vita di una popolazione , e in modo particolare dei bambini…con torture affamamento confische della terra distruzione degli alberi ammazzamenti mirati mobilità impedita riduzione in cattività…e donne incinte bloccate ai chek-point….e ORA con il massacro senza via di fuga…cos’è ? Dice un arabo di nome Raja sul blog :
“Prendete un pezzo di terra , lungo 40 chilometri e largo all’incirca 5 chilometri . Chiamatelo GAZA. Poi riempitelo con un milione e quattrocentomila abitanti . Dopo di che circondatelo con il mare ad ovest , l’EGITTO DI Mubarak a sud , Israele a nord e ad est e chiamatela la TERRA DEI TERRORISTI . Poi dichiaratele guerra e invadetela con 232 carri armati , 687 blindati , 43 postazioni di lancio per jet da combattimento, 105 elicotteri armati , 221 unità di artiglieria terrestre , 346 mortai , 3 satelliti spia, 64 informatori , 12 spie infiltrate e 8.000 truppe . E ora chiamate tutto questo “ISRAELE CHE SI DIFENDE” . Adesso fermatevi per un momento e dichiarate che “eviterete di colpire la popolazione civile” e definitevi L’UNICA DEMOCRAZIA IN AZIONE. Sarà un miracolo da qualunque punto di vista , evitare di colpire quei civili oppure sarà semplicemente una menzogna dal momento che nessuno potrebbe evitare di colpirli a meno che non sia un bugiardo . Chiamate tutto questo , di nuovo , Israele che si difende” . “Israele , aggiunge Vittorio, era perfettamente al corrente della presenza di quelle persone perché è stata proprio Israele a metterle lì . E allora CHIAMATELO GENOCIDIO . E’ più credibile .”
Lorsignori hanno tentato di “giustificare l’ingiustificabile” con i missili di HAMAS . 3 CIVILI ISRAELIANI morti ora, 10 circa in 8 anni . Talmente impari erano (sono!) le forze in campo che non vedere l’intento genocidia è semplicemente impossibile.
USA-EUROPA-IL GOVERNO BERLUSCONI- E LA FINTA OPPOSIZIONE , che con Fassino ha partecipato a una manifestazione di piduisti e fascisti bipartizan a favore di Israele e della guerra , hanno lasciato fare e “benedetto” IL GENOCIDIO . Prima angeli_massacratipartecipando all’affamamento , dopo le elezioni vinte da HAMAS, e ora mentre si dispiegava l’operazione “piombo fuso” . Nessuno in questi giorni ha messo in campo alcun atto rilevante per fermare gli aggressori. Solo la mobilitazione spontanea popolare internazionale ha cercato di fermare il massacro.
Le due manifestazioni di sabato 17 sono giunte tardi e solo perché c’è stato chi ha lottato perché ci fossero . Però bisogna essere onesti e chiari . A ROMA ERAVAMO 200.000 ad Assisi c’erano circa 5.000 persone. E non a caso .
La comunità palestinese e “il movimento” erano a Roma . Ad Assisi c’era ceto politicoarcobaleno e molti impresentabili figuri . Che a Roma avrebbero potuto partecipare “con difficoltà” al corteo . Per le responsabilità storiche immense che si portano dietro . Come si può accettare che Massimo D’Alema , quello della “guerra giusta” per “fermare il massacro” (sic!) , quello dell’accettazione della Nato e del Dal Molin , quello del silenzio sul patto con gli americani per i missili in Cecoslovacchia , quello dell’aumento del 23% delle spese militari (altro che addio alle armi disse al Corriere ai tempi dello “scaricamento” di Emergency dopo la liberazione di Mastrogiacomo e l’arresto di Rahmatullah) quello degli f35 ecc. …come si può accettare che ci venga a fare la lezione ? Perché ha detto qualcosa sulla stampa schierata con Israele e che Hamas è una realtà con cui fare i conti ? NO ! Non esistono uomini per tutte le stagioni ! E D’Alema è responsabile della distruzione della sinistra dei movimenti e dell’ascesa e della legittimazione del berlusconismo . Basta! VIA ! Ma ad Assisi c’era anche la famosa teoria del’equivicinanza con i colpiti del rifiuto della partigianeria e dell’aiutare tutti… Come si può di fronte a un massacro in atto rifiutare di vedere la realtà le responsabilità storiche di contesto e in atto e rifugiarsi nell’iper- uranio ? Non si può ! Significa non individuare mai la verità e di fatto impedire la mobilitazione e la lotta . Significa non fare i conti con il passato anche recente e con i suoi insegnamenti . Solo monsignor Bettazzi è stato all’altezza del momento quando si è chiesto ” ma quanti palestinesi devono morire per ogni Israeliano ? gli Israeliani vogliono superare i nazisti nelle “proporzioni” delle morti per rappresaglia ?” Anche Bettazzi era (è!) un estremista ! A Roma , nella diversità e nelle differenze eravamo DALLA PARTE DEI PALESTINESI . Per la fine dell’oppressione e del massacro . Per UNA PALESTINA LIBERA ! E contro lo stato di Israele che impedisce ai palestinesi di vivere e di esistere . Per questo abbiamo lanciato IL BOICOTTAGGIO – Per questo siamo per la rottura di tutte le relazioni economiche politiche e militari dell’Italia con Israele . Per questo chiediamo a tutti di esporre la bandiera palestinese…perché SIAMO TUTTI PALESTINESI ! TUTTI CITTADINI DI GAZA !
N.B. Esprimo a SANTORO solidarietà politica e umana . Il fascista Fini non ha nessuna autorità per dare lezioni .Petruccioli, poi , quello che passò ad Arcore prima della nomina..sappia che la RAI è dei cittadini e che tutti abbiamo visto il comportamento immondo la partigianeria a priori per Israele la manipolazione e la disinformazione…così che parlare di REGIME RAISET ha trovato conferma…così come il fatto che I giornali dei padroni “stanno con le cancellerie” e gli ASSASSINI…e che LUCIA ANNUNZIATA , quella che viene dal manifesto , a ogni giro di boa si “ricolloca” come i Riotta e c. … troppi….
FATE CIRCOLARE ! PUBBLICATE ! Partecipate al boicottaggio ! aggiungo COME…
Blog : www.cobasreto.wordpress.com Gaetano Stella cobas r. t.

Comunicato unitario: “Valutazioni prestazioni del personale “

RSU – CGIL – CISL – UIL – COBAS – CSA

COMUNICATO UNITARIO

La RSU dei dipendenti della Regione Toscana e le organizzazioni sindacali territoriali, rilevato il profondo cambiamento, in negativo, delle relazioni sindacali nell’ente Regione, nel corso delle quali gli istituti contrattuali sono sempre più frequentemente interpretati ed applicati in senso restrittivo, a danno dei lavoratori.

Venute a conoscenza del documento inviato ai dirigenti (che si allega in copia) denominato “Valutazioni prestazioni del personale – criteri comuni“.

Ritengono che non vi siano più le condizioni per proseguire il confronto con la delegazione di parte pubblica e quindi abbandonano il tavolo negoziale

La RSU e le organizzazioni sindacali dichiarano fin d’ora lo stato di agitazione dei lavoratori della Regione Toscana.

Provvederanno immediatamente a richiedere un incontro politico al vicepresidente Gelli, o se necessario al presidente Martini, da tenersi in tempi brevissimi al fine di fare chiarezza sul comportamento antisindacale tenuto dall’amministrazione regionale che ritengono comprometta gravemente le relazioni sindacali nell’ente.

Firenze, 22 gennaio 2009

Respingiamo l’accordo sul nuovo modello contrattuale

RESPINGIAMO L’ACCORDO
SUL NUOVO MODELLO CONTRATTUALE

La crisi dilaga, cassintegrazione, centinaia di migliaia di licenziamenti dei precari sono  in corso,  salari  e pensioni perdono  sempre più potere d’acquisto, una  finanziaria  lacrime  e sangue taglia nel triennio 8 miliardi di euro alla scuola e 7 alla sanità pubblica.
In tale clima politico-sociale, arriva inesorabile, come una cambiale in scadenza, l’accordo a perdere del 22 gennaio sul nuovo modello contrattuale per il lavoro dipendente privato e pubblico,  accordo  peggiorativo  rispetto  a  quello  già  famigerato  del  23  luglio  1993,  che inaugurò la stagione della concertazione.

Cisl-Uil-Ugl si rivelano ancora una volta totalmente subordinati alla “premiata” ricetta di Confindustria e governo: liquidazione del contratto collettivo nazionale e salari agganciati alla produttività.

Altro che affrontare l’emergenza salariale! Il CCNL, il suo valore universalistico viene nettamente ridimensionato, gli unici scarsissimi aumenti si potranno avere con la  contrattazione di  secondo  livello (cioè  il  20% dei  lavoratori),  favorita con misure aggiuntive di decontribuzione (opera del passato governo Prodi) e di detassazione (opera del governo  Berlusconi); per  accedere  a  tali  miserabili  aumenti  bisognerà  raggiungere  in azienda determinati parametri di “produttività, redditività, qualità, efficienza, efficacia”, agevolando così il supersfruttamento e la reintroduzione del cottimo.

In più  i nuovi contratti nazionali non avranno durata biennale, ma  triennale (a livello economico che normativo), erodendo un’altra quota dei nostri magri salari.
Si vantano che  i risibili aumenti salariali nei futuri rinnovi contrattuali non saranno più legati all’inflazione Programmata, ma ad un  indice dei prezzi al consumo armonizzato a livello europeo (IPCA) …che però viene depurato Dall’aumento dei prodotti energetici!

Lo hanno decantato come un accordo di svolta; le relazioni tra sindacati, padroni e governo sono  state  definite  non  più  conflittuali, ma  collaborative.  Infatti…Cisl-Uil-Ugl  hanno scelto  da  un  pezzo  la  strada  del  collaborazionismo  corporativo,  pertanto naturalmente sottoscrivono senza pudore  il  loro aumentato peso negli enti bilaterali, che non  solo  subordinano  gli  interessi  dei  lavoratori  a  quelli  dei  padroni, ma,  tramite  tali strumenti, sindacati concertativi e padroni controllano il Collocamento e in parte divengono diretti erogatori degli ammortizzatori sociali (come l’indennità di disoccupazione).

La Cgil, con uno scatto di dignità, non ha firmato, ma come fidarsi del maggior sindacato concertativo, che,  in maggio,  insieme a Cisl e Uil, aveva elaborato  il documento da cui è partita la trattativa per la controriforma della contrattazione?
Non è un caso che Governo-Confindustria-Cisl-Uil,  sottolineando  che  l’accordo  è  sperimentale  e  dura  quattro  anni,
dichiarino che la porta per la Cgil è sempre aperta.

Intanto si ipotizzano altre regole vessatorie su rappresentanza e rappresentatività sindacale,  si  fissano  nuove moratorie  degli  scioperi  durante  le  trattative  per  i  rinnovi contrattuali. Ed addirittura, punto 18 dell’accordo, si stabilisce di impedire l’esercizio del diritto di sciopero al sindacalismo di base nelle aziende del servizio pubblico locale.

Tutto ciò è intollerabile. Respingiamo al mittente questo frutto marcio della concertazione e del corporativismo sindacal-padronale.

Comportamento antisindacale – la critica di una collega alla produttività di eccellenza

Sulla intranet della Regione Toscana è pubblicata la spiegazione di cosa sia la produttività di eccellenza. Alla voce “come viene valutata” ai punti 2 e 3 ci sono in bella vista le radici antisindacali e discriminatorie di una certa sottocultura che sta prendendo piede nella nostra amministrazione, altroché pari opportunità.
Infatti i criteri di attribuzione comprendono:

  • - al punto due “garanzia e continuità nella presenza…anche rivedendo la propria pianificazione della presenza in servizio”: andare a prendere un bambino a scuola, curare un anziano, il famoso lavoro di cura, viene visto come un elemento che impedisce di lavorare al livello dell’eccellenza, si tratta dell’esatto opposto delle politiche di pari opportunità. Aggiungiamo poi che una persona è appunto una persona e non solo un lavoratore e quindi ha propri impegni e tempi che riguardano la vita non lavorativa che devono essere un diritto imprescindibile.
  • - Al punto tre: “…la dimostrata disponibilità e reperibilità anche oltre l’orario di servizio anche nel caso in cui non siano previste specifiche indennità”. In questo caso “oltre l’orario di servizio e senza indennità” sembra ai miei occhi una richiesta di lavoro nero e non retribuito: antisindacale e, mi pare, anche anticostituzionale. Stupisce quindi che un qualsiasi sindacato abbia accettato un criterio del genere. Va notato che il riferimento alla “dimostrata disponibilità” aggiunge il dato discrezionale, non è detto che si debba svolgere lavoro non retribuito, basta la disponibilità, non si capisce dimostrata in che modo.

A tutto questo va aggiunto lo specchietto “Valutazioni prestazioni del personale – criteri comuni” con i “criteri” per le valutazioni (tutte, non solo quelle di eccellenza, si trova nel blog cobas). Uno vedendo il termine “criteri” si aspetterebbe gli elementi per decidere se il lavoratore svolge bene il suo lavoro, qualsiasi essi siano, invece gli estensori indicano la quota in percentuale per ognuno dei livelli e non come arrivare alla quota percentuale, che dovrebbe dipendere dalla concreta realtà e non da una schematica, predeterminata e pregiudiziale fantasia. Un po’ come quei docenti che fanno le ricerche a partire da risultati preconfezionati (non ipotesi che sarebbe corretto, ma risultati preconfezionati), che non dipendono quindi dalla lettura della realtà ma dalle esigenze della committenza. In questo nostro caso ridurre i nostri redditi con varie giustificazioni.
A ben guardare il limite del 30% per l’eccellenza opera in modo simile: l’attribuzione non dipende da un lavoro ben fatto ma ha un limite irragionevole e predefinito: oltre e malgrado la realtà. In più definito in base a criteri che sono appunto antisindacali e discriminatori nei confronti di chi oltre al lavoro ha altri impegni, per esempio il lavoro di cura, che nella nostra società sono ancora le donne a svolgere in massima parte.

Marvi Maggio

Sbrodoliamoci addosso…..

bavaglio

Bavaglino Cobas Weblog..per far crescere bene il tuo bambino

….sì,  sbrodoliamoci addosso una volta tanto, perchè questo blog, nel giorno dello sciopero generale del sindacalismo di base, è stato il 44° in tutto il mondo, giusto un posto prima di CNN Wire  .

Se non ci credete, guardate qua:

http://botd.wordpress.com/2008/12/12/top-blogs-961/

Abbiamo in mano un bel giocattolino..non c’è che dire. Se volete giocarci, fatecelo sapere…è gratis !

2a Assemblea Nazionale Delegati Sindacalismo di Base

assemblea_delegati_roma_7_febbraio_2009

Scarica il volantino in pdf

ROMA – TEATRO AMBRA JOVINELLI
Via G. Pepe (Stazione TERMINI)
Dalle ore 9,30 alle ore 14.00
SABATO 7 FEBBRAIO 2009

Un accordo da respingere ! Governo, UIL, UGL annullano il potere di acquisto e dettano nuove regole sulla contrattazione sindacale

dal Cobas Pubblico Impiego:

volantino_contro_accordo_22_gennaio_2009

Scarica il volantino contro l'accordo del 22 gennaio 2009

In Regione Toscana… in attesa di una conferenza generale d’organizzazione

In Regione Toscana è già fine legislatura, anche se alla scadenza elettorale mancano oltre 15 mesi. E’ cominciata la stagione delle grandi manovre per la conservazione delle poltrone e, laddove non fossero più conservabili, del potere e dei privilegi che queste concedono.

Una situazione che appesta ulteriormente un’ente dove anche le indagini autocommisionate fanno emergere un pessimo clima organizzativo.

Oggi portiamo all’attenzione due vicende, apparentemente separate, che chiariscono quanto sta accadendo in Regione: emergenza democrazia.

Oggi il CTP, scusate ha cambiato nome è diventato direttorio – CTD (Comitato tecnico di direzione) – darà il via libera ai concorsi per i nuovi dirigenti. Una decina di posti, disegnati inequivocabilmente sulle persone che verranno promosse.
Così, nel segreto delle stanze nella licitazione tra direttori generali si costruiscono le carriere.

Intanto avete visto, per le progressioni interne da B a C “l’elenco delle principali disposizioni normative che attengono alla prova preselettiva precisando che le stesse non sono esaustive”, come scrive la direzioe Organizzazione.

“Impossible is nothing”, il motto dell’Adidas fatto proprio dalla direzione Organizzazione nel compilare l’enciclopedica lista delle fonti normative, con l’avvertenza che non sono esaustive e che quindi vi può essere chiesto di tutto.
L’elogio della follia, se non l’avesse già scritto qualche secolo fa Erasmo da Rotterdam.

Mentre la struttura è allo sbando il Direttorio pensa a scegliere nuovi “colonnelli” e ad alzare l’asticella per chi, magari dopo una vita lavorativa, ha la possibilità di un modesto avanzamento di carriera.

E’ un problema di organizzazione: le catene gerarchiche sono assolutamente inadatte per valorizzare il lavoro in Regione; un lavoro tipicamente relazionale e cognitivo. A questa realtà rispondono con una gerarchia da esercito ottocentesco e con l’asfissia burocratica (il controllo sul controllo del controllo).

E’ un problema di democrazia perchè l’organismo che fà e disfà in Regione, il direttorio, non ha nessun elemento di trasparenza: non esiste nemmeno uno straccio di verbale pubblico.

Noi continuiamo ad essere convinti che la Regione Toscana è un bene comune di chi ci vive, ci transita, ci lavora, è chiamato ad amministrarla.
Per questo non può essere lasciata nelle mani di una burocrazia superpagata.

Da anni chiediamo una conferenza generale d’organizzazione per rimettere in moto un processo organizzativo democratico.

QUANTO DOBBIAMO ASPETTARE ANCORA?

5/2/2009 COBAS REGIONE TOSCANA

Interruzione tavolo trattativa – informativa della RSU ai lavoratori

Alle lavoratrici e ai lavoratori

e p.c. al Vicepresidente Federico Gelli

Vi inviamo poche righe di informazione per chiarezza su quanto sta avvenendo in questi giorni.
Come sapete il tavolo di trattativa tra amministrazione regionale e rappresentanze sindacali è stato da queste ultime interrotto ed è stato indetto lo stato di agitazione.
I motivi che hanno indotto tutte le organizzazioni e la RSU a questo atto sono stati già spiegati in un comunicato inviato dopo che si è tenuto un incontro con il vicepresidente in cui si sono espresse con chiarezza le motivazioni da parte di tutti.
Il vicepresidente Gelli ha chiesto una decina di giorni di tempo per arrivare ad un ulteriore incontro che tutti auspichiamo consenta di tornare a confrontarsi con uno spirito di vera condivisione d’intenti.
Tale incontro è fissato per domani alle 11, quindi anche prima dei 10 giorni richiesti. Il vicepresidente nel chiedere questa pausa d’attesa aveva assicurato alle rappresentanze sindacali che in questo periodo di tempo avrebbe richiesto lo “stand by” sulle iniziative in corso, iniziative estemporanee che come tutti sappiamo rappresentavano per le rappresentanze sindacali la goccia che aveva fatto traboccare il vaso.
Ma, purtroppo, se il vicepresidente si impegna, evidentemente la struttura dell’alta dirigenza non ci sente del tutto, ed anziché cercare di distendere gli animi, favorendo una costruttiva ripresa del confronto, si adopera, almeno per talune direzioni generali (del CTP niente è dato sapere), per inasprire il clima.
Utilizza occasioni come la valutazione finale dei piani di lavoro e degli apporti individuali per serrare la catena di comando proponendo vere e proprie minacce nei confronti dei dirigenti di area e di settore perché si uniformino a comportamenti provocatori e illegittimi e affinchè modifichino di loro iniziativa le valutazioni del personale già espresse o, comunque, già anticipate ai lavoratori.
Si tratta di comportamenti tesi ad inasprire il clima all’inverosimile, illegittimi in quanto non rispettano gli unici accordi in vigore sulle procedure da seguire per la valutazione dei risultati e degli apporti individuali e parliamo di accordi che tutti i direttori e dirigenti dovrebbero conoscere a menadito (sono riportati anche nel “testo unico dei ccdi, dei verbali di concertazione e delle intese del personale delle categorie” distribuito a tutti loro), in particolare gli artt. 1, 4,5,6,7,8,9,10,11,12,13,14,15,16 del CCDI 17/03/97 (pagg. 149-160 del T.U.) e artt. 4, 17,18 del CCNL 1/4/99 (pagg. 160-163 del T.U.) oltre altri articoli di accordi riportati alle pagg.164-167 del T.U.
Inqualificabili gli inviti a premiare chi “si ferma oltre l’orario di lavoro”; abusi di autorità su cui invitiamo il C.P.O. a vigilare e il vicepresidente a farli cessare immediatamente.
Si fanno partire le iscrizioni ai corsi previsti dal nuovo piano formativo che l’amministrazione sa bene non è stato sottoscritto ancora dalle rappresentanze sindacali e si chiede ai lavoratori di esprimere le proprie preferenze in tempi assolutamente ristretti.
Anche su questi comportamenti si misura la disinformazione e la scarsa trasparenza della struttura alto dirigenziale. I piani formativi sono da rivedere, i corsi, come modalità di somministrazione, di fruizione e soprattutto come finalità formative, come risorse da destinare ai diversi soggetti, sono contraddittori e spesso carenti. Stridono a prima vista le risorse destinate all’”alta formazione” di pochi “intimi” contro quelle di scarsissima qualità destinate alla maggior parte degli utenti; e soprattutto stride la forte sensazione che anche attraverso lo strumento della formazione collegata al disegno organizzativo dei nuovi profili professionali (ad arte completamente rivoluzionati unilateralmente dall’amministrazione) si cerchino di individuare percorsi preferenziali per alcuni soggetti predeterminati .
Insomma, presidente Gelli, questo quadro ci preoccupa e ci obbliga a rivolgerci direttamente ai lavoratori per denunciare questi comportamenti inammissibili.
Per parte nostra confidiamo nel buon senso di tutti loro perché si adoperino per mantenere un clima di civile rispetto, di sana collaborazione nei confronti degli utenti del nostro lavoro (i cittadini e le amministrazioni locali in particolare) e soprattutto li rassicuriamo sul fatto che, oltre a svolgere fino in fondo il ruolo di rappresentanza sindacale unitaria ed elettiva del nostro ente, daremo anche ampia tutela individuale nei confronti di comportamenti illegittimi, adoprandoci affinchè tutti i soggetti attori di tali comportamenti ne rispondano anche personalmente in ogni sede.

RSU della Regione Toscana – Comitato di coordinamento unitario

Due paroline sull’eccellenza

Riceviamo dal collega Salvatore Mancuso e volentieri di seguito pubblichiamo:


Capita questo: il dirigente indice una riunione, nel corso della quale comunica di avere gratificato Tizio o Caio sulla base del criterio x.

Ovvio che a posteriori di criteri per beneficiare Tizio o Caio piuttosto che Sempronio ce ne sono a bizzeffe.

Non si curano i dirigenti di comunicare a priori che l’eccellenza verrà assegnata sulla base del criterio x.

Non sapendo gli aspiranti beneficiari in anticipo quale sia il criterio adottato per l’assegnazione dell’osso da rosicchiare, sorge il sospetto che l’attribuzione dell’eccellenza, come anche delle p.o. e delle progressioni verticali passate, avvenga allo stesso modo in cui la Juve ha vinto gli ultimi scudetti.

Giocatori bravi, non si discute, ma avrebbe vinto la Juve sempre e comunque.

Detto questo, mi chiedo e chiedo a tutti, ricordando – come già qualcuno ha fatto – che il silenzio è mafioso: dobbiamo continuare a osservare questa mancanza di trasparenza e questa discrezionalità, che di tutto è indice fuorché di una pubblica amministrazione nella sua corretta accezione (ma che anzi è il sintomo inequivocabile di un rigurgito di autoritarismo), oppure possiamo e dobbiamo dire qualcosa?

Io una risposta la voglio dare: è questo ciò che meritiamo, perché questo è il prodotto della nostra pochezza di questi anni, una pochezza fatta di tornacontismo, menefreghismo, opportunismo, senza mai un traguardo o un ideale comune che non fossero i 50 euro in più in busta paga. Cosa importa poi se si lavora in sedi disagiate, senza riscaldamento, senza mensa (il che non guasterebbe neanche …), senza parcheggio, ecc. ecc. ecc. Tanto c’è l’eccellenza che rimette tutto a posto.

Buon pro vi faccia.

No all’abolizione del diritto di sciopero: il 6 marzo manifestazioni in tutto il Paese

Cub – Confederazione Cobas – SdL intercategoriale
logo_patto

Comunicato stampa

Contro il Governo che vuole abolire il diritto di sciopero, Cub, Confederazione Cobas e SdL intercategoriale hanno organizzato manifestazioni e presidi in molte città italiane per il giorno 6 marzo.
A Roma appuntamento alle 16.30 a Largo Ponchielli per protestare davanti alla sede della Commissione di garanzia (anti-sciopero).
Il Governo, in accordo con la Confindustria e con l’assenso di Cisl, Uil e Ugl, procede nel disegno di cancellare le libertà e i diritti sindacali costituzionalmente tutelati.
Dietro il dichiarato intervento per il solo settore trasporti, già da solo inaccettabile ed assolutamente illegittimo, il Governo vuole predisporre una legislazione autoritaria per gestire la fase attuale e futura di grave crisi economica e per poter meglio reprimere le risposte dei lavoratori al tentativo di farne pagare a loro il costo. Lo scopo del governo è quindi quello di imporre per legge la pace sociale, vietando e criminalizzando il diritto di sciopero.
A ciò è indispensabile opporsi in modo netto e senza equivoci.
Il sindacalismo di base promuove una manifestazione nazionale a Roma il 28 marzo – quando si riuniranno i ministri del Lavoro e politiche sociali del G14 per far pagare la crisi ai salariati e ai settori popolari – e un grande sciopero generale per il 23 aprile, anche per difendere il diritto di sciopero e la democrazia sindacale.

Cub – Confederazione Cobas – SdL intercategoriale

3 marzo 2009

“Nulla è come prima” Un’illuminante disamina sulla follia neoliberista

Riportiamo di seguto un illuminante articolo di Loretta Napoleoni tratto dal suo blog :

Gli ex liberisti sono nostalgici, specialmente quelli nostrani. Farebbero di tutto per tornare indietro, per gustare i piaceri della cuccagna creditizia. Alcuni ci raccontano che nulla e’ cambiato negli ultimi sei mesi, soltanto la nostra percezione della realta’. Abbiamo, insomma, perso la ragione.

La globalizzazione, il credito facile e a buon mercato, perfino i mutui concessi a chi non se li poteva permettere, facevano bene all’economia mondiale. E infatti questa cresceva, cresceva che era una meraviglia.

Adesso tutta questa ricchezza svanisce quotidianamente dai monitor di piazza affari, tritata dalla caduta degli indici di borsa. E’ una catastrofe, gridano i neo-liberisti. Gli interventi del Presidente Obama, quelli di Gordon Brown, perfino le parole rassicuranti della cancelliera tedesca non fanno breccia. La gente continua a tenersi lontana dalla borsa e i mercati assomigliano ai campi di battaglia della prima guerra mondiale, con i corpi dei caduti che formano un tappeto grigio a chiazze rosse. Centinaia di posti di lavoro sono scomparsi al punto che le sale cambi sembrano alveari abbandonati. I sopravvissuti fanno perfino fatica a quotare i prezzi perche’ non c’e’ abbastanza gente sul mercato.

E’ finita l’era degli affollatissimi supermercati finanziari, quando banche come Citigroup erano grandi come i governi dei paesi industrializzati. Multinazionali della finanza canaglia dove si poteva fare di tutto, anche e soprattutto insider trading, frode fiscale – la scorsa settimana l’UBS svizzera ha pagato salato per aver aiutato la clientela americana ad evitare le tasse – ed anche qualcosa di peggio.
La deregulation e’ stata la manna dal cielo per il riciclaggio del denaro sporco, ce lo dicono le statistiche. Dalla meta’ degli anni ‘90 quest’attivita’ e’ cresciuta del 50% un po’ dovunque. E naturalmente il denaro sporco si lavava nelle banche.

L’ultimo scandalo bancario arriva dai Caraibi. Sir Allan Stanford, miliardario Texano, ha gestito per oltre 15 anni una mega frode sotto gli occhi delle autorita’ monetarie di mezzo mondo. A incastrarlo e’ stato un giornalista investigativo venezuelano che alcuni mesi fa’ ha fatto una ricerca dettagliata su di lui nel web.
I risultati sono finiti in rete e i blogger li hanno pubblicizzati, a quel punto la SEC, la Security and Exchange Commission americana, si e’ messa a fare il suo lavoro e l’ha indagato.

I nostalgici vorrebbero farci tornare a questo modo di fare affari? Perche’ dietro la crescita smisurata degli anni passati c’era anche e soprattutto un esercito d’individui e istituzioni che si arricchivano frodandoci. Ci dicono che bisogna sostenere banche come Citigroup, un conglomerato bancario che fa acqua da tutte le parti, le cui azioni nelle ultime settimane sono scese quasi a zero. Nessuno sul mercato le vuole acquistare e allora perche’ dovremmo farlo noi risparmiatori? Anche Soros e Buffett mesi fa ci hanno incoraggiato ad acquistare le azioni di Goldman Sachs e altre banche d’investimento acquistandone loro stesso alcuni milioni di dollari che poi hanno perso. Non solo le azioni sono crollate, ma lo status di banche d’investimento e’ stato abolito.
Ci dicono che salvando tutte le banche si sostengono i prezzi delle case e che cosi’ facendo torneremo in quel mondo dove tutto cresce meno i nostri redditi. Eppure Adam Smith, padre del liberismo e oracolo fino a pochi mesi fa’ dei neo-liberisti, ci dice che i beni immobili non fanno parte della ricchezza della nazione. Anche se si affittano i soldi devono essere guadagnati da qualche altra parte. Agganciare la crescita economica al mercato degli immobili si chiama speculazione ed e’ l’attivita’ che ci ha portato alla crisi. E’ un tipo di affari che secondo Smith prima o poi va sempre a gambe all’aria.
L’ammonimento di Smith riecheggia per le strade di Dubai o lungo le strip di Las Vegas – le due citta’ che hanno registrato il massimo della crescita immobiliare negli ultimi anni – dove ormai si affacciano centinaia migliaia di finestre vuote. E se la crisi del mercato immobiliare non e’ un vero bombardamento, le case sono ancora tutte in piedi, e’ anche vero che ce ne sono troppe. Magari qualcuna fosse crollata, la curva dell’offerta e quella della domanda sarebbero meno lontane l’una dall’altra. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna stuoli di costruttori, l’equivalente dei nostri palazzinari, hanno eretto una quantita’ ridicola di edifici. In quelli vuoti la maggior parte degli appartamenti non e’ stata mai acquistata da nessuno. L’ondata delle repossession, di chi perde la casa perche’ non ha i soldi per pagare i mutui e’ solo una piccola parte del tsunami immobiliare statunitense.
Le banche hanno finanziato questa follia, perche’ di follia si tratta. Il mercato lo sa benissimo e infatti ha votato contro il piano di salvataggio proposto dal presidente Obama. Sostenere tutte le banche e chiunque stia per perdere la casa e’ la formula peggiore per l’America in recessione. I salvataggi sono serviti solo a ricapitalizzare le riserve bancarie, che non era l’obbiettivo preposto. Ma anche congelare tutti i mutui e’ un errore. Le statistiche mostrano che il 70% di quelli salvati torna dopo pochi mesi in moratoria. Troppa gente vive in abitazioni che non poteva e non puo’ permettersi. Risparmierebbe affittando un’abitazione. Lo squilibrio tra domanda e offerta di immobili ne sta abbattendo i costi.

Le critiche al piano Obama non finiscono qui. L’America e’ un paese dove la mobilita’ del lavoro e’ sempre stata altissima. Chi perde il lavoro nel Wisconsin e ha buone prospettive d’occupazione nel Texas salta in macchina e parte. Il New Deal di Roosevelt ha funzionato grazie a queste migrazioni. Ma se si e’ legati ad un mutuo in un mercato che non si muove come andarsene? Il piano di Obama rischia quindi di ridurre la mobilita’ del lavoro in un momento in cui e’ cruciale per il successo del programma di lavori pubblici.
Dietro la crisi immobiliare e quella delle banche ci sono dunque realta’ complesse che non possono essere generalizzate. E sono proprio queste generalizzazioni che ci portano a fare errori che in futuro pagheremo cari. Il neo-liberismo ha fallito e prima ce ne accorgiamo meglio e’. Ma questo non significa che tutta la teoria deve essere buttata nel cestino. Liberiamoci da questi stupidi dogmi, l’economia non e’ una religione ne’ una scienza esatta, e’ una scienza sociale che come noi impara sbagliando. Non dobbiamo avere paura di prendere cio’ che ci serve da Smith, da Marx, da Keynes, da ognuno di quei grandi pensatori ormai rari ai tempi d’oggi.

E se lo stato usasse i nostri soldi per creare una rete di banche ombra, di sua proprieta’, magari agganciate a quella delle banche cooperative e agli sportelli delle poste, dove mettere i nostri risparmi al sicuro dall’uragano finanziario e poi facesse una cernita delle banche che vale la pena salvare? Si tratterebbe di creare delle banche virtuose invece della bad bank, quella cattiva, ipotizzata da Obama. Ricapitalizziamo chi ha i numeri per sopravvivere e lasciamo affondare chi altrimenti fara’ affogare anche noi. Questo e’ quello che il mercato ci sta dicendo da settimane e la voce del mercato e’ quella nostra, perche’ senza di noi, le formichine dell’economia, non c’e’ mercato.
E gli azionisti? Tra questi ci siamo anche noi, qualche finanziere canaglia ha investito i nostri fondi pensione nei baracconi finanziari bancari. E’ questa la parte piu’ dura da digerire, perche’ e’ dove abbiamo sbagliato. Nessuno puo’ restituirci quei soldi, e se ci illudiamo che l’intervento dello stato attraverso nazionalizzazioni o sostegni monetari a tappeto fara’ tornare gli indici ai livelli di prima del fallimento di Lehman, vuol dire che ancora stiamo sognando. Il mondo e’ cambiato e noi abbiamo sbagliato e’ ora di imparare la lezione.

Loretta Napoleoni

La crisi la paghino banchieri e padroni, evasori e corruttori..

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“Due milioni ai dirigenti…ma non c’era la crisi ?”

Finalmente anche i quotidiani si accorgono dei costi della Regione:

Pioggia di superpremi da 13 a 27mila euro. E gli otto big guadagnano più di Martini

Ecco  l’articolo del Tirreno di sabato scorso.

superpremi_dirigenti

superpremi ai dirigenti della Regione Toscana - clicca il giornale sopra per leggere l'articolo del Tirreno di Sabato 13 marzo 2009

“Lettera aperta al mio dirigente” Le amare riflessioni di Gaetano Stella sulla “schedatura delle professioni” in Regione

LETTERA APERTA AL “MIO” DIRIGENTE

Caro Alberto,

pur avendo tentato di riempire la scheda proposta per le progressioni, devo dire che non sono riuscito a racchiudere la mia esperienza e il mio vissuto negli schemi proposti.
Come al solito siamo di fronte a una impostazione “ideologica” ( nel senso di falsa coscienza”) che si esprime attraverso un linguaggio e una impostazione che di “scientifico” non ha niente. Potrei fare una disamina dei termini per dimostrare il mio assunto , ma sarebbe (è!) inopportuno.
La statistica non è una scienza neutra , è culturalmente orientata e guida , di fatto , il senso delle risposte.
Toglie spessore all’esperienza individuale cataloga ma non “interpreta”…non definisce non approssima alla verità di ognuno…
Nel funzionamento attuale della REGIONE , che non è un’azienda , prevale la gerarchia la verticalità la competizione la divisione ecc. non la democrazia.
La democrazia organizzativa fu distrutta tanti anni fa.
Così la solidarietà la reciprocità..ed anche la gratuità e la possibile comunanza e condivisione…
Oggi si vive in una solitudine collettiva e in una evidente alienazione . e mentre alcuni si arricchiscono, altri (il comparto) tirano a campare alla meglio.
Ho 60 anni ed è per me deprimente scrivere queste cose .
Per tanti anni ho cercato , con le forze che avevo (avevamo…) di impedire questa deriva . Non ci sono riuscito . Ma penso di poter dire che avevamo ragione noi , quando , tanti anni fa lottammo e vincemmo pure un referendum (disatteso!) per mantenere le leggi 54 e 55 e quella concezione di democrazia organizzativa.
Basta semplicemente guardarsi intorno e guardare la situazione di Firenze della Regione e dell’Italia.
Viviamo nella vergogna, ma facciamo finta di non vedere e non sapere.
Non ho niente contro di te. Con me sei sempre stato gentile e affabile . Ma, come è evidente , le questioni in discussione vanno al di là di noi due.


Un saluto cordiale

Gaetano Stella

Fi/18/3/2009

Apre a Firenze lo Sportello Legale gratuito “IL_LEGALE”

il_legale_sportello_legale_gratuito1

confederazione_cobas

rete_legalemovimento_di_lotta_per_la_casa_firenze

La Confederazione Cobas e il Movimento di lotta per la casa, in collaborazione con la struttura legale nazionale “Retelegale”, danno vita allo Sportello ” iL_Legale “.
E’ un’idea , ed una proposta, che nasce dal confitto sociale, dalla necessità di difesa del reddito e dei diritti delle fasce sociali più deboli e dalla volontà dichiarata dai movimenti:
“noi la crisi non la paghiamo”!

Se hai problemi con:

Casa:

- non hai un contratto o pensi che non sia regolare?
- Hai dubbi su afftto o la durata?
- Sei sotto sfratto?

Lavoro:

-hai dubbi sul tuo contratto?
-hai un contratto a termine ma non ce ne sono le  ragioni nella tua azienda?
-Contratto di formazione ma senza tutor che ti forma
-Sei stato licenziato senza motivo?
-Subisci pressioni sul posto di lavoro o non ti vengono riconosciuti i diritti che ti spettano in caso di malattia, infortunio o maternità?
-Sul tuo posto di lavoro non sono rispettate le norme di sicurezza?
-Sei un co.co.pro. ma svolgi una mansione totalmente diversa da quella descritta nel contratto?

Migranti:

- hai problemi con ll permesso di soggiorno?
- hai problemi con il ricongiungimento familiare?
- hai subito un’espulsione o sei stato vittima di discriminazioni?

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Info:

Non chiamiamolo “Piano casa” …

piano_casa_governo_berlusconi

… l’orribile e devastante decreto del governo Berlusconi non ha nulla a che vedere con il bisogno della casa, è solo un’orrida manovra di abusivismo legalizzato che porterà allo scempio irrecuperabile di tutto il paese.

Leggete la bozza del decreto di imminentissima approvazione e inorridite.

Bisogna reagire subito !! Inventiamoci forme e modi,

APPELLIAMOCI AL MONDO INTERO

Basta speculazioni e cemento…Riprendiamoci la città !

no_al_piano_strutturale

Basta speculazione e cemento
RIPRENDIAMOCI LA CITTA’

CORTEO CITTADINO                                                                  
SABATO 4 APRILE ORE 15.00 – P.ZZA SAN MARCO


Per una manifestazione di Tutti e tutte e campagna elettorale per nessuno.  Senza bandiere o simboli di partito. Vogliamo una città di tutti e tutte e non dei soliti padroni.
Fermiamo questo Piano Strutturale. Riprendiamoci la citta’

Firenze 2009: una prigione urbana, una città al collasso… Traffico, cantieri, speculazioni, affitti alle stelle, disastro TAV. Una città che per garantire il profitto e la rendita sacrifica aree verdi, spazi di aggregazione, servizi pubblici. Vorrebbe cancellare gli spazi autogestiti e ogni forma di sopravvivenza urbana. Una Firenze frutto di scelte urbanistiche sbagliate a spese dei suoi abitanti.

Ma può andare peggio di così: Da anni la Giunta discute di un nuovo strumento urbanistico; il Piano Strutturale Un Piano Strutturale che prevede milioni di metri cubi di nuovo cemento, rinuncia al disegno pubblico della città e aumenta il potere dei privati con l’istituzione dell’ “avviso pubblico”.
Questa relazione servile tra amministrazioni e imprese ( sotto gli occhi di tutti dopo lo “scandalo Castello” ) va fermata.

FIRENZE CONTRO IL PIANO STRUTTURALE   [ firma l'appello ]
NOPIANOSTRUTTURALE.NOBLOGS.ORG

Appello per fermare il piano strutturale di Firenze

firenze_stritolata_dalla_speculazioneUn appello «per fermare l’approvazione del piano strutturale» è stato lanciato, questa mattina a Palazzo Vecchio, dalla capogruppo di Unaltracittà/Unaltromondo Ornella De Zordo. «Questo appello – ha spiegato l’esponente dell’opposizione – è l’esito del convegno “Piani Urbanistici e politiche distruttive – Roma, Milano, Firenze: tre casi esemplari” che si è tenuto nella nostra città ed è stato promosso dal gruppo di lavoro urbanistica della Lista di cittadinanza “Ornella De Zordo Per Unaltracittà”. All’appello, al quale si può aderire indicando nome e cognome in un messaggio di posta elettronica all’indirizzo fi.nopianostrutturale@email.it, è di vitale importanza per evitare la cementificazione della città a vantaggio di pochi operatori privati e non a favore degli interessi collettivi». «L’attuale piano strutturale – secondo Ornella De Zordo – è ricco di scelte che alcuni dei maggiori urbanisti italiani, tra cui Paolo Baldeschi, Sergio Brenna, Giorgio Pizziolo e Paolo Berdini, primi firmatari dell’appello insieme a me, considerano sbagliate, ed è il prodotto del lavoro di una struttura tecnico-politica oggi ‘decapitata’ dalle inchieste della magistratura». «A due mesi dalle elezioni – ha concluso Ornella De Zordo – l’approvazione del piano si connota come un vero e proprio colpo di mano fuori dal controllo dei cittadini e di chi vive Firenze. L’invito è quindi quello di firmare l’appello e attivarsi in città affinché il piano strutturale non venga approvato (info: http://nopianostrutturale.noblogs.org)».

Testo integrale dell’appello:

L’amministrazione comunale di Firenze, dopo le recenti vicende giudiziarie che hanno visto coinvolti alcuni suoi esponenti, a sole poche settimane dal termine del suo mandato, ha in programma l’approvazione del Piano Strutturale, il nuovo piano urbanistico della città.

Questo è stato oggetto di numerose critiche e osservazioni nel metodo e nel merito. Nel metodo, perché l’amministrazione comunale non ha tenuto in alcun conto le precise proposte avanzate dai cittadini nelle assemblee in cui doveva sostanziarsi il processo di partecipazione attivato dal Comune stesso, né, se non marginalmente, di qualsiasi altro contributo critico pervenuto.
Nel merito, perché il piano non riconosce il carattere internazionale e il fondamentale ruolo culturale di Firenze, ma tratta il governo della città esclusivamente in termini di mobilità e di edificabilità; e, anche in questi limiti, con scelte sbagliate, contraddittorie, in ultima analisi preoccupate solamente di assicurare ai costruttori e alla proprietà fondiaria le massime agevolazioni possibili.

Con l’ultimo colpo di coda, quello delle due “varianti” dello Stadio e dell’edificabilità delle aree ferroviarie dismesse (e con la distruzione/riedificazione speculativa del teatro comunale del Maggio Fiorentino) si supera ogni immaginazione ed ogni pudore.
In questo modo si rende sempre più difficile il riequilibrio ecologico di una città asfittica e inquinata, frantumata in ogni sua struttura ambientale e per questo ormai insalubre, sgradevole, e costosissima da abitare a da usare. E si rinuncia ad aree preziose per la riorganizzazione della mobilità, senza che si sia provveduto ad un piano complessivo ed organico.

Svendere queste aree strategiche ci pare un vero e proprio scempio nei confronti della città e della qualità della vita della popolazione ed un furto per le giovani generazioni, cui si è già tolto il lavoro, la speranza, il futuro, ed ora, a Firenze, come ultimo sberleffo, anche lo spazio per la sopravvivenza e per la mobilità.
Preoccupante e slegato da qualsiasi seria valutazione della domanda (che non sia quella degli immobiliaristi) è il dimensionamento del piano che prevede più di 4,5 milioni di metri cubi aggiuntivi in una città in cui gli abitanti continuano a diminuire; metri cubi che si aggiungono alle volumetrie già previste e non conteggiate nel piano, fra cui spicca l’insediamento di Castello (1.400.000 mc) e la previsione avanzata in extremis di 435.000 mc sulle aree ferroviarie dismesse. A ciò si aggiunge il profondo stato di malessere in cui versa l’amministrazione in carica con le dimissioni dell’assessore all’urbanistica, raggiunto da avviso di garanzia, e del dirigente responsabile dell’elaborazione del Piano Strutturale. Anche se condividiamo pienamente la presunzione di innocenza per gli imputati, tuttavia è doveroso che il sindaco ne tragga le conseguenze per dare ai cittadini la certezza della legalità rispetto alle scelte fondamentali del Piano stesso. Pertanto chiediamo che l’amministrazione di Firenze, a soli due mesi dalle elezioni comunali, sospenda l’approvazione del Piano Strutturale, lasciando alla prossima amministrazione il compito di dare a Firenze un piano degno di questo nome, dove gli interessi immobiliari siano subordinati a quelli dei cittadini e degli ospiti della città.

Primi firmatari: Ornella De Zordo, Giorgio Pizziolo, Paolo Baldeschi, Sergio Brenna, Paolo Berdini

Per aderire indicare nome e cognome a:

fi.nopianostrutturale@email.it

 

FIRENZE CONTRO IL PIANO STRUTTURALE – Corteo cittadino – Sabato 4 Aprile – P.zza San Marco

CORTEO CITTADINO
Sabato 4 aprile
ore 15,30 – Piazza San Marco

Il Piano Strutturale potrebbe essere approvato proprio negli ultimi giorni di vita della Giunta Domenici che ha visto dimettersi in successione l’assessore all’Urbanistica, Gianni Biagi, e il responsabile del Piano, Gaetano Di Benedetto, per le note vicende legate alla lottizzazione dell’area di Castello, di proprietà della Fondiaria Sai di Salvatore Ligresti, su cui si dovrebbero riversare tonnellate di cemento.

Il Piano Strutturale prefigura la saturazione delle aree libere del territorio comunale, aggrava le già precarie condizioni delle periferie della città, sferra un attacco inaudito alle colline fiorentine.

Un Piano che inficia il bene pubblico in nome dell’interesse privato, non deve essere approvato!

FERMIAMO L’ULTIMO FURTO ALLE GENERAZIONI FUTURE DI FIRENZE

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REPUBBLICA FIRENZE 1/4/09

Per il piano strutturale una corsa contro il tempo si vota nell´ultima seduta
Tensione nell´aria
L´appuntamento è per il 20, 21 e 22 aprile
Appelli per l´approvazione da Ance, Cisl e Confindustria I numeri della maggioranza sono sempre più risicati spesso è mancato il numero legale per le assenze nel Pd
ERNESTO FERRARA

Piano strutturale, il Pd tenta il colpaccio.
Prova cioè a portare in votazione l´atto urbanistico più importante della legislatura nell´ultimo consiglio comunale utile. Cioè nella seduta conclusiva di questo mandato, già fissata in tre giorni, il 20, 21 e 22 aprile. «Gli ultimi tre giorni di questo consiglio comunale potrebbero interamente essere dedicati alla discussione sul piano strutturale», ipotizza la capogruppo del Pd Rosa Maria Di Giorgi, riaprendo una discussione, quella sulla votazione dell´atto comunale più contestato degli ultimi mesi, che sembrava destinata ad esser rimandata. Fu proprio il sindaco Leonardo Domenici, all´indomani dell´inchiesta giudiziaria su Castello, a porre l´esigenza di “congelare” la discussione sull´atto urbanistico, che prevedeva tra l´altro lo spostamento dello stadio dal Campo di Marte a Castello. Durante la campagna delle primarie del centrosinistra fu soprattutto il candidato Lapo Pistelli a lanciare l´allarme: «Il piano strutturale – disse – va approvato, altrimenti in città si perdono migliaia di posti di lavoro e si rischia l´immobilismo». Analoghi appelli ad approvare il piano sono poi venuti da Ance, Cisl e Confindustria. Ma i numeri della maggioranza in consiglio comunale sono sempre più stretti: per approvare un atto servono, se tutti i 46 consiglieri comunali sono presenti, 24 voti. Oltre ai Comunisti Italiani (2 membri), nelle ultime settimane hanno rotto con il Pd anche i Verdi (altri 2 membri). Ai Democratici, 18 consiglieri, resta l´appoggio dei Socialisti (2 voti) e del gruppo La Sinistra, che conta 5 consiglieri, avendo perso proprio negli ultimi giorni Anna Soldani. Numeri strettissimi. A cui si aggiunge un momento, nei rapporti di forza del Pd, non proprio sereno: al consiglio comunale di lunedì scorso parecchi membri democratici erano assenti ed è venuto a mancare il numero legale per le votazioni in due occasioni. Oltretutto c´è il problema dei tempi: la conferenza dei servizi tra Provincia, Regione e Comune che doveva revisionare il piano si è già chiusa, mentre solo nella prossima settimana sarà esaminato dal consiglio provinciale. Occorrerà poi un ultimo passaggio negli uffici dell´urbanistica. Una corsa contro il tempo.

VERGOGNA ! Solidarietà a Michele Santoro e alla redazione di AnnoZero

Esprimo a Michele Santoro profonda solidarietà .
L’attacco di Fini e del Sig. P2 è la concreta esemplificazione del REGIME in atto .
Una sola trasmissione TV si è discostata in questa settimana .. per ricerca di VERITA’ e per “criticità” dal REGIME RAISET unificato.
Questa trasmissione è ANNOZERO .
IL REGIME ha paura della VERITA’ e vuole sempre più giornalisti prezzolati e servi .
Questa è la VERGOGNA che viviamo .

Ribellarsi è giusto e necessario.

RESISTENZA !

Gaetano Stella – Cobas Regione Toscana

Terremoto in Abruzzo: i retroscena di un disastro annunciato. Incontro-dibattito

terremoto_abruzzo_dibattito_22_4_09_lettere

Presidio per bloccare l’approvazione del Piano Strutturale di Firenze

Per scongiurare l’approvazione del Piano Strutturale di Firenze, prevista nell’ultima seduta utile del Consiglio Comunale, invitiamo tutti a partecipare al

PRESIDIO
lunedì 20 aprile – ore 15,00 sotto Palazzo Vecchio (ingresso lato via de’ Gondi)

Durante il presidio, in segno di protesta, alcuni docenti della Facoltà di Architettura di Firenze svolgeranno delle lezioni dedicate ai temi della città, e in particolare ai progetti e alle trasformazioni urbanistiche di Firenze

Un Piano che inficia il bene pubblico in nome dell’interesse privato, non deve essere approvato.

[ http://nopianostrutturale.noblogs.org/]

PerUnaltracittà, Rifondazione Comunista, nextEmerson, Movimento di Lotta per la Casa, Comitato SanSalviChiPuò, Comitato contro il sottoattraversamento TAV, Salviamo Firenze, Comitato cittadini Belfiore-Marcello

Online la nuova opinione di Gaetano Stella

E’ online l’ultima opinione di Gaetano Stella:

una lettera aperta alla “direttora” de L’Unità in merito al Referendum sulla legge elettorale

Assistenza fiscale Cobas, da giovedì 7 maggio

Il Cobas Regione Toscana mette a disposizione assistenza e consulenza fiscale per adempiere agli obblighi della dichiarazione dei redditi e agli altri obblighi tributari.
La sede Cobas presso la palazzina sindacale della Regione Toscana, via di Novoli, Firenze è aperta tutti i giovedì dalle 14.30 alle 17.00 a partire dal 7 maggio 2009 .

I servizi riguardano:

  • Dichiarazione dei redditi – modello 730
    I lavoratori dipendenti e pensionati, nonché coloro che sono titolari di rapporto di collaborazione o sono equiparati ai lavoratori dipendenti, possono presentare la loro dichiarazione dei redditi. Si può chiedere l’assistenza per la compilazione del modello oppure si può consegnare il modello già compilato.
  • Dichiarazione dei redditi – modello unico;
  • Compilazione bollettini Ici;
  • Certificazione reddituale (Red);
  • ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente).

Per informazioni chiamare :

  • Barbara :055/4383887;
  • Antonio: 055/4382802

Promemoria dei documenti necessari per la compilazione del modello 730

Coniamo un neologismo: il “termoinquinatore”

Riceviamo un interessante contributo di Lucia Schiano e volentieri di seguito lo pubblichiamo:

Coniamo un neologismo: il “termoinquinatore”

(Lucia Schiano)

Abbandoniamo le comode metafore di “termovalorizzatore”, “cogeneratore”, etc. ed adottiamo una definizione realistica: “termoinquinatore”, da rifiuti urbani riciclabili a rifiuti speciali pericolosi, quali sono le ceneri e le emissioni in aria.

Se solo si riflettesse su questo evidente passaggio di categoria probabilmente si spingerebbe la ricerca scientifica e tecnica ed i politici a trovare scelte più sostenibili e meno costose per la gestione dei rifiuti, in attesa di raggiungere l’obiettivo di rifiuti zero negli anni necessari.
Nel nostro paese gli incentivi CIP6 pagati dagli utenti nelle bollette dell’elettricità e la liberalizzazione del settore elettrico hanno dato la stura ad un numero imprecisato di industrie che sfruttano il gigantesco business della produzione elettrica da rifiuti.
Tuttavia a molte persone sfugge che la fetta più grande dell’affare sta proprio nel conferimento dei rifiuti. Al mercato attuale la tonnellata di rifiuto tal quale in ingresso in un impianto termoinquinatore viene pagata dal conferente allo smaltitore, e non viceversa, dai 70 ai 100 euro, secondo i contratti ed i materiali. Un termoinquinatore di media potenza, 100.000 t/anno, incassa solo da ciò cifre dell’ordine degli 8 milioni di euro/anno, più l’energia elettrica immessa in rete, più i CIP6 relativi. Così l’ammortamento dei costi di costruzione è rapidissimo ed in seguito è quasi tutto guadagno netto. Un bell’affare, no?!!
Che poi ciò comporti l’avvelenamento di tante persone, territorio, svalutazione di proprietà, degrado ambientale e paesaggistico, poco importa di fronte ad un business con cui si possono facilmente comprare tanti esperti, politici, avvocati ed interi governi. Una lobby trasversale agli schieramenti partitici e ben frequentata da comitati d’affari, mafie di vario genere, e organismi più o meno segreti come la massoneria.
L’obiettivo millantato è quello della “chiusura del ciclo dei rifiuti”, ma a tutti è nota l’inconsistenza di questa affermazione, in quanto le ceneri richiedono a loro volta discariche, così è per le molte tonnellate di residui per l’abbattimento dei vari inquinanti.
Come può comprendere anche il digiuno della materia, questa tecnologia è inefficace ed inefficiente e produce più criticità di quante promette di risolverne.
Se la problematica del rifiuto si è presentata sin dagli albori delle civiltà, le soluzioni attuate già allora puntavano sulla differenziazione ed il riciclo.
Nell’antica Roma il rifiuto organico aveva due strade di smaltimento: le vie pubbliche e vicoli in cui maiali, cani e gatti provvedevano a “eliminare” tutto il commestibile; la cloaca massima e quindi il Tevere in cui l’apporto organico al mare rientrava in un ciclo biologico del tutto sostenibile. Il rifiuto di altro genere era pressoché totalmente riciclato. Ad esempio le anfore rotte che arrivavano al porto fluviale erano frammentate e riutilizzate in edilizia o nei sottofondi stradali, o accumulate nel famoso monte Testaccio in attesa di utilizzo. La plastica non c’era, per fortuna, ed il vetro e metalli sempre recuperati e rifusi. Il legname, finiva, prima o poi, per riscaldamento o cottura; la cenere negli orti.
Perché non tornare a questo semplice sistema? Certo si tratta di riconvertire migliaia di industrie che usano e producono sostanze inquinanti e inesistenti in natura, ma non è neppure pensabile di saturare la superficie terrestre con discariche che resteranno in eredità – che bella e gradita eredità!! – alle generazioni future, con rilevante consumo di suolo e spesso criticità di inquinamenti di falde o avvelenamento di flora e fauna.
Non si vuole caldeggiare una società come quella delle comunità Amish americane, ancorate a modelli settecenteschi, senza elettricità, auto, televisione, etc., ma un passo indietro in questa temperie di crisi economica mondiale rappresenterebbe un buon punto di partenza per un modello di sviluppo concretamente sostenibile, più che di sola facciata.
Dunque stop ai termotrasformatori di sostanze non inquinanti in veleni e sostanze tossiche e cancerogene. Sì alla raccolta differenziata sempre più spinta e premiante, e sì alle lavorazioni a freddo dei rifiuti. Solo così usciremo da un assurdo sistema che finge di eliminare i rifiuti, in realtà producendone di nuovi, di gran lunga più pericolosi e di ardua eliminazione.

Aperitivo/Cena/Assemblea lavoratori ATAF

Riceviamo e volentieri di seguito amplifichiamo:

cobas_ataf

 

Venerdì 8 Maggio presso deposito CURE alle ore 21 si svolgerà l’ ASSEMBLEA di tutti i Lavoratori/trici.

 

DALLE ORE 20.00

Davanti deposito Ataf in Viale dei Mille – Firenze

APERITIVO/CENA

I lavoratori/trici di Ataf invitano i cittadini a partecipare per socializzare, capire e discutere insieme a loro sul futuro di Ataf e del trasporto pubblico.

Saranno presenti all’assemblea, in segno di solidarietà delegazioni di autoferrotranvieri, provenienti da varie aziende di trasporto italiane.

 

 

PACCHETTO ANTICRISI PER L’ALTA DIRIGENZA TOSCANA

Uno sguardo veloce a cosa succede nel mondo: negli Stati Uniti Obama toglie prebende e privilegi ai manager che, in Europa divengono, assieme al sistema bancario, oggetto della critica anti crisi.

Tempi duri per i manager? Sì, ma non in Regione Toscana.

Uno dei nostri difetti è dire cosa pensiamo. Nei recenti incontri, con Gelli con altri assessori e dirigenti, abbiamo posto con forza la necessità di un pacchetto anti crisi, non solo per chi lavora in Regione, ma per l’intera società toscana.

L’hanno preso alla lettera, ma solo per l’alta dirigenza.

La proposta di delibera che alleghiamo (Disposizioni in ordine al riallineamento retributivo delle Aree di coordinamento delle Direzioni Generali della Giunta regionale) propone l’innalzamento della retribuzione delle aree di coordinamento (vice direttori generali) di circa 6.000 euro.

Il tutto avviene distinguendo in tre le aree di coordinamento, di cui l’ultima – che non riceve aumenti, ma serve per giustificare con la differenziazione gli incrementi, viene lasciata vuota.

Una volta di più si collega la regalia alla dirigenza con l’ossessione della catena gerarchica: una figura, l’area di coordinamento diventa tre figure – una e trina?

Una misura a nostro avviso illegittima: la legge 1 del 2009 prevede una distinzione meramente funzionale e non retributiva fra le diverse Aree di coordinamento.

Siamo in attesa di sapere quali saranno le ulteriori misure per mantenere il tenore vita dell’alta dirigenza: di quanto l’aumento per i direttori generali? Ai dirigenti di settore non ci pensa nessuno? E quella quindicina di dirigenti che sono sostanzialmente rimasti al livello delle vecchie UOC non sono proprio nel cuore dell’amministrazione?

Scherzi a parte: invitiamo la Giunta a non approvare questa indecente proposta e la invitiamo a dare nel più breve tempo possibile un mandato alla direzione generale organizzazione per:

  • - una veloce chiusura di un contratto decentrato equo e solidale;
  • - la definizione di un pacchetto anticrisi;
  • - l’accelerazione dei tempi per la presentazione di una legge regionale che non penalizzi i donatori di sangue, i soggetti diversamente abili ed i loro familiari, le persone con precaria salute e tutti coloro che pagano con i tagli sulla busta paga la facile popolarità di Brunetta.

 

6 maggio 2009 COBAS REGIONE TOSCANA

La coscienza … e il senso comune …

La mia lettera che segue è stata pubblicata oggi da Liberazione. Invito anche il Manifesto a pubblicarla .Invito tutti i blog a fare altrettanto .Invito tutti/e i compagni e gli amici a “partecipare” alla discussione e alla lotta sui tre punti qui enunciati… e alla fondazione dal basso di uno strumento autonomo libero indipendente autogestito…

Saluti a tutti

Gaetano Stella

N.B. www.pandoratv.it

LA COSCIENZA….E IL SENSO COMUNE…

Caro direttore,

l’articolo della Fantozzi di oggi che illustra la campagna che rif. ha organizzato e sta organizzando è in gran parte condivisibile,ma non affronta e non dà risposte al problema che l’articolo stesso pone all’inizio . C’è una evidente manipolazione” quotidiana che IL REGIME mediale unificato ,RAISET e non solo , opera dei “fatti” e della “realtà”.

Questa manipolazione-nascondimento-disinformazione forma IL SENSO COMUNE delle larghe masse e impedisce “la consapevolezza ” “la presa di coscienza” e la possibilità – necessità di lottare.

Esiste quindi una necessità assoluta di “disvelamento” e di VERITA’.

Il BERLUSCONISMO come REGIME si è fondato e imposto in questi anni con il controllo del sistema mediale e informativo e l’imposizione di un immaginario collettivo un sistema di valori e di comportamenti mercificati consumistici padronali ecc. Con la “presa” della RAI e la generalizzazione delle pratiche e culture di Mediaset il meccanismo è diventato totalizzante.

Le masse popolari sono rimaste , anche per questo, in balia del PENSIERO UNICO del Capo…e dei suoi ripetitori. E’ evidente che non è solo questione di “informazione”, ma anche di formazione, di modelli culturali ecc. Nel nostro paese , anche per responsabilità della sinistra , il livello culturale delle larghe masse è a livelli molto bassi . Lo aveva capito molto bene Don Lorenzo Milani. Ciò fa sì che la TV è ancora ora lo strumento fondamentale nella informazione e formazione dell’opinione pubblica .

In Italia si leggono poco giornali e libri .

Ciò rende urgente e fondamentale alcune cose .

Una lotta senza quartiere contro IL REGIME e per l’uscita dalla politica del NANOP2 . Perchè il possesso di un impero editoriale , anche senza entrare nel merito del processo di formazione dello stesso, è di per se stesso la negazione della democrazia e della Costituzione . Una lotta per impedire l’occupazione della RAI che è in atto…perchè la RAI è dei cittadini e non dei partiti . E il lancio e il decollo di una TV libera autogestita ed autofinanziata.

C’è il progetto PANDORA in atto di Giulietto Chiesa ed altri. Parliamone e facciamo in modo che possa diventare la TV di quel milione milione e mezzo di “sinistra” che a volte siamo riusciti a mobilitare nelle piazze .

Potrebbe essere anche il segno di una inversione di tendenza.

Saluti Gaetano Stella

Ringrazio Gaetano Stella per avere risollevato la questione, negli unici termini in cui dovrebbe essere affrontata (ma che tutto lo schieramento di sinistra ha completamente ignorato).

O si opera questa inversione di “comprensione”, oppure è del tutto inutile immaginare una qualsiasi rivincita collettiva. La società dello spettacolo è quella dove abbiamo perduto. O rompiamo lo spettacolo o continueremo a perdere.

Giulietto Chiesa (su Megachip)

CINEFORUM

domenica 10 maggio 2009 ore 21.00

Seconda puntata di VISIONI COLLETTIVE

con la proiezione de:

L’ODIO

un film di MATHIEU KASSOVITZ

In un quartiere periferico parigino scoppia il vento della rivolta dopo il pestaggio del sedicenne Abel da parte della polizia.I giovani della banlieu scendono in strada e si battono tutta la notte con gli agenti. Tra loro ci sono tre amici: l’ebreo Vinz, il maghrebino Said e il nero Hubert, un trio di giovani disoccupati, arrabbiati e senza futuro. Diretto da Matthieu Kassovitz, in un bianco e nero splendido, e parlato con un dialetto non facile da tradurre, L’odio è un film durissimo che ha totalizzato milioni di spettatori in Francia, ottenendo il premio per la miglior regia a Cannes nel 1994.

La proiezione si terrà presso il

FONDO COMUNISTA

Via Rocca Tedalda, 277

(dietro ufficio PT)

Seguiranno con cadenza quindicinale le seguenti proiezioni:

IL PANE E LE ROSE [Ken Loach]

LA BATTAGLIA DI ALGERI [Gillo Pontecorvo]

ORGANIZZANO:
- COMITATO DI LOTTA ROCCATEDALDA
- SINISTRA CRITICA FIRENZE

Fonte: Sinistra Critica Firenze

Restiamo umani

RESTIAMO UMANI !

*******

A Berlusconia LA BARBARIE avanza e si diffonde

si fa “normalità” senso comune che corrode e corrompe

atti gesti comportamenti leggi eventi avvenimenti

parole immagini tremende avvilenti ripugnanti

RESPINGIMENTI…

” un fatto storico ” SENZA precedenti

che un ministro-razzista annuncia per televisione alla nazione

e a cui plaude con condivisione parte della finta-opposizione

….ESSERI UMANI come non-persone….

è il passato che ritorna come un incubo in gestazione

è la criminalizzazione della “migrazione”

è la condanna a morte di chi fugge da fame guerra e

disperazione

e cerca vita pane futuro lavoro accoglienza e compassione

…è LA DISTRUZIONE DELLA RAGIONE…

è IL NICHILISMO della “crisi” del capitalismo

RESTIAMO UMANI !

Mentre il “pedofilo” corrotto piduista mafioso spergiuro e

corruttore

mostra al mondo la sua miseria sessuale e intellettuale

si pone “sopra” la legge la Costituzione e la morale

e grida contro la società multiculturale

e nessun figurante del regime mediale spettacolare

gli grida in faccia che se ne deve andare

per illegittimità e indegnità politica e morale

RESTIAMO UMANI !

È il tempo della rivolta e dell´indignazione

della disobbedienza e della ribellione

in ogni luogo e in ogni situazione

per difendere la RAGIONE con passione

per difendere la Costituzione nata dalla liberazione

violata ancora dall´invenzione del “reato di immigrazione”

RESTIAMO UMANI !

GLI STORICI RESPINGIMENTI sono atti disumani

delinquenti ripugnanti dementi …

e la MULTIETNICITA´ e MULTICULTURALITA´

sono già forme della nostra nuova UMANITA´

e il separatismo invocato e il razzismo praticato e “banalizzato”

per sancire che l´ALTRO lo straniero il diverso

è inferiore pericoloso e perverso

è il colpevole dell´insicurezza esistenziale

prodotta dalla CRISI globale del Capitale

è il NAZISMO re-inventato e re-interpretato

è il nuovo TOTALITARISMO in cammino…già sdoganato

e le RONDE legittimate (?) sono squadrismo di Stato

e i “figli invisibili” di mamme senza documenti

sono il prodotto disumano di classi dirigenti dementi

quelle che pensano di superare la crisi generale

difendendo con violenza il “particulare”

quelle che nascondono che il loro arricchimento

è stato (è!) il frutto di ladrocinio e sfruttamento

quelle che ora “usano” elementi di vituperato socialismo

per salvare banche manager speculatori e capitalismo

RESTIAMO UMANI !

Con la coscienza che sangue patria suolo e appartenenza

che lorsignori difendono con violenza contro tutti i “senza”

…e che l´altro criminalizzato e il capro-espiatorio reinventato

servono per nascondere che le bibliche migrazioni

sono il risultato della loro globalizzazione

RESTIAMO UMANI !

Con la consapevolezza che tutto è stato organizzato

per dividere e mettere contro il proletariato occidentale sfruttato

e il proletariato planetario nomade e disumanizzato

e per nascondere e depistare l´attenzione generale

dai risultati della crisi del capitale globale

…che è economica politica ambientale morale …

RESTIAMO UMANI !

Accoglienza e differenza

pluralità e uguaglianza

meticciato e mescolanza ….

Sono l´essenza di una nuova convivenza

sono le forme di una nuova coscienza

sono valori e simboli di una nuova speranza

RESTIAMO UMANI !

…uscire dalla CRISI DI CIVILTA´

salvare (curare) la terra e l´umanità

sentire-amare-pensare-lottare ritrovare LA VERITA´

la sobrietà la reciprocità la solidarietà

e il senso del limite e la convivialità

intersecando e intrecciando le diversità

e dando finalmente ad ognuno/a pane fratellanza uguaglianza e

libertà…

Gaetano Stella

N.B. …fate volare queste parole in ogni luogo e in ogni dove…e che nessuno possa dire domani:” io non c´ero…io non ho capito…io non ho visto”…siamo tutti coinvolti !

Con Brunetta è ora di dire basta !!

Riceviamo dal Cobas Pubblico Impiego e volentieri di seguito amplifichiamo:

Il decreto legislativo proposto dal ministro Brunetta è un attacco senza precedenti ai servizi pubblici, al potere di acquisto dei salari. Esso sancisce il furto del salario accessorio, l’azzeramento della contrattazione collettiva, l’inasprimento delle sanzioni disciplinari. I

In quest’ultimo anno Cisl, Uil e Ugl hanno permesso al Governo di: triennalizzare i contratti (così, perdiamo ancora più salario); umiliarci con 40 euro lordi di aumenti contrattuali mensili; riumiliarci con l’indennità di vacanza contrattuale (8 euro al mese) al posto degli arretrati. Oggi Bonanni (Cisl) e Angeletti (Uil) fanno finta di protestare col Governo per questo ultimo attacco al lavoro pubblico, limitandosi a obiettare a Brunetta di non avere trattato con loro i tagli al salario accessorio!!! E la Cgil? Nella contrattazione decentrata si adegua alla triennalizzazione e, invece di mobilitare i lavoratori, pensa a riallacciare l’alleanza (a perdere) con Cisl e Uil, che nel frattempo hanno concesso a Brunetta di tutto e di più. È stata istituita anche la cosiddetta Autorità Indipendente per la Valutazione, che servirà a ridurre il salario accessorio che non sarà più oggetto di contrattazione, ma sarà disciplinato per legge attraverso un meccanismo per cui solo il 25% dei lavoratori potrà prendere il massimo della produttività (oggi sono il 90%), metà del personale avrà solo il 50%, il 25% nulla. Il Governo, con la scusa dell’efficienza e della meritocrazia, effettua a man bassa tagli al salario (non solo riferito alla produttività, ma anche alle progressioni economiche dosate col contagocce) e tagli di personale (tra pensionamenti senza turnover e mancate stabilizzazioni dei precari, sono ormai decine di migliaia i posti di lavoro persi recentemente). Siamo di fronte a un progetto di pratica cancellazione della contrattazione sindacale e di sua sostituzione con provvedimenti legislativi, in un quadro in cui le risorse finanziarie da destinare al personale sono schiacciate tra vincoli sempre più asfissianti di bilancio e leggi finalizzate a ridurre drasticamente la spesa pubblica. Ma non solo il salario accessorio esce dalla contrattazione collettiva: anche l’organizzazione del lavoro e degli uffici sarà disciplinata direttamente per legge.

Il cerchio, insomma, sta per chiudersi, con la conseguenza che a rimetterci saranno i servizi pubblici (privatizzati e con costi sempre in aumento a carico dei cittadini) e saranno i lavoratori, che si vedranno tagliare i loro salari già bassi e saranno istigati a mettersi gli uni contro gli altri per i pochi aumenti previsti per una piccola minoranza del personale. Così i “fannulloni” sono serviti! Anzi, peggio ancora, col probabile rinvio a data imprecisata delle stesse elezioni di RSU. Sarà Brunetta a far loro sapere quando.

E noi quando ci libereremo di Brunetta?

Non stiamo a guardare e prepariamo lo sciopero generale della Pubblica Amministrazione!

Comunicato stampa sulla manifestazione del 16 maggio a Torino

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa della Confederazione Cobas sulla manifestazione del 16 maggio a Torino contro la chiusura degli stabilimenti FIAT di Pomigliano e Termini Imerese ed il ridimensionamento di quello di Mirafiori:

UNA MANIFESTAZIONE CONSAPEVOLE E PARTECIPATA E  UNA CONCLUSIONE CHE EVIDENZIA DRAMMATICAMENTE L’ASSENZA DI RAPPRESENTANZA E DI UN PROGETTO CONTRO L’ARROGANZA E LO STRAPOTERE FIAT. 

 

Sabato 16 maggio a Torino il corteo contro la prospettata chiusura degli stabilimenti Fiat di Pomigliano e Termini Imerese e l’ulteriore ridimensionamento di Mirafiori è stato molto lungo e vivo, sia per la presenza degli operai torinesi sia per l’arrivo di numerose delegazioni da tutta Italia, Pomigliano in testa. La volontà unitaria di dare una risposta a Marchionne e la consapevolezza della posta in gioco – il tentativo dei padroni di utilizzare la loro crisi per costruire un’altra sconfitta del movimento dei lavoratori – hanno contraddistinto la manifestazione che durante tutto il percorso ha ricevuto il sostegno della popolazione nelle strade, dalle finestre e dai balconi.

I lavoratori sono sfilati a migliaia senza rigide divisioni organizzative tra le sigle sindacali, con una naturale e spontanea ricerca di una risposta solidale e collettiva,ma anche con la preoccupazione di scongiurare un film già visto, ovvero l’ennesimo epilogo fatto di deserto industriale e di accordi di gestione di migliaia di licenziamenti collettivi mentre i profitti della Fiat continuano a essere garantiti soprattutto dal denaro pubblico. Una preoccupazione legittima, visto la sequenza di accordi a perdere cui tutti i sindacati concertativi ci hanno abituato in questi ultimi vent’anni.

Per offuscare questo quadro sociale scandaloso puntualmente i mass-media anziché interrogarsi su come e quanto questa crisi sia stata costruita e venga utilizzata dai padroni, preferiscono invece inventarsi una violenza di piazza – meglio se targata “Cobas” – e a strumentalizzare la conclusione della manifestazione nelcomizio davanti al Lingotto: di fronte ad una contestazione verbale, ma comunque comprensibile, a fronte della richiesta di intervento dal palco dello Slai-Cobas di Pomigliano il servizio d’ordine dei sindacati confederali non ha trovato di meglio che opporre resistenza fisica e la chiusura dell’impianto voce.

Ben più grave e preoccupante della caduta dal palco (in realtà una piattaforma a mezzo metro dal suolo) del segretario Fiom Rinaldini – peraltro trattenuto da un esponente dello Slai-Cobas, come si nota dalle stesse foto dei quotidiani – caduta causata dal parapiglia conseguente al tentativo dei vertici confederali di impedire un intervento già concordato dei lavoratori di Nola, è il prossimo venturo ennesimo scivolamento politico e sociale di un sindacato concertativo le cui sigle si dividono tra chi – come Cisl, Uil e Ugl – è pronto a soddisfare qualsiasi progetto di Confindustria e chi – come la Cgil – si autorappresenta come baluardo democratico, ma paga il peso non indifferente di aver comunque concertato un quindicennio di perdita di diritti e di potere delle lavoratrici e dei lavoratori.

Oggi il problema è quello di ricostruire una rappresentanza dei diritti sociali negati, di ridare voce, peso e dignità a milioni di lavoratori che sono soggetti sociali e politici, e non semplici fruitori di ammortizzatori sociali. La Confederazione Cobas sta cercando – sicuramente con fatica – di costruire questo percorso, senza proclamarsi a solutrice ma ricercando con tutte le forze disponibili un cammino comune e condiviso. Contro tutte le arroganze del potere, e anche contro le sue ricorrenti strumentalizzazioni e invenzioni mediatiche. 

 

Torino, 17 maggio 2009                                                                                    

Confederazione Cobas

Dopo il contratto della Sanità….arriva il contratto a perdere per le Autonomie Locali…

Riceviamo dal Cobas Pubblico Impiego e di seguito pubblichiamo

Circa 600 mila lavoratori e lavoratrici in questi giorni dovrebbero essere chiamati a dare la loro opinione sul contratto autonomie locali, che Cgil Cisl Uil stanno per sottoscrivere.
Perdete ogni speranza e state certi: i lavoratori non saranno consultati o ascoltati perché la democrazia non è gradita a Cgil Cisl Uil (e Ugl).
Di questa piattaforma, quel poco che si sa lo si deve ai sindacati di base che hanno diffuso i contenuti della proposta Aran e le arrendevoli (sotto il profilo economico e normativo) proposte di Cgil Cisl Uil.
Ma guardiamo la piattaforma per il Ccnl 2008/9 presentata dai confederali, una piattaforma che ad oggi nessuno ha discusso o approvato e che arriva insieme alle dichiarazioni del segretario della FP Cgil, A. Crispi, sull’imminente firma del contratto.
Ebbene non troverete una proposta sulla parte salariale, ci si preoccupa invece dello 0,20% per le alte professionalità, si chiedono maggiori risorse da contrattare a livello decentrato (una affermazione che stride con la difesa del contratto nazionale e del salario di base che la Cgil dice di difendere), non una parola sul decreto legislativo Brunetta che vorrebbe dare la produttività solo ad un quarto del personale, solo dichiarazioni vuote sulle maggiori tutele per il personale precario e non la richiesta di stabilizzazione dello stesso e l’allungamento dei tempi per l’assunzione dei precari nella Pa. Non una parola sui codici disciplinari sempre più repressivi, non una parola sull’aumento delle indennità e dei buoni pasto.
La piattaforma di Cgil Cisl Uil è solo aria fritta perché il Governo ha già deciso i contenuti (scadenti) del contratto e, come ogni volta, lor signori firmeranno.
Rispediamo al mittente questo pessimo contratto!
Una forte risposta diamola venerdì 3 luglio con lo sciopero di 3 ore indetto dal sindacalismo di base nella pubblica amministrazione!

Per le dimissioni di Silvio Berlusconi dalla politica

Silvio Berlusconi deve dimettersi. Invito tutte le persone oneste di questo paese alla mobilitazione per chiedere le immediate dimissioni di Silvio Berlusconi. L’avvocato Mills è il corrotto e Silvio Berlusconi è il corruttore. Il lodo Alfano, approvato dai parlamentari-dipendenti, “nominati” in base alla legge porca, era (è!) manifestamente incostituzionale, è stato approvato in tempo “utile” per rendere impunibile il sig. p2. Ora è tutto chiaro. Come è chiara la ricostruzione del modo e delle forme con cui S.B. ha costruito il suo impero editoriale ed ha unito al potere economico e mediale il potere politico.

L’appartenenza alla P2, i decreti-Craxi pagati con tangenti, l’ospitalità ad Arcore del mafioso Mangano, la corruzione dei giudici della sentenza Mondatori tramite Previti, l’occupazione con Rete4 delle frequenze di Europa7 ecc…sono alcuni degli anelli di un lungo processo di corruzione eversione prospicienza alla mafia occupazione violenta e golpista del potere. Le affermazioni di Veronica Lario sulle frequentazioni di minorenni e sullo stato mentale e fisico di S.B. ed il dispositivo della sentenza Mills dicono in modo inequivocabile che S.B. è moralmente indegno e politicamente in uno stato di illegalità ed illegittimità e pericolosità. Ciò rende l’Italia ridicola derisa e disprezzata nel mondo intero. Chiedo alle forze politiche sindacali culturali associative giornali riviste blog….e alle singole personalità di organizzare una campagna politica nazionale di verità e informazione per chiedere-imporre le dimissioni di S.B. dalla politica. La campagna non può non unirsi ad un grido di indignazione e di ripulsa per le nomine RAI di queste ore che, come tutti dicono, sono quelle decise a casa del padrone di Mediaset. Siamo oltre il ridicolo ed il tragico. La campagna deve sfociare in migliaia di forme di dissenso e di lotta, senza escludere un momento centrale con una manifestazione a Roma. La parola d’ordine è chiara: Dimissioni di Silvio Berlusconi e no alle nomine RAI lottizzate spartitorie e di regime.

Gaetano Stella cobas reg. tos.

Giù le mani dallo Slai Cobas

Riceviamo dall’esecutivo nazionale del PCL e di seguito integralmente pubblichiamo:

Giù le mani dallo Slai Cobas

(18 Maggio 2009)

Consideriamo francamente preoccupante e grave la campagna di criminalizzazione intrapresa all’unisono dalla stampa, dal governo, dal Pd, e anche da Prc-Pcdi, nei confronti dell’organizzazione sindacale Slai Cobas. Non abbiamo condiviso la contestazione attiva di Rinaldini e della Fiom alla fine della manifestazione di Torino. Sia perché ci risulta che la Fiom avesse accettato – correttamente – di dare la parola a Slai Cobas. Sia perché riteniamo un evidente errore politico porre la Fiom sullo stesso terreno di Fim e Uilm, tanto più nel quadro dello scontro attuale col padronato e col governo.

Ma non possiamo tacere la verità. Non c’è stata alcuna violenza “militare” verso chicchessia, come falsamente denuncia la stampa: che presenta la caduta del segretario Fiom, nella contestazione creatasi, come pestaggio preordinato. E in ogni caso riteniamo inaccettabile caratterizzare Slai Cobas, in modo calunnioso, come “gruppo di provocatori” e di “squadristi” ecc., ignorando oltretutto la sua reale rappresentatività operaia a Pomigliano e la squallida repressione padronale cui sono sottoposti centinaia o suoi iscritti, mandati dalla Fiat nel reparto confino di Nola.

Chiediamo a Fiom e Slai Cobas, congiuntamente, di rifuggire da ogni dinamica di contrapposizione/ritorsione, alimentata ad arte da stampa, governo, e da Cisl-Uil, e di ricomporre un quadro serio di confronto. Continueremo a batterci per la più ampia unità di lotta di tutte le organizzazioni sindacali di classe sul terreno di un salto di radicalizzazione della mobilitazione, a partire dal reciproco riconoscimento dei principi della democrazia operaia – che ignorano sia la violenza, sia la calunnia.

Riteniamo, nel merito, che alcune posizioni e proposte di Slai Cobas sul terreno rivendicativo e programmatico, quali la battaglia per la riduzione generale dell’orario di lavoro e la rivendicazione della nazionalizzazione della Fiat siano non solo pienamente condividisibili, ma un utilissimo terreno di confronto in tutto il sindacato di classe, in questa fase cruciale dello scontro sociale.

A nome dell’Esecutivo nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori

Marco Ferrando